DUBBI CERCHIATURA SOLAIO IN LATEROCEMENTO

pasqualem

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5
Professione
  1. Stud. /tirocin.
Anni esperienza
2-5
Regione
  1. Campania
CAD/BIM
  1. Autocad
Soft. strutture
  1. Travilog
Buongiorno a tutti, ho dei seri dubbi sulla realizzazione di una scala progettata da un architetto per la ristrutturazione di un edificio con struttura in calcestruzzo armato. Il progetto del vano scala prevede la realizzazione di alcune travi a spessore inghisate nelle travi perimetrali a loro volta sempre a spessore, per la cerchiatura ed a sostegno dei 6 travetti da tagliare. I miei dubbi sorgono sia sull'esecuzione dell'opera e sia sulla staticità della struttura, considerando che le travi non vengono inghisate in corrispondenza dei pilastri. La struttura è degli anni 90 ed il solaio in laterocemento classico spessore 25 cm. Vorrei capire cosa ne pensate e, in caso di fattibilità, quale sarebbe l'iter giusto di realizzazione? Grazie
 

Allegati

  • VUOTO SCALA.pdf
    3,4 MB · Visualizzazioni: 53
Se correttamente verificata, la soluzione proposta è, secondo il mio parere, perfettamente coerente con il risultato che si vuole ottenere. Le nuove travi a spessore possono benissimo essere ancorate a quelle esistenti e non necessariamente ai pilastri, con modalità pratiche che stabilisce il tecnico progettista, e per le quali verificherà l'esatta esecuzione.​
 
Ok grazie. Ed invece, esecutivamente parlando, quale sarebbe l'iter giusto di esecuzione? Tagliare direttamente la parte interessata, dopo aver puntellato adeguatamente il solaio? Oppure sarebbe opportuno realizzare prima le travi andando a demolire lo le parti tra i travetti? Il tecnico mi ha consigliato di demolire solo il cemento, anche dei travetti, lasciando inizialmente i ferri integri per poi ancorarli all'armatura delle nuove travi per poi procedere al getto ed infine completare la demolizione.
 
Ok grazie. Ed invece, esecutivamente parlando, quale sarebbe l'iter giusto di esecuzione? Tagliare direttamente la parte interessata, dopo aver puntellato adeguatamente il solaio? Oppure sarebbe opportuno realizzare prima le travi andando a demolire lo le parti tra i travetti? Il tecnico mi ha consigliato di demolire solo il cemento, anche dei travetti, lasciando inizialmente i ferri integri per poi ancorarli all'armatura delle nuove travi per poi procedere al getto ed infine completare la demolizione.
Come già detto, è il tecnico di fiducia che stabilisce il modo più opportuno per procedere, a suo avviso e responsabilità. Da quello che leggo, sembra proprio che abbia fatto le sue scelte e che le stesse siano state valutate con cognizione di causa.

A mio ulteriore avviso, non ha senso affidarsi ad un professionista se poi non ci si fida di quello che dice e che fa, anche perché esiste sempre la possibilità di una sostituzione.
 
Non è un discorso di fiducia. I dubbi sono nati quando ho chiesto i calcoli strutturali e la risposta è stata negativa. Qualche altro tecnico mi ha suggerito che non si può fare un lavoro del genere sui travetti di un solaio esistente, quindi volevo semplicemente avere dei pareri ulteriori da parte di qualche tecnico esperto, che eventualmente potrebbe aiutarmi e suggerirmi qualcosa da eventuali esperienze pregresse.
 
A me sembra invece che si tratti proprio di una questione di fiducia, nella quale un altro tecnico mette il naso in maniera scorretta. Inoltre penso che le consulenze, quelle vere e di cui fidarsi, non le troverà certamente in un forum, ovvero gratis.
 
Ripeto, non è una questione di fiducia. I pareri sono molto contrastanti e pertanto sul forum volevo confrontarmi con qualche tecnico che ha effettuato qualche opera simile e condividere eventuali esperienze ed avere dei consigli utili. Mi sono già attivato con uno strutturista per i dovuti calcoli (che appunto nel progetto in questione non sono stati fatti) e verificare la fattibilità dell'opera. Lei mi ha detto che l'idea sarebbe anche valida se correttamente verificata. Ecco appunto, non è stata fatta alcuna verifica. Penso sia lecito avere dei dubbi e personalmente non ci vedo alcuna scorrettezza nel chiedere dei consigli. Altrimenti, mi perdoni, ma a cosa potrebbe servire questo forum😅
 
questo è un forum di tecnici che si confrontano lei che ruolo riveste ?

citazione I miei dubbi sorgono sia sull'esecuzione dell'opera e sia sulla staticità della struttura, considerando che le travi non vengono inghisate in corrispondenza dei pilastri. La struttura è degli anni 90 ed il solaio in laterocemento classico spessore 25 cm. Vorrei capire cosa ne pensate e, in caso di fattibilità, quale sarebbe l'iter giusto di realizzazione?
 
Sono uno studente di ingegneria civile e lavoro nel settore edile da oltre 10 anni, occupandomi negli ultimi anni anche degli aspetti tecnici/esecutivi. Nel caso specifico sono opere di interesse personale. Ad ogni modo non riesco proprio a comprendere tutta questa ostilità nei miei confronti.
 
Sono uno studente di ingegneria civile e lavoro nel settore edile da oltre 10 anni, occupandomi negli ultimi anni anche degli aspetti tecnici/esecutivi. Nel caso specifico sono opere di interesse personale. Ad ogni modo non riesco proprio a comprendere tutta questa ostilità nei miei confronti.
(rispondo solo sulla problematica "umana", non sulla parte tecnica che non ho guardato)

Perché non ci sono ricette "standard" con cui andare dal collega e dirgli "hai sbagliato!". Questo al massimo si può fare in caso di errori macroscopici, ma noi da qua abbiamo una visione limitata della problematica e non possiamo darti (sia per deontologia che per effettiva impossibilità) le risposte che cerchi.

Essendo un rapporto fiduciario, come ti è già stato detto, se non ti fidi devi/puoi cambiare tecnico. Alla fine sei te che devi decidere, e sembra che qua tu non cerchi risposte ma solo come riprendere il tecnico in cui non hai fiducia: il problema, quindi, è che devi capire cosa vuoi. Noi qui non possiamo certo incoraggiare un'attitudine che non apprezzeremmo nei nostri confronti.

Inoltre le tue risposte mi paiono contraddittorie o comunque borderline:

1) hai un tecnico incaricato, ma allo stesso tempo hai altri tecnici che si esprimono
2) hai incaricato un altro tecnico (strutturista) per integrare quel che pensi manchi
3) nonostante siamo già ad almeno 3 tecnici che hai visto "dal vivo", chiedi ancora sul forum: alla fine cosa cerchi?

Insomma, sembra anche che tu non sia completamente onesto/esaustivo nei tuoi post. Poi uno si può sbagliare, però questo è quel che traspare, secondo me.
 
(rispondo solo sulla problematica "umana", non sulla parte tecnica che non ho guardato)

Perché non ci sono ricette "standard" con cui andare dal collega e dirgli "hai sbagliato!". Questo al massimo si può fare in caso di errori macroscopici, ma noi da qua abbiamo una visione limitata della problematica e non possiamo darti (sia per deontologia che per effettiva impossibilità) le risposte che cerchi.

Essendo un rapporto fiduciario, come ti è già stato detto, se non ti fidi devi/puoi cambiare tecnico. Alla fine sei te che devi decidere, e sembra che qua tu non cerchi risposte ma solo come riprendere il tecnico in cui non hai fiducia: il problema, quindi, è che devi capire cosa vuoi. Noi qui non possiamo certo incoraggiare un'attitudine che non apprezzeremmo nei nostri confronti.

Inoltre le tue risposte mi paiono contraddittorie o comunque borderline:

1) hai un tecnico incaricato, ma allo stesso tempo hai altri tecnici che si esprimono
2) hai incaricato un altro tecnico (strutturista) per integrare quel che pensi manchi
3) nonostante siamo già ad almeno 3 tecnici che hai visto "dal vivo", chiedi ancora sul forum: alla fine cosa cerchi?

Insomma, sembra anche che tu non sia completamente onesto/esaustivo nei tuoi post. Poi uno si può sbagliare, però questo è quel che traspare, secondo me.
hai fatto emergere quello che pensavo ........... attendiamo lumi dal collega -autore
 
Buongiorno a tutti, ho dei seri dubbi sulla realizzazione di una scala progettata da un architetto per la ristrutturazione di un edificio con struttura in calcestruzzo armato. Il progetto del vano scala prevede la realizzazione di alcune travi a spessore inghisate nelle travi perimetrali a loro volta sempre a spessore, per la cerchiatura ed a sostegno dei 6 travetti da tagliare. I miei dubbi sorgono sia sull'esecuzione dell'opera e sia sulla staticità della struttura, considerando che le travi non vengono inghisate in corrispondenza dei pilastri. La struttura è degli anni 90 ed il solaio in laterocemento classico spessore 25 cm. Vorrei capire cosa ne pensate e, in caso di fattibilità, quale sarebbe l'iter giusto di realizzazione? Grazie
si può fare

è una mera apertura di un vano in un solaio, e si risolve appunto inserendo due cordoli nel foro: uno che ha il compito di sostenere i travetti tagliati e l'altro di raccogliere lo scarico del primo e trasferirlo alle travi esistenti

la cosa è abbastanza documentata in letteratura tecnica soprattutto nei testi un po' datati (qui forse pasquale ti verrà in aiuto)

semmai c'è da valutare la variazione di rigidezza nel piano di quel solaio per capire se si tratta ancora di un intervento locale o di un miglioramento
 
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