Engineer1
Nuovo iscritto
- Messaggi
- 3
- Professione
- Stud. /tirocin.
- Anni esperienza
- 0-1
- Regione
- Sardegna
- CAD/BIM
- Autocad
- Revit
- Soft. strutture
- Midas GEN
- Pro_sap
Salve a tutti,
gradirei un vostro parere su un caso (soggetti di fantasia).
Si è da poco acquistata una casa di famiglia ed effettuato lavori di ristrutturazione.
La vecchia licenza edilizia, recuperata tramite un lontano parente non si sa come e a quanto pare non presente in comune, riportava il numero di vani pari a 4 ma in realtà i vani presenti da una cinquantina d'anni e da quando si ha memoria sono sempre stati 5. Tant'è che vi è un progetto (poi mai realizzato) del piano superiore dell'abitazione che mostra lo stato attuale (a 50 anni fa circa) comprendente quel vano in più.
Il tecnico professionista incaricato della ristrutturazione invece, ha a quanto pare "modificato digitalmente" questo numero da 4 a 5. Forse per evitare complicanze e ritardi nella pratica? Fatto sta che vi è questa discrepanza tra la licenza originale e la licenza "toccata" presentata all ufficio per l'inizio lavori.
Si doveva accedere al superbonus 110% per effettuare ulteriori lavori di ristrutturazione ma il tecnico ha temporeggiato per circa due anni prima dirottando tutto sul bonus facciate (quando ancora non era prevista alcuna asseverazione sulla conformità) e successivamente dicendo che non era possibile accedere ad alcun bonus.
Come bisogna comportarsi?
Cosa si rischia in tutto questo? è possibile che la responsabilità di un operazione tecnica come questa possa ricadere sul cliente? se si, com'è possibile che un'ipotetica casalinga in pensione rivolgendosi a professionisti proprio per la mancanza di competenze nel campo debba poi tenersi la responsabilità dei medesimi procedimenti tecnici ?
gradirei un vostro parere su un caso (soggetti di fantasia).
Si è da poco acquistata una casa di famiglia ed effettuato lavori di ristrutturazione.
La vecchia licenza edilizia, recuperata tramite un lontano parente non si sa come e a quanto pare non presente in comune, riportava il numero di vani pari a 4 ma in realtà i vani presenti da una cinquantina d'anni e da quando si ha memoria sono sempre stati 5. Tant'è che vi è un progetto (poi mai realizzato) del piano superiore dell'abitazione che mostra lo stato attuale (a 50 anni fa circa) comprendente quel vano in più.
Il tecnico professionista incaricato della ristrutturazione invece, ha a quanto pare "modificato digitalmente" questo numero da 4 a 5. Forse per evitare complicanze e ritardi nella pratica? Fatto sta che vi è questa discrepanza tra la licenza originale e la licenza "toccata" presentata all ufficio per l'inizio lavori.
Si doveva accedere al superbonus 110% per effettuare ulteriori lavori di ristrutturazione ma il tecnico ha temporeggiato per circa due anni prima dirottando tutto sul bonus facciate (quando ancora non era prevista alcuna asseverazione sulla conformità) e successivamente dicendo che non era possibile accedere ad alcun bonus.
Come bisogna comportarsi?
Cosa si rischia in tutto questo? è possibile che la responsabilità di un operazione tecnica come questa possa ricadere sul cliente? se si, com'è possibile che un'ipotetica casalinga in pensione rivolgendosi a professionisti proprio per la mancanza di competenze nel campo debba poi tenersi la responsabilità dei medesimi procedimenti tecnici ?
