Ciao el ingegnero.
E' vero quello che dici ma io ragionerei (e ragiono) da ingegnere e non da mero applicatore di una Norma.
Innanzi tutto vediamo ciò che dice la Norma:
- per CDA devo, di fatto, legare tutte le armature longitudinali sia in zona critica che al di fuori;
- per CDB devo legare un ferro ogni due solo in zona critica (al di fuori devo solo garantire il minimo di staffatura);
- per strutture che rimangono in campo elastico (q=1) mi basta seguire le prescrizioni del cap. 4;
- per strutture in campo sostanzialmente elastico (q compreso tra 1 ed 1.5) non mi dice nulla.
Escludendo la CDA, che fortunatamente non mi interessa occupandomi di strutture prefabbricate, resta il problema di capire cosa fare.
Io parto sempre dal presupposto che tutte le scelte di modellazione che facciamo sono, appunto, ipotesi che non sempre rispecchiano esattamente il comportamento reale della struttura: magari ipotizziamo i tamponamenti come elementi non strutturali che non cambiano in nessun modo la rigidità strutturale e tutti sappiamo che, a meno di casi particolari, questa ipotesi non è del tutto vera; magari ipotizziamo il vincolo tra trave e pilastro come una cerniera ma, in realtà e per "colpa" del vincolo tra i due elementi, abbiamo un semi-incastro, ...
La lunghezza della zona critica non sempre è esattamente quella che abbiamo ipotizzato.
Per questo normalmente, ed indipendentemente dal fattore di struttura scelto che influenza solo la "quantità" di staffatura e la lunghezza della zona critica teorica, utilizzo lo stesso criterio per la staffatura anche al di fuori della zona critica.