Taglio muro portante alla base.... come sanare?

el ingeniero

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Mi trovo di fronte ad un edificio dove si vuole intervenire con una ristrutturazione, l'edificio in muratura portante stranamente è conforme al progetto approvato.... tranne che per il muro portante tagliato alla base per tutto l'edificio.
Ora i dubbi sono molteplici:
  1. posso dire all'architetto di procedere con la ristrutturazione direttamente, visto che il fabbricato è conforme come geometria? Mi viene da pensare che il taglio del muro è un'abuso strutturale e che pertanto l'edificio in realtà non è regolare, o sbaglio?
  2. volendo sanare l'abuso, come procedere per ricollegare la struttura alla fondazione? Classici diatoni a secco? Ma poi l'impermeabilizzazione creata diventerebbe inutile e quindi dovrei prevedere sia i diatoni che un secondo intervento di impermeabilizzazione.... o suggerite altri metodi? In realtà c'è poi il problema che al momento non ho ancora messo a nudo le murature.... se dovessi trovare mattoni forati allora la situazone sarebbe ancora più iquietante.
  3. come considerare la pratica sismica, intervento locale o essendo riferita a tutto l'edificio, miglioramento sisimico?
 
Salve el ingeniero.
Ai sensi delle N.T.C. 2018, pagina 258, paragrafo 7.8.1.4. Criteri di Progetto e Requisiti Geometrici, seconda frase qui di seguito trascritta: “Le pareti strutturali, al lordo delle aperture, devono avere continuità in elevazione fino alla fondazione, evitando pareti in falso.”, anche a mio avviso il taglio del muro portante alla base è un abuso strutturale in quanto interrompe la continuità dello stesso fino alla fondazione.
Per ricollegare la struttura alla fondazione, io propenderei per la soluzione a perfori armati di ancoraggio. Nella sostanza si tratta di eseguire perfori “a croce di sant’Andrea” coi lati lunghi in verticale e il vertice della croce nel piano di taglio della muratura, e successivo inserimento in essi di barre sigillate e rese solidali con malte leggermente espansive.
Per quanto riguarda il nuovo intervento di impermeabilizzazione, a mio parere è bene chiarire che l’umidità è solo un sintomo e come tale è fondamentale individuarne le cause per poterlo curare.
A mio giudizio la migliore difesa dall’umidità si ottiene con l’isolamento della costruzione dal terreno circostante mediante realizzazione di idonea intercapedine aerata lungo le pareti, e di solaio in laterocemento isolato dal terreno con una camera d’aria di altezza minima cm. 30 - 40, opportunamente dotata di aerazioni di ventilazione laterali.
Se invece si è in presenza di falda freatica si può eliminare l’ingresso dell’acqua proveniente dal terreno mediante impermeabilizzazione in controspinta o realizzazione di idoneo pozzo assorbente atto a modificare il livello della falda abbassandola.
Relativamente a come considerare la pratica sismica, io mi confronterei con l’ufficio tecnico del comune di riferimento.
Alla prossima.
Apache54
 
per taglio muro alla base si intende il fatto che il giunto di malta lungo un filare è sostituito da una guaina impermeabilizzante ?
 
per taglio muro alla base si intende il fatto che il giunto di malta lungo un filare è sostituito da una guaina impermeabilizzante ?
Credo di sì. Mi son sempre chiesto alla fine...l'attrito diuna guaina ardesiata con la malta, sarà maggiore dell'attrito col mattone, quindi cederà il filare senza guaina. Il concetto delle resine per il legno, dove cede "il materiale base"
 
Si si tratta proprio di quello
 
c'è a proposito una pubblicazione fatta dall'azienda Index (che adesso non trovo sul loro sito ma ho trovato qui https://www.yumpu.com/it/document/r...a-sismica-di-edifici-con-fondazioni-index-spa );
come si vede al punto 2.1 se si tratta di uno o due strati di guaina, questa si strappa sotto sforzi tangenziali anche piccoli e quindi non modifica la continuità in verticale della muratura, per cui in quella sperimentazione hanno usato parecchi strati di guaina per avere un certo effetto di isolamento sismico alla base. Sull'argomento ho un pieghevole (lo chiesi e me lo inviarono per posta) che fino a qualche anno fa si trovava anche in pdf nel sito di questa azienda, che fa la sintesi di queste loro sperimentazioni, se non riesco a trovarlo online lo posso scansionare e postare.
Una normale guaina comunque non modifica il comportamento della struttura e quindi nemmeno la continuità originaria; ad esempio a Creta, qualche millennio fa, per cercare di isolare dal punto di vista sismico le costruzioni (ne parlava il prof. Elio Giangreco in uno dei suoi due capitoli in "Ingegneria delle strutture") non usavano il bitume, che pure conoscevano, ma disponevano dei tronchi circolari, tipo ruote, sotto l'edificio

Edit: trovate
 
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c'è a proposito una pubblicazione fatta dall'azienda Index (che adesso non trovo sul loro sito ma ho trovato qui https://www.yumpu.com/it/document/r...a-sismica-di-edifici-con-fondazioni-index-spa );
come si vede al punto 2.1 se si tratta di uno o due strati di guaina, questa si strappa sotto sforzi tangenziali anche piccoli e quindi non modifica la continuità in verticale della muratura, per cui in quella sperimentazione hanno usato parecchi strati di guaina per avere un certo effetto di isolamento sismico alla base. Sull'argomento ho un pieghevole (lo chiesi e me lo inviarono per posta) che fino a qualche anno fa si trovava anche in pdf nel sito di questa azienda, che fa la sintesi di queste loro sperimentazioni, se non riesco a trovarlo online lo posso scansionare e postare.
Una normale guaina comunque non modifica il comportamento della struttura e quindi nemmeno la continuità originaria
Questo nel caso in sui si faccia la guaina tagliamuro "nuova" salendo con la costruzione e con materiale ardesiato. (Quindi in genere il primo e il 3corso di malta hanno la guaina, almeno da noi che viviamo nella torrida pianura padana).

Ma la magica vetroresina liscia che a fine anni90 è stata infilata ai piedi di tutti i muri possibili immaginabili, tagliando con la motosega circolare (e spesso facendo cadere il paramento esterno per un arco di 1.5/2m circa giustificandosi che "non era mai successo era la prima volta"). In quei casi li credo sia diversa la situazione

Nel ca
 
però guardavo una tabella di coefficienti di attrito e per similitudine con la vetroresina ho trovato solo plexiglas-acciaio con coeff. 0,5, quindi circa 27°, a sentimento direi che plexiglas-pietra/mattoni è comunque più alto e che non si allontani molto dai 30° (mu=0,6) che usualmente sono usati per la muratura (in varie prove hanno trovato mu variabile tra 0,3 e 0,8, e d'altra parte nel criterio della curva intrinseca scomparirebbe il termine della coesione ma a comandare è comunque la tensione di compressione nella muratura, che in questo caso è quella massima alla base dell'edificio)
 
Ultima modifica:
Mi sembra un pò azzardato sia considerare la guaina come isolatore sismico (in base a quali risultati di comprovata affidabilità?) e sia considerare lo scorrimento della guaina simile a quella del giunto di malta... sopratutto quando per una volta la norma mi impone chiaramente la continuità strutturale da cielo a terra.
 
Mi sembra un pò azzardato sia considerare la guaina come isolatore sismico (in base a quali risultati di comprovata affidabilità?) e sia considerare lo scorrimento della guaina simile a quella del giunto di malta... sopratutto quando per una volta la norma mi impone chiaramente la continuità strutturale da cielo a terra.
Domanda seria. Come fare per evitare l'umidità di risalita sia sul nuovo, che nell'esistente? (Se anche andassi a spinottare la muratura alla fondazione ammesso di riuscirci, perdo la guaina
 
Impermeabilizzare le fondazioni sia sul nuovo che sull'esistente.. sull'esistente con le relative problematiche!
 
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