Carico sui parapetti in ambito industriale

el ingeniero

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In ambito industriale mi è stato detto di far riferimento alla UNI EN ISO 14122-3 per il carico orizzontale sui parapetti. Questa norma applica 0,3KN*ml orizzontali, le NTC2018 ben 2KN*ml. Viene sempre detto che in ambito industriale bisogna valutare caso per caso..... ma ha senso una riduzione così drastica da 2 a 0,3? In un interessante articolo della Regione Toscana si specifica "in rosso" che il carico della UNI EN ISO 14122-3 è un valore minimo e che comunque bisogna far riferimento alle NTC2018 e alla categoria di riferimento.
 
In ambito industriale mi è stato detto di far riferimento alla UNI EN ISO 14122-3 per il carico orizzontale sui parapetti. Questa norma applica 0,3KN*ml orizzontali, le NTC2018 ben 2KN*ml. Viene sempre detto che in ambito industriale bisogna valutare caso per caso..... ma ha senso una riduzione così drastica da 2 a 0,3

Attenzione all'ambito di applicazione: la norma UNI 14122 si applica alle macchine e ai parapetti che fanno parte di macchine fisse.
Impalcati e ballatoi costruiti per la manutenzione si considerano facenti parte della macchina.
La norma è corretta se si tratta di protezioni di ballatoi dove salgono uno o due operai per la manutenzione.
E' evidente che la norma non è applicabile se si approfitta di un soppalco industriale consistente e frequentato non esclusivo per la manutenzione delle macchine.
Sono stato incaricato, in passato, per completare un parapetto esistente sulla copertura di un supermercato non accessibile al pubblico.
Erano stati posati dei parapetti di alluminio a norma, secondo la ditta fornitrice (ovviamente non si specificava che si trattava della UNI 14122).
Ho calcolato il mio parapetto con spinta a 100 kg/m per ambienti non accessibili e ho imposto che si adeguassero anche i parapetti esistenti alla portata minima di 100 kg/m.
Viceversa, in ambito industriale è possibile calcolare i parapetti secondo UNI 14122, a condizione che si tratti di impalcati esclusivamente al servizio della manutenzione delle macchine.
La norma è saggia.
Siamo noi che dobbiamo applicarla correttamente.
Ciao.
 
Una precisazione: la norma UNI EN ISO 14122-3:2016 è una norma armonizzata pubblicata in gazzetta ufficiale europea.
Stralcio del capitolo 12 delle NTC18: « Per quanto non diversamente specificato nella presente norma, si intendono coerenti con i principi alla base della stessa, le indicazioni riportate nei seguenti documenti: - Norme UNI EN armonizzate i cui riferimenti siano pubblicati su Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ».

In particolare la 14122-3 è una specializzazione per una situazione ben specifica ossia quella degli operatori che fanno manutenzione di macchinari. Il carico di riferimento è la categoria K della tabella 3.1.II delle NTC18 (valore da valutare caso per caso e appunto la 14122-3 ne definisce il valore preciso).

Quando uno ti dice che i parapetti sono calcolati a norma e ti cita le NTC18 in realtà non sta dicendo una bugia. Ovviamente deve essere rispettato l'ambito di applicazione.

Attenzione alla geometria: voglio evidenziare le differenze con i normali parapetti per abitazione.
I normali parapetti, in genere, devono anche soddisfare delle normative non strutturali. In genere devono essere alti 1m (qualche regolamento comunale richiede anche l'altezza di 1,1m). I montanti devono essere fitti; non deve passare la biglia di diametro 10cm. Deve essere impedito lo scavalcamento.
Mentre i parapetti a norma UNI 14122-3 devono essere alti 1,1m, non è richiesto il limite della biglia ma è obbligatoria la tavola alla base, il traverso intermedio e l'interasse tra i montanti dovrebbe venire limitato a 1,5m.
Spesso i parapetti UNI 14122-3 vengono anche utilizzati nelle coperture degli edifici (non solo industriali) a servizio degli impianti fotovoltaici o di condizionamento; addirittura anche se gli impianti non ci sono ma vengono messi in previsione.
Attenzione anche alle modalità di calcolo. I parapetti UNI 14122-3 utilizzano un solo coefficiente globale di sicurezza. Importante anche la verifica di deformazione.
 
Ciao Legs, piacere di sentirti anche qui.
Il problema è che quei parapetti sono stati applicati all'intera superficie del supermercato che non so stimare, ma ritengo di almeno 6000-7000 mq.
Ora, ritengo, sia dura sostenere che si tratta 6000 mq siano un soppalco per la manutenzione della bocchetta di espulsione dell'aria condizionata.
Oltretutto, si tratta di un ambiente pubblico.
Nel caso di un incidente (di qualsiasi natura) riconducibile al parapetto, si potrà mai sostenere che quel parapetto era a norma?.
C'è stato un caso, significativo, di alcuni ragazzi che facevano Parkur (salti sui tetti), sopra capannoni privati, nei giorni festivi, quando nessuno poteva vederli.
Uno dei ragazzi è caduto per lo sfondamento di un lucernario.
Il proprietario del capannone è ora indagato per verificare se il tetto, i parapetti e i lucernari erano a norma.
E' evidente che il consiglio più saggio e prudente da dare al Supermercato è quello di fare un parapetto a norma per costruzioni civili con resistenza di spinta di 100 kg/m (anzichè 30) e con spaziatura delle parti vuote minore di 10 cm (anzichè 50 cm dei parapetti industriali).
D'altro canto, faresti un supermercato nuovo con in cima un parapetto industriale?.
E se ti chiedo di completare una porzione di supermercato con quel parapetto, tu che gli dici?: che va bene perchè sulla restante parte del supermercato è stato messo quel parapetto, la cui provenienza, a mio avviso, deriva dalla furbata dell'ufficio commerciale che ha scoperto che quel parapetto "a norma" costa meno di quello che regge la spinta di 100 kg/m.
In questi casi, ritengo, sia meglio imporsi e non assecondare le pressioni esterne.
Ciao.
 
Si effettivamente i miei parapetti sono riferiti al caso citato da Legs, manutenzione dle macchinario, quinid credo si possa distinguere caso per caso.
 
Ciao Legs, piacere di sentirti anche qui.
Il problema è che quei parapetti sono stati applicati all'intera superficie del supermercato che non so stimare, ma ritengo di almeno 6000-7000 mq.
Ora, ritengo, sia dura sostenere che si tratta 6000 mq siano un soppalco per la manutenzione della bocchetta di espulsione dell'aria condizionata.
Oltretutto, si tratta di un ambiente pubblico.
Nel caso di un incidente (di qualsiasi natura) riconducibile al parapetto, si potrà mai sostenere che quel parapetto era a norma?.
C'è stato un caso, significativo, di alcuni ragazzi che facevano Parkur (salti sui tetti), sopra capannoni privati, nei giorni festivi, quando nessuno poteva vederli.
Uno dei ragazzi è caduto per lo sfondamento di un lucernario.
Il proprietario del capannone è ora indagato per verificare se il tetto, i parapetti e i lucernari erano a norma.
E' evidente che il consiglio più saggio e prudente da dare al Supermercato è quello di fare un parapetto a norma per costruzioni civili con resistenza di spinta di 100 kg/m (anzichè 30) e con spaziatura delle parti vuote minore di 10 cm (anzichè 50 cm dei parapetti industriali).
D'altro canto, faresti un supermercato nuovo con in cima un parapetto industriale?.
E se ti chiedo di completare una porzione di supermercato con quel parapetto, tu che gli dici?: che va bene perchè sulla restante parte del supermercato è stato messo quel parapetto, la cui provenienza, a mio avviso, deriva dalla furbata dell'ufficio commerciale che ha scoperto che quel parapetto "a norma" costa meno di quello che regge la spinta di 100 kg/m.
In questi casi, ritengo, sia meglio imporsi e non assecondare le pressioni esterne.
Ciao.

Sia chiaro: deve essere rispettato l'ambito di applicazione. Il mio voleva soltanto essere un chiarimento applicativo della UNI alla luce delle NTC18. Volevo soltanto far vedere che in realtà le due norme remano nella stessa direzione.
Onestamente non avevo pensato al tuo caso specifico. Per gli ambienti pubblici la UNI non è applicabile ovviamente.
 
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