solaio

ingMichela

Member
Messaggi
9
Professione
  1. Lib. prof.
Anni esperienza
oltre 20
Regione
  1. Campania
CAD/BIM
  1. Autocad
Soft. strutture
  1. EdiLus
Buongiorno a tutti!
In una vecchia costruzione composta di un piano terra e un primo piano, destinata a civile abitazione, devo periziare un solaio come quello in foto. Ma che tipo di solaio è e che carichi può portare? Sembrerebbero conci di tufo posti ad incastro... Il fatto è che al primo piano vi insiste un terrazzo praticabile pavimentato di proprietà esclusiva di un'altra abitazione, ma già da almeno 50 anni!
Grazie
 

Allegati

  • DSCN7324-min.JPG
    DSCN7324-min.JPG
    595,8 KB · Visualizzazioni: 24
Si tratta di un solaio fatto con putrelle.
Le due strisce scure che si vedono sono il fondo delle putrelle.
Di solito si tratta di profili IPE 140 (o IPN se molto vecchi)
Misurando la larghezza dell'ala si può capire di che putrella si tratta (73 mm per IPE 140 e 64 mm per IPE 120)
Tra una IPE e l'altra si mettono delle tavelle appoggiate sull'ala inferiore.
Può darsi che, in questo caso, abbiano usato del tufo.
Per la portata devi calcolare il peso e il sovraccarico che compete alla singola travetta di ferro e verificare quella.
Se indichi interasse travi e lunghezza del solaio si può fare un conto di massimo.
Ciao
 
Si tratta di un solaio fatto con putrelle.
Le due strisce scure che si vedono sono il fondo delle putrelle.
Di solito si tratta di profili IPE 140 (o IPN se molto vecchi)
Misurando la larghezza dell'ala si può capire di che putrella si tratta (73 mm per IPE 140 e 64 mm per IPE 120)
Tra una IPE e l'altra si mettono delle tavelle appoggiate sull'ala inferiore.
Può darsi che, in questo caso, abbiano usato del tufo.
Per la portata devi calcolare il peso e il sovraccarico che compete alla singola travetta di ferro e verificare quella.
Se indichi interasse travi e lunghezza del solaio si può fare un conto di massimo.
Ciao
Quoto in toto. È un solaio in putrelle e [inserire riempimento]. Si può generalmente trovare o tavelloni o voltine in foglio. In questo caso è tufo. Si calcola l'area di influenza più gravosa per la trave in acciaio, la si carica con i permanenti (peso proprio trave, tufo, pacchetto pavimentazione), affollamento e neve, e si calcola:
Freccia
Resistenza (momento e taglio)
Instabilità (flesso torsionale, perché dubito ci siano connettori)


Membranaente a livello di diaframma il contributo è pressoché nullo
 
Vi ringrazio per le risposte, ma forse non sono stata chiara. Mi è ovviamente noto il calcolo del solaio con putrelle, ma il fatto è che in questo caso i conci in tufo non sono a volta ma orizzontali, come se fossero incastrati. Supponiamo che siano verificate positivamente le putrelle, riguardo alla stabilità di questi conci come vi esprimereste? Dopo il trattamento delle putrelle, avevo pensato all'apposizione di una rete leggera in fibra di vetro, fissata mediante connettori alle ali delle putrelle, e intonaco
 
Se sono orizzontali, tipo incastrati, il meccanismo di funzionamento è sempre lo stesso, ovvero ad arco. Il concetto è simile a quello di piattabanda, ovvero arco interno allo spessore e molto ribassato, solo che il limite portante può essere imposto dallo scorrimento reciproco fra i blocchi
 
Se sono orizzontali, tipo incastrati, il meccanismo di funzionamento è sempre lo stesso, ovvero ad arco. Il concetto è simile a quello di piattabanda, ovvero arco interno allo spessore e molto ribassato, solo che il limite portante può essere imposto dallo scorrimento reciproco fra i blocchi
Si ma come ti esprimeresti sulla stabilità di questo solaio?
 
Si ma come ti esprimeresti sulla stabilità di questo solaio?
Intanto cercherei di conoscere con precisione la geometria dei blocchi di tufo fra faccia superiore ed inferiore al fine di identificare realmente tale comportamento ad arco, presenza di giunti etc. Una volta definito questo, farei il calcolo del carico sopportabile dall'arco (per compressione e scorrimento dei blocchi) e del carico sopportabile dalla putrella in base alla zona d'influenza: mediando opportunamente sulle aree ed i carichi, stimerei il carico limite come il minore dai due calcoli. Magari introdurrei senza indugio dei coefficienti d'incertezza riguardo a certe caratteristiche che non possono essere facilmente stimate.

Per quanto riguarda l'azione sismica invece è un bel casino, perché non so come possano effettivamente aprirsi i vari giunti fra i blocchi: per essere conservativi (ma a quel punto non torna nulla mi sa), puoi impostare che la massima apertura fra i giunti corrisponde alla massimo spostamento relativo fra le putrelle interessate: se sotto questa nuova configurazione geometrica il meccanismo resistente c'è ancora, introdurrei un coefficiente riduttivo della resistenza in condizioni sismiche.
 
Provo a fare un ragionamento tecnico facendo astrazione dell'effetto arco. (dati presunti)
Peso proprio e pavimento 250 kg/m2, Sovraccarico 400 kg/m2, totale 650 kg/m2.
Distanza putrelle 1 m, spessore lastre di tufo 10 cm
Una porzione di solaio di profondità 1 m produce un momento di 650*1^2/8 = 81 kgm
Una lastra di tufo larga 1 m e alta 10 cm ha un W=1667 cm3 (100*10^2/6)
La tensione di trazione è 8100/1667 = 4,8 kg/cm2
La resistenza del tufo è la seguente

Tufo.jpg

Ovviamente:
- vanno controllati ed eventualmente corretti i dati
- se si vuole la resistenza esatta del tufo, occorrono esami di laboratorio.
In ogni modo, questo ragionamento è a favore di sicurezza perchè non tiene conto dell'effetto arco, per cui parte del carico viene trasmesso ai bordi senza interessare il tufo.
Questo effetto è indicato, indirettamente, anche dalle NTC 2018 là dove parla della riduzione del taglio agli appoggi.
In caso permanessero dei dubbi si può fare una prova di carico che elimina ogni ambiguità e incertezza.
Ciao
 
Se sono orizzontali, tipo incastrati, il meccanismo di funzionamento è sempre lo stesso, ovvero ad arco. Il concetto è simile a quello di piattabanda, ovvero arco interno allo spessore e molto ribassato, solo che il limite portante può essere imposto dallo scorrimento reciproco fra i blocchi
Ok avevo capito male. Come già detto da altri colleghi allora è un comportamento analogo a quello delle piattabande in muratura. Si forma un arco molto ribassato nello spessore. È da stimare geometria dei conci e soprattutto il legante per stimare l'attrito tra i blocchi
 
Provo a fare un ragionamento tecnico facendo astrazione dell'effetto arco. (dati presunti)
Peso proprio e pavimento 250 kg/m2, Sovraccarico 400 kg/m2, totale 650 kg/m2.
Distanza putrelle 1 m, spessore lastre di tufo 10 cm
Una porzione di solaio di profondità 1 m produce un momento di 650*1^2/8 = 81 kgm
Una lastra di tufo larga 1 m e alta 10 cm ha un W=1667 cm3 (100*10^2/6)
La tensione di trazione è 8100/1667 = 4,8 kg/cm2
La resistenza del tufo è la seguente

Visualizza allegato 187

Ovviamente:
- vanno controllati ed eventualmente corretti i dati
- se si vuole la resistenza esatta del tufo, occorrono esami di laboratorio.
In ogni modo, questo ragionamento è a favore di sicurezza perchè non tiene conto dell'effetto arco, per cui parte del carico viene trasmesso ai bordi senza interessare il tufo.
Questo effetto è indicato, indirettamente, anche dalle NTC 2018 là dove parla della riduzione del taglio agli appoggi.
In caso permanessero dei dubbi si può fare una prova di carico che elimina ogni ambiguità e incertezza.
Ciao
Questo però presuppone che sia un blocco unico di tufo che lavori "elasticamente". Essendo vari conci non è un funzionamento ad arco? Cederà sempre prima la malta che il blocco lapideo imho
 
concordo con l'arco, lo spessore del riempimento quasi sicuramente (anche se dire "quasi sicuramente" senza verifica non è scientifico, lo insegnavano già Leonardo, poi Cartesio e poi De Saint-Venant) è uguale all'altezza del profilato, che, si vede dalla piccola larghezza dell'ala, è un NP. Una preoccupazione è data dal fatto che sopra c'è un terrazzo (che prima o poi comincerà a perdere, aggravando con le infiltrazioni lo stato di ossidazione dei profilati) e un'altra è che forse le putrelle non sono collegate trasversalmente. Comunque se può essere in qualche modo utile, allego, dal sito della biblioteca digitale del Politec. di Torino, un calcolo del 1899 su un solaio a voltine. In questo caso l'arco che fornisce la necessaria resistenza occorrerà individuarlo all'interno di quel massetto, ed a tale scopo è molto utile il programma gratis del prof. Gelfi, Arco, che usa il criterio del prof. Jacques Heyman
 

Allegati

  • 1899_006.pdf
    645,2 KB · Visualizzazioni: 25
Ultima modifica:
concordo con l'arco, lo spessore del riempimento quasi sicuramente (anche se dire "quasi sicuramente" senza verifica non è scientifico, lo insegnavano già Leonardo, poi Cartesio e poi De Saint-Venant) è uguale all'altezza del profilato, che, si vede dalla piccola larghezza dell'ala, è un NP. Una preoccupazione è data dal fatto che sopra c'è un terrazzo (che prima o poi comincerà a perdere, aggravando con le infiltrazioni lo stato di ossidazione dei profilati) e un'altra è che forse le putrelle non sono collegate trasversalmente. Comunque se può essere in qualche modo utile, allego, dal sito della biblioteca digitale del Politec. di Torino, un calcolo del 1899 su un solaio a voltine. In questo caso l'arco che fornisce la necessaria resistenza occorrerà individuarlo all'interno di quel massetto, ed a tale scopo è molto utile il programma gratis del prof. Gelfi, Arco, che usa il criterio del prof. Jacques Heyman
Quoto tutto. Caro pasquale...questo Nick e quel gatto nell'avatar non mi sono nuovi
 
Si ma come ti esprimeresti sulla stabilità di questo solaio?
Occhio a questi solai a putrelle. A me è capitato di scoprire che l'anima delle putrelle era completamente sparita a causa della corrosione e quello che sembra una putrella in realtà è solo una piattabanda superstite. Conviene costruire sotto una nuova struttura e considerare l'esistente solo un carico tipo massetto non collaborante. Rete metallica a tappeto saldata alle piattabande esistenti,nuove putrelle zincate sotto con connettori saldati alla rete e alle nuove putrelle, betoncino di pareggiamento a coprire la rete e vuoti tra vecchio e nuovo. Controsoffitto finale appeso alla nuova struttura.
 
Si ma come ti esprimeresti sulla stabilità di questo solaio?
Occhio a questi solai a putrelle. A me è capitato di scoprire che l'anima delle putrelle era completamente sparita a causa della corrosione e quello che sembra una putrella in realtà è solo una piattabanda superstite. Conviene costruire sotto una nuova struttura e considerare l'esistente solo un carico tipo massetto non collaborante. Rete metallica a tappeto saldata alle piattabande esistenti,nuove putrelle zincate sotto con connettori saldati alla rete e alle nuove putrelle, betoncino di pareggiamento a coprire la rete e vuoti tra vecchio e nuovo. Controsoffitto finale appeso alla nuova struttura.
 
Top