Verifica soletta in c.a. per carichi "puntuali"

Francesco-

Member
Messaggi
24
Professione
  1. Dipendente
Anni esperienza
2-5
Regione
  1. Calabria
CAD/BIM
  1. Autocad
  2. Revit
  3. Altro Sw
Soft. strutture
  1. Midas GEN
  2. ModeSt
  3. Pro_sap
  4. SAP2000
  5. Altro Sw
Buongiorno a tutti,
mi trovo spesso a dover verificare scarichi "puntuali" o comunque "leggermente distribuiti" su solette in c.a. per esempio piastre (provenienti da strutture a supporto di piping o altro) semplicemente poggiate su massetti o caldane.

Controllo solitamente le due formule dell'EC2 relative a pressioni localizzate ([imath]6.7) e punzonamento ([/imath]6.4). La prima vincola il campo di applicabilità in base allo spessore della soletta mentre la seconda l'ho sempre applicata.

La domanda che volevo porvi è la seguente: come trattereste questi casi? che tipo di verifiche fareste?
 
Per una facile comprensione è opportuno fare un esempio concreto.
E' quindi opportuno indicare i seguenti dati:
- Azione assiale in SLU
- Spessore platea o plinto
- Dimensioni pilastro e classe
- Indicare se il pilastro è centrale, laterale o di angolo
- Armatura X e UY della platea sotto
Ciao
 
Buongiorno, io cercavo un confronto generale.
Posso però presentare una verifica che ho sviluppato qualche mese fa:
1769675830952.png
Avevo una struttura appesa ad un solaio in cui ho previsto una tasca all'estradosso ripristinando poi il piano di calpestio.
In questo caso non ho considerato il contributo della presenza di armatura.
Ho dovuto effettuare questo tipo di intervento poiché non potevo utilizzare ancoranti chimici/meccanici a causa della presenza di un tegolo di solaio alveolare posto all'intradosso della soletta rappresentata in figura. La barra filettata oltrepassa tale elemento e va a bloccarsi sulla soletta.
 
L'esempio serve proprio per fare un discorso generale.
La tua verifica mi sembra concettualmente corretta.
Il carico è basso e c'è una ulteriore resistenza non conteggiata che è rappresentata dal tegolo.
Per confronto trasmetto la verifica fatta con un mio foglio.
Da ultimo si informa che nel 2027 è prevista l'entrata in vigore degli Eurocodici di nuova generazione.
Ci sono molte variazioni sui metodo di calcolo ed anche sul taglio e punzonamento.
Quindi dovremo studiare ancora e poi ancora.
Ciao a tutti
Punzonamento.jpg
 
Grazie mille @Betoniera mi trovo perfettamente con il tuo foglio.
Quindi, l'unica verifica che faresti tu sul mio esempio è solo quella a punzonamento?

Quindi dovremo studiare ancora e poi ancora.
Non vedo l'ora ahahahah.
 
è come per una piastra di base in acciaio su un plinto; ne parla ad esempio B. Cordova in "Manuale pratico per ... in acciaio", che considera le norme francesi Règles CM66 per tener conto della vicinanza della piastra al bordo del plinto, per cui la superficie di rottura a tronco di piramide o tronco di cono non è intera
 
Ciao @pasquale, ti ringrazio per la risposta.
La mia preoccupazione nasce dal metodo di verifica utilizzato in quanto nella maggior parte dei casi la soletta presenta spessori tra i 7 e 15 cm. Secondo me questo porta un comportamento differente di quello di un plinto (alto o basso che sia).
 
scusa se non ho detto che intendevo la verifica dei tirafondi all'estrazione e quindi il comportamento è lo stesso
 
Io su questi casi in realtà partirei su delle verifiche derivate da EN 1992-4, più che da EN 1992-1-1: il dominio di transizione fra le due non è chiarissimo spesso, ma le dimensioni mi fanno propendere per questo.
 
Oltretutto, aggiungo: la verifica alle pressioni localizzate non dice molto in questi casi, perché ha senso per elementi spessi: il suo significato non è misurare la capacità di estrazione del cono, ma piuttosto cogliere il fatto che un elemento di calcestruzzo può resistere ad una compressione di fck senza sgretolarsi localmente.

Questo però, come per il caso punzonamento-EN 2-4, è un comportamento dipendente dalle dimensioni caratteristiche della scala del problema: per le piastre classiche come la tua (sufficientemente rigide, quindi forse anche più spessa dei 10 mm) vanno bene le pressioni localizzate (in teoria, ma non saranno mai problematiche rispetto al punzonamento credo), ma ad esempio negli ancoraggi "standard" tipo Nelson, di può arrivare anche a 15 fck.

Occhio quindi a cosa verifichi, ed al comportamento fisico che vuoi rappresentare.
 
Il fatto è che in alcuni casi non si tratta di ancoraggi.
Nel caso che riporto di seguito, per esempio, si trattava di una piastra in acciaio poggiata su una soletta di spessore inferiore a 10 cm. La piastra non era fissata in alcun modo al calcestruzzo ma scaricava sullo stesso compressione solo tramite contatto.
1770196777986.png
 
Il fatto è che in alcuni casi non si tratta di ancoraggi.
Nel caso che riporto di seguito, per esempio, si trattava di una piastra in acciaio poggiata su una soletta di spessore inferiore a 10 cm. La piastra non era fissata in alcun modo al calcestruzzo ma scaricava sullo stesso compressione solo tramite contatto.
Visualizza allegato 2711
Ripeto, non vi è una risposta unica e dipende dalle dimensioni del problema: a vedere le proporzioni, lì hai un piatto lungo almeno 2 volte lo spessore, e se sufficientemente rigido non credo ci siano problemi a considerare il punzonamento, mentre per l'esempio che hai fatto prima no.

La frontiera fra le due cose non é né chiara né assoluta purtroppo...
 
Top