Strutture spettacolo - vincoli - effetto vela e teli - contrappesi - collegamento aste

Betoniera

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Nella discussione sulla piramide di luce è intervenuto paolo.scarparo che ha proposto i seguenti argomenti di discussione.

Oltre al discorso alluminio (che bene o male è simile come verifiche), quello che secondo me vale la pena trattare sono
1) i vincoli con le basette su terreno cedevole (quanti palchi metà sul campo da calcio e metà sul cemento, e poi piove)
2) effetto vela e teli
3) vincolamento con contrappesi in calcestruzzo (vincoli monolateri, controllare eventuali trazioni o altrimenti analisi non lineari compressione only)
4) collegamenti tra le aste. Sia tipo layer che americane con spine che i tubi innocenti (che non per il main stage ma per le torri faro, torri cassa, la regia, il fonico e il bar, spesso sono molto utilizzati)


Sono tutti argomenti che meritano un approfondimento, soprattutto per chi si occupa di allestimenti e strutture per lo spettacolo.
Paolo.scarparo mi sembra avviato in quel settore. Io ho smesso di occuparmene, ma ben volentieri, condivido le esperienze che ho fatto.
Quello dello spettacolo è un ambiente divertente, con grandi prospettive di lavoro.
Ma occorre stare molto attenti perchè le strutture sono leggere, e quindi, molto precarie per la spinta del vento.
Nel 90% dei casi i parapetti non sono idonei, perchè dovrebbero reggere la spinta di 300 kg/m.
Si lavora in condizioni di fretta e di stress perchè, in genere l'appalto viene affidato solo poche settimane prima dell'evento.
Dulcis, in fondo, si fa fatica anche a farsi pagare.
In ogni modo atteniamoci al tema proposto da Paolo.

1) i vincoli con le basette su terreno cedevole (quanti palchi metà sul campo da calcio e metà sul cemento, e poi piove)
Tra i lavori più problematici che ho fatto per quanto riguarda la pressione delle basette sul terreno ci sono state le strutture di supporto per le Olimpiadi 2006 sulla neve.
Un evento del genere richiede enormi quantità di piattaforme su cui appoggiare le tende (che devono essere illuminate e riscaldate), postazioni per le telecamere, palchi per il pubblico, ecc.
Sotto, ad esempio, si vede una grande piattaforma per il sostegno delle tende
Nella migliore delle ipotesi, queste strutture poggiano su terreno molle (prato) e neppure piano.
Ma se c'è qualche metro di neve, è evidente che occorre poggiare quelle strutture sulla neve.
E' evidente che il problema dello sprofondamento si pone.
Qui, poi, se interessa, posso svelare come ho fatto a rilevare e modellare le strutture che poggiano su superfici irregolari e non piane.
Abbiamo risolto il problema mettendo sotto le basette dei pannelli di legno di spessore e dimensioni adeguate.
Non ci sono stati problemi, ma il Comitato Olimpico ha posto l'accento su questo problema è ha controllato tutte le strutture presenti.

C086 Olimpiadi Torino 2006.jpg

per evitare post troppo lunghi, dagli altri argomenti, discuteremo più avanti.
Ciao
 
2) effetto vela e teli
I teli sulle strutture per lo spettacolo sono un bel problema.
Questo perchè sono leggere e ci vuole porco per farle volare via.
Occorre zavorre e non poche.
Assieme al materiale per montare un palco bisogna portarsi dietro 6-7 tonnellate di zavorra, e poi, dopo lo smontaggio vanno riportate a casa.
E' ovvio che le ditte di montaggio palchi facciano grosse pressioni per limitare le zavorre.
Ma andiamo con ordine.
Il vento si può calcolare con la NTC 2018 applicando un coefficiente di ritorno di 10 anni (anzichè 50), oppure con la UNI 13782.
Il coefficiente di forma cd vale 0,7 per pressione e 0,3 per depressione secondo UNI 13782 6.4.2.3.
Si comincia a precisare che i coefficienti vanno applicati tutti e due, pertanto la pressione del vento va moltiplicata per 1 (0,7+0,3).
Molte ditte di noleggio utilizzano teli microforati al 50%.
Che non vi salti in mente di ridurre la forza vento del 50%.
Abbiamo fatto delle prove nella galleria del vento ed è saltato fuori che la microforatura riduce la resistenza al cento solo per velocità del vento basse. Per velocità alte (90 km/h) la resistenza del telo micoforato è identica a quello del telo pieno.
Quindi non c'è nessuna riduzione col telo micorforato.
Il vento di norma è di 25-28 m/sec a secondo delle zone e corrisponde a velocità di 90-100 km/h.
Le pressioni che ne derivano sono dell'ordine di 70-80 kg/m2.
Il problema è che il legame tra velocità del vento e pressione non è lineare, ma logaritmico.
Questo significa che basta un piccolo incremento di velocità del vento per avere la pressione notevolmente amplificata.
Con un vento di 140 km/h si ottengono pressioni dell'ordine di 250 kg/m2.
Siccome il vento di norma viene spesso abbondantemente superato, ne deriva che queste strutture sono a rischio anche se correttamente calcolate.
Il consiglio, quindi, è quello di non lesinare sui coefficienti di sicurezza relativi al vento e, comunque di abbandonare la struttura per venti superiori a 70 km/h.
Io delle tende ancorate con i pioli (anche se consentite) non mi fido, e prevedo sempre la zavorratura.
Ciao.
 
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