Adeguamento NTC18 8.4.3 per variazione carichi gravitazionali

Kikki_pic

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Buongiorno colleghi, chiedo un'opinione sull'interpretazione delle norme sulla verifica delle strutture esistenti.

Il caso di specie è relativamente semplice, ovvero l'installazione di pannelli fotovoltaici su una copertura di fabbricato industriale realizzata con elementi prefabbricati.
In questo caso secondo me non si tratta né di variazione di destinazione d'uso (che io interpreto come variazione di carattere urbanistico-catastale) né di variazione di classe d'uso.
Per semplificare la discussione escludo, inoltre, che la variazione del carico globale in fondazione sia superiore al 10%.
Il problema sorge non solo per il nuovo carico G2 dei pannelli, ma anche per la neve, che nel caso specifico passa da 90kg/m2 del progetto originale agli attuali 120kg/m2. Ovviamente mi riferiscono ad un caso specifico delle mie zone (Vicenza).

La domanda:
se e quando devo redigere la verifica di sicurezza §8.3 secondo i carichi previsti dalle NTC2018 e quando no? esiste un limite (normativo) di variazione del carico dato dai pannelli che mi permette di non eseguire tali verifiche?

Grazie,
Francesco
 
Nella Circolare Esplicativa delle NTC, al punto C8.3 è espressamente escluso l'obbligo di adeguamento di un fabbricato esistente a seguito dell'entità dell'azione a seguito di una revisione della normativa (nel nostro caso la neve).
Però, intervenendo sul fabbricato con nuovi carichi risulta necessario verificare la struttura coi nuovi carichi e, questa volta, coi carichi di norma attuali.
In pratica vengono tollerate le strutture esistenti fintanto che non si interviene su di esse con attività edilizie.
Ma, nel momento in cui si interviene, occorre procedere quanto meno ad un miglioramento perchè, altrimenti, si procrastinerebbe all'infinito l'adeguamento del fabbricato.
Mi sembra che la norma sia molto saggia in questo.
Il peso dei pannelli fotovoltaici è di circa 40 kg/m2. Non è trascurabile rispetto alla neve.
Ciao.

art. C8.3
Circolare8-3.jpg
procrastinare
 
Però, intervenendo sul fabbricato con nuovi carichi risulta necessario verificare la struttura coi nuovi carichi e, questa volta, coi carichi di norma attuali.
Scusami in base a cosa (quale punto della norma)? Avendo escluso per definizione l'incremento del 10% in fondazione, a mio giudizio, non ricorre nessuna dei casi dell'8.4.3 da a) ad e).
Il peso dei pannelli fotovoltaici è di circa 40 kg/m2. Non è trascurabile rispetto alla neve.
Non considereresti anche il G1 oltre a Q?

Se ora invece dei pannelli io metto in opera solo una seconda guaina diciamo da 4kg/m2 procederesti ancora alla verifica della struttura con i nuovi carichi da norma?

Nella Circolare Esplicativa delle NTC, al punto C8.3 è espressamente escluso l'obbligo di adeguamento di un fabbricato esistente a seguito dell'entità dell'azione a seguito di una revisione della normativa (nel nostro caso la neve).
Scusami, non lo avevo detto, ma in effetti lo davo anche io per scontato.

In effetti è interessante la questione del miglioramento, per il quale però non viene stabilito di quanto migliorare. Quindi, al limite potrei intervenire con un rinforzo che mi incrementa il fattore di sicurezza di 0,01% e avrei un miglioramento e rispettato la norma. Con ciò però ricadrei in sostanza nell'intervento locale ("modificare un elemento o una porzione limitata della struttura").

Ciao,
F
 
Io farei un ragionamento indipendente da ciò che dice la Norma.
Struttura con copertura progettata per un carico di neve di 0.90kN/mq. La Norma ha portato successivamente il valore di riferimento per la neve a 1.20 kN/mq.
Fosse casa mia una verifica statica la farei a prescindere.

Ovvio che se invece andassi solo a mettere un secondo strato di guaina non mi porrei proprio il problema.

Per i pannelli fotovoltaici bisogna stare molto attenti ai pesi che vado ad aggiungere: un pannello da solo pesa meno di 0.15 kN/mq ma se non riesco a fissarlo alla copertura (e speso evito per evitare di bucare l'impermeabilizzazione) allora devo aggiungere zavorre arrivando normalmente fino ai 0.40 kN/mq citati da Betoniera. Attenzione però che il peso delle zavorre dipende anche dal vento per cui, se agisco su un edificio molto alto, posso arrivare anche a circa 0.60 kN/mq.

A questo punto, in coscienza ed indipendentemente dalle prescrizioni Normative, io mi porrei il problema di riverificare tutta la copertura ed eventualmente adeguarla staticamente.
 
... Quindi, al limite potrei intervenire con un rinforzo che mi incrementa il fattore di sicurezza di 0,01% e avrei un miglioramento e rispettato la norma. ...

Ciao Kikki-pic
Aggiungo una considerazione di carattere generale che riguarda la sicurezza in generale.
Noi ingegneri abbiamo la tendenza a considerare il DM 17-01-2018 (NTC sulle costruzioni) come riferimento assoluto per verificare se un intervento edilizio è conforme o meno alla normativa.
Così cerchiamo, ad esempio, di far rientrare un intervento come "locale" su un edificio che, magari, ha delle evidenti carenze statiche.
Attenzione però perchè ci sono altre normative, molto importanti, che si inseriscono nella nostra attività.
Nel nostro caso, ad esempio, stiamo parlando di un capannone dove sicuramente si svolge un'attività di lavoro dipendente.
Esiste il D.Lgs. 09-04-2008 n. 81 che afferma, senza mezzi termini, che il titolare di una attività deve garantire la sicurezza dei lavoratori.
Ne deriva, secondo una interpretazione rigorosa, che il Titolare dell'attività ha il dovere di adeguare il capannone alle nuove norma sull'edilizia perchè deve garantire la sicurezza del fabbricato.
Quindi, quand'anche si riuscisse a dimostrare che l'intervento è conforme alle normativa sismica, difficilmente se ne verrebbe fuori dalle normative sulla sicurezza.
Il miglioramento del fabbricato, a mio avviso, non può coprire eventuali errori e sottodimensionamenti del fabbricato esistente.
La sicurezza statica deve comunque essere raggiunta con la normativa dell'epoca della costruzione.
E' solo sulla vulnerabilità sismica o sull'incremento di carico dovuto alla evoluzione della normativa che si può derogare in attesa di una ristrutturazione globale del fabbricato.
I pareri degli stessi ingegneri sono spesso discordi nel classificare un intervento (locale - miglioramento - adeguamento).
Immagina di dover spiegare ad un Giudice la differenza tra "intervento di miglioramento" e "intervento di Adeguamento".
Non ci riuscirai mai.
L'unico modo per cercare di prevenire i problemi è quello di operare con cautela e ragionevolezza.
Se una costruzione non è idonea staticamente, va comunicato, senza mezzi termini, al cliente, anche a costo di perdere il lavoro.
Ciao.
 
Betoniera, anche se la situazione era diversa anche io ho ragionato come te. Il committente cercava di evitare il calcolo in classe d'uso 3 facendosi suggerire tutta una serie di scappatoie, ma molte circolari, normative ecc. sugli edifici strategici e rilevanti fanno proprio riferimento al discorso che fai tu riguardo alla normativa sulla sicurezza. E poi al punto 8.2 "Nel caso di interventi che non prevedano modifiche strutturali (impiantistici, di distribuzione degli spazi, etc.) il progettista deve valutare la loro possibile interazione con gli SLU ed SLE della struttura o di parte di essa." e qui casca l'asino, quanto di più generico ci possa essere...
 
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