ASST Brianza implementa il BIM per gestire i processi informativi.

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L’adeguamento al D.Lgs. 36/2023, segnatamente all’articolo 43 e all’Allegato I.9, impone alle stazioni appaltanti un controllo strutturato dei flussi informativi. ASST Brianza ha affrontato questa transizione con un intervento organico di introduzione del BIM, finalizzato a rendere coerente e governabile la gestione dei dati negli appalti pubblici. Il percorso, avviato prima che emergessero metriche consolidate, ha preso le mosse da una situazione di frammentazione diffusa.

Il quadro di partenza: eterogeneità e scarsa integrazione

In assenza di un metodo unificato, l’ente si trovava a gestire procedure diversificate tra aree organizzative diverse. La separazione tra ambiti tecnici, amministrativi e legali limitava il coordinamento tra i soggetti coinvolti e rendeva difficoltosa la tracciabilità delle informazioni. L’allineamento alle disposizioni del nuovo Codice dei Contratti Pubblici risultava pertanto complesso, con rischi di discontinuità nei processi decisionali e documentali.

Questa eterogeneità operativa costituiva un ostacolo sia per la governance interna sia per il rapporto con gli operatori economici. L’assenza di un linguaggio comune e di protocolli condivisi impediva una gestione organica delle fasi di programmazione, affidamento ed esecuzione.

Assessment, gap analysis e ridefinizione dei ruoli

Il primo passo è stato un’attività di assessment e gap analysis, condotta per mappare le criticità esistenti e identificare gli scostamenti rispetto ai requisiti normativi. Su questa base è stato definito un modello di gestione informativa strutturato, con ruoli e responsabilità esplicitamente assegnati. Sono state introdotte procedure condivise e strumenti operativi pensati per la digitalizzazione dei processi.

Tra gli strumenti adottati figurano l’Atto Organizzativo, il Capitolato Informativo, il Piano di Gestione Informativa e l’Ambiente di Condivisione dei Dati. L’insieme di questi documenti ha permesso di superare le logiche frammentate tipiche di un approccio non strutturato, garantendo una base metodologica comune a tutte le funzioni interne e agli operatori economici coinvolti.

Benefici qualitativi e prospettive di verifica quantitativa

Pur in assenza di indicatori quantitativi consolidati, i primi risultati hanno evidenziato vantaggi qualitativi immediati. La chiarezza dei requisiti informativi è aumentata, il coordinamento tra strutture si è rafforzato e la capacità di controllo e monitoraggio dei procedimenti è risultata più efficace. Tali miglioramenti, sebbene non ancora misurati in termini di riduzione dei tempi o risparmi economici, rappresentano un presupposto solido per l’estensione del modello.

La verifica dei benefici economici e temporali sarà possibile con l’applicazione estesa ai primi progetti pilota. Tra questi figura l’intervento sul Pronto Soccorso di Desio, attualmente in corso, che costituirà un banco di prova per misurare l’impatto concreto del nuovo assetto organizzativo e documentale.

In questo percorso, Harpaceas ha fornito un supporto metodologico per definire un modello di gestione informativa coerente con il quadro normativo. L’affiancamento ha integrato metodo, governance e strumenti operativi, ponendo le basi per un’adozione del BIM progressiva e sostenibile, specificamente calibrata sul contesto sanitario.

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