Intonaco armato - discrepanza tra NTC18 e CNR-DT 215/2018

GKAPPE

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Professione
  1. Lib. prof.
Anni esperienza
10-20
Regione
  1. Lombardia
CAD/BIM
  1. Allplan
Soft. strutture
  1. Pro_sap
Buongiorno,

ho delle murature di un edificio esistente che non risultano verificate a pressoflessione, prevedo quindi un intervento con intonaco armato (FRCM) ipotizzando di utilizzare i coefficienti da tab.C8.5.II da cui ne seguono gli opportuni coefficienti. Con tale metodo non si va molto per il sottile e si ottengono incrementi, anche notevoli, dei parametri di resistenza e dei moduli elastici. Così facendo la muratura torna magicamente verificata senza neanche definire con precisione come realizzare effettivamente l'intonaco armato. Di solito evito l'utilizzo di reti elettroaldate (per problemi di corrosione) e malte prettamente cementizie e cerco invece un sitema certificato con reti in varie fibre e malte a base calce.
Ora... se invece volessi utilizzare per il calcolo le CNR-DT 215 scopro che, sostanzialmente, per un muro non verificato a pressoflessione non risulta possibile incrementare la sua resistenza a compressione oltre il suo limite pre-intervento, lo si vede anche dalla figura 11.2 delle CNR che riporto sotto.
La cosa mi sembra alquanto strana ed in contraddizione con quanto reso invece possibile dalle NTC, in cui incremento senza pensarci troppo il valore di “f” e quindi riesco a soddisfare le verifiche a pressoflessione.

A qualcuno è già capitato di scontrarsi con questa situazione?


Grazie
 

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Buongiorno,

ho delle murature di un edificio esistente che non risultano verificate a pressoflessione, prevedo quindi un intervento con intonaco armato (FRCM) ipotizzando di utilizzare i coefficienti da tab.C8.5.II da cui ne seguono gli opportuni coefficienti. Con tale metodo non si va molto per il sottile e si ottengono incrementi, anche notevoli, dei parametri di resistenza e dei moduli elastici. Così facendo la muratura torna magicamente verificata senza neanche definire con precisione come realizzare effettivamente l'intonaco armato. Di solito evito l'utilizzo di reti elettroaldate (per problemi di corrosione) e malte prettamente cementizie e cerco invece un sitema certificato con reti in varie fibre e malte a base calce.
Ora... se invece volessi utilizzare per il calcolo le CNR-DT 215 scopro che, sostanzialmente, per un muro non verificato a pressoflessione non risulta possibile incrementare la sua resistenza a compressione oltre il suo limite pre-intervento, lo si vede anche dalla figura 11.2 delle CNR che riporto sotto.
La cosa mi sembra alquanto strana ed in contraddizione con quanto reso invece possibile dalle NTC, in cui incremento senza pensarci troppo il valore di “f” e quindi riesco a soddisfare le verifiche a pressoflessione.

A qualcuno è già capitato di scontrarsi con questa situazione?


Grazie
un FRCM non è un intonaco armato.
Un intonaco armato realizzato con reti in composito su matrice inorganica è un CRM.
Un FRCM è in "basso spessore" e può lavorare anche per adesione (senza fiocchi né cuciture), ed è un "sistema".
Un CRM è in "alto spessore" e ha bisogno di connettori (o fiocchi o altro). Un CRM non mi pare sia un sistema (es. matrice di una marca e reti di un'altra).
 
Ti ringrazio, in effetti nelle CNR non viene mai utilizzato il termine "intonaco armato". I produttori però non aiutano di certo, nelle loro schede tecniche spesso chiamano intonaco armato anche i sistemi FRCM...
In effetti poi ho trovato anche le linee guida del CSLP per l'intonaco armato CRM.
 
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