Digitalizzazione dei processi: le novità della norma UNI 11337-8:2026.

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La UNI 11337-8 segna un punto di svolta nella digitalizzazione del settore costruzioni. La nuova norma, recentemente pubblicata, non si limita a riordinare la gestione dei modelli informativi ma introduce un sistema strutturato per governare dati, processi decisionali e organizzazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Il salto rispetto alla precedente UNI/PdR 74 è sostanziale: da una prassi di riferimento a una vera e propria norma tecnica che coinvolge imprese, società di ingegneria, stazioni appaltanti e operatori immobiliari, estendendo il proprio campo a edifici, infrastrutture e reti.

Dalla prassi alla norma: un percorso di maturazione digitale

La trasformazione della UNI/PdR 74 nella UNI 11337-8 non è avvenuta per caso. Angelo Luigi Camillo Ciribini, professore all’Università di Brescia e tra i massimi esperti italiani di digitalizzazione nei processi edilizi, intervistato da Massimo Cassinari sul portale INGENIO, spiega come le esperienze maturate sul campo, comprese le certificazioni di terza parte, abbiano evidenziato la necessità di conferire maggiore consistenza e strutturazione al quadro di riferimento. La nuova norma, secondo Ciribini, rappresenta un fattore abilitante per progredire nella maturità digitale del settore, ancora agli albori di un’autentica trasformazione. Utile anche per la gestione dei contratti pubblici, il testo risponde all’esigenza di contestualizzare in modo più rigoroso la gestione dell’informazione all’interno delle organizzazioni.

Governo dei processi digitalizzati: cosa cambia nella pratica operativa

L’aspetto più innovativo della UNI 11337-8 risiede nell’enfasi posta sul governo dei processi digitalizzati, prima ancora che sulla loro gestione. La norma riconosce esplicitamente l’estensione dell’universo digitale al settore delle costruzioni e dell’immobiliare, includendo infrastrutture e reti. L’ambiente di condivisione dei dati diventa un elemento centrale per supportare i processi decisionali, in sintonia con il sistema di controllo di gestione e con gli altri sistemi integrati dell’organizzazione.

La logica sistemica adottata dalla norma si riflette anche nell’ampliamento dei soggetti coinvolti. Non più solo imprese di costruzione e studi di ingegneria, ma anche sviluppatori immobiliari e consulenti del settore. Una scelta che mira a integrare in modo collaborativo le filiere produttive e le catene di fornitura, riconoscendo la centralità del comparto immobiliare nell’economia nazionale. Ogni organizzazione che si conformi alla norma deve risolvere la dialettica interna tra sedi e commesse, confrontandosi anche con gli altri attori della filiera.

Coerenza con gli standard internazionali e prospettive future

La UNI 11337-8 si inserisce in un quadro normativo più ampio, mantenendo coerenza con la serie UNI EN ISO 19650. A livello europeo, il CEN sta lavorando a una specifica tecnica sulle competenze digitali degli individui, e la norma italiana potrebbe rappresentare un modello da replicare in sede continentale. L’evoluzione attesa della serie ISO 19650 sposterà progressivamente l’attenzione sulla gestione dell’intero ciclo di vita del bene, sia fisico che immateriale, responsabilizzando ulteriormente le organizzazioni in un orizzonte temporale più esteso.

Una delle prospettive più interessanti, secondo Ciribini, è il possibile innesto dei progressi dell’intelligenza artificiale agentica. Sul medio termine, la combinazione tra sistema di governo dei processi digitalizzati e AI potrebbe portare a una semi-automatizzazione dei processi decisionali, con implicazioni profonde per il modo in cui le organizzazioni del settore costruzioni pianificano, eseguono e controllano le proprie attività.

La UNI 11337-8 non è quindi solo un aggiornamento normativo: è il tassello che mancava per dare struttura e maturità alla digitalizzazione del comparto, ponendo le basi per un’evoluzione che nei prossimi anni coinvolgerà tutte le figure professionali della filiera, dal progettista al committente, dal consulente al gestore dell’immobile.

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