Assegnazione classe di rugosità per azione vento

pasquale

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Posto in questa sezione anche se la domanda è più generale.
Vorrei chiedere chiarimenti sul'assegnazione della classe di rugosità del terreno nelle zone agricole, in particolare tra la C (aree con ostacoli diffusi, alberi ...) e la D lettera c) che parla di "aperta campagna" e "aree agricole". Questo perché nella mia zona sono rarissime grandi estensioni di terreno con coltivazioni tipo cereali, tabacco e simili, perchè le proprietà sono molto frazionate e quindi in raggi intorno a qualche centinaio di metri ci sono altre case e le coltivazioni sono in genere alberate. L'EC1 parte 4 sembra più chiaro perché introduce una distanza tra questi ostacoli pari a 20 volte la loro altezza ma nelle NTC, così come nelle istruzioni CNR non c'è questo parametro. Mi rendo conto che nel mio caso, entroterra a dist. >30 km dal mare e altitudine <500 m slmm, la differenza è tra categoria II e III e i relativi coefficienti cambiano di molto poco, 1,9 contro 1,8. Grazie in anticipo
 
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Ciao Pasquale
Innanzi tutto riporto la definizione del DM 2018

Si deve assumere che il sito appartenga alla Classe D,
qualora la costruzione sorga nelle aree indicate con le lettere a) o b), oppure entro un raggio di 1 km da
essa vi sia un settore ampio 30°, dove il 90% del terreno sia del tipo indicato con la lettera c)
a) Mare e relativa fascia costiera (entro 2 km dalla costa);
b) Lago (con larghezza massima pari ad almeno 1 km) e relativa
fascia costiera (entro 1 km dalla costa)
c) Aree prive di ostacoli o con al più rari ostacoli isolati (aperta
campagna, aeroporti, aree agricole, pascoli, zone paludose o
sabbiose, superfici innevate o ghiacciate, ....)

Qualora l'interpretazione è dubbia c'è scritto:
Laddove sussistano dubbi sulla scelta della classe di rugosità, si deve assegnare la classe più sfavorevole
Ho cercato di interpretare il tuo caso nel senso che devi assegnare la classe D qualora, dalla costruzione, ci sia un cono di terreno libero ampio 30° indipendentemente dal fatto che ci siano collinette o sia piano.
Ovviamente non sono sicuro della corretta interpretazione.
Colgo l'occasione per una puntualizzazione che mi era sfuggita e che sfugge a molti colleghi.
La tabella delle categorie che dipendono dalla distanza dalla costa e dalla quota del terreno vanno lette in questo modo:
- prima colonna da 0 a 2 km
- seconda colonna da 2 km ad ulteriori 10 km (quindi fino a 12 km non 10 km)
- terza colonna da 12 km ad ulteriori 30 km (quindi fino a 42 km non 30 km)
Quindi nella tua descrizione non devi dire entroterra > 30 km ma entroterra > 42 km.
Piccolo dettaglio irrilevante, ma è così: non si finisce mai di imparare.
Ciao
 
Scusa Betoniera ma secondo me non è proprio così: la fascia di 2 km si intende lato mare e non lato terra...
Attendo vostre considerazioni in merito.
Ciao
 
Scusa Betoniera ma secondo me non è proprio così: la fascia di 2 km si intende lato mare e non lato terra...
Attendo vostre considerazioni in merito.
Ciao
Anche secondo me la prima fascia corrispondente riguarda opere costruite entro due km lato mare, ad esempio per trabucchi, pontili e piattaforme marine costruite entro 2 km dalla costa.
Al contempo sono d'accordo con Betoniera circa il fatto che la terza fascia vada interpretata come entro i 40 km (10+30) dalla costa e non entro i 30.
 
Ciao trefolo66,
Hai ragione: la prima fascia è quella di 2 km verso il mare.
Resta valido il concetto dei 40 km dalla costa.
Era solo una piccola precisazione perchè, anch'io, avevo sempre interpretato la fascia entro 10 ed entro 30 km.
Quella fascia entro 10 km dal mare è molto importante perchè si possono formano fenomeni rari denominati downburst (aria discendente a forte velocità per la durata di 3 o 4 minuti).
(vedi CNR-DT 207/2008 pag 18)
Ho visto gli effetti di uno di questi nella zona di Venezia.
Ho visto tetti di tegole sollevati, due container del peso di 1600 kg, uno ribaltato, l'altro spostato dal vento.
Ho visto alberi sradicati con tronco del diametro di 50 cm
Ho visto una barriera di tipo autostradale fatta con travi prefabbricate (quelle che servono per separare le carreggiate) ribaltata.
E' incredibile la potenza di quel fenomeno di cui, fino a quel momento, non sapevo neppure che esistesse.
Se interessa ne parlerò in un post dedicato con la eventuale documentazione fotografica.
Ciao
 
forse ho chiarito un poco con le illustrazioni dell'appendice A dell'EC1. Posto un collage di EC1 e NTC. Nelle NTC (e CNR) la categoria I dell'EC1 è stata suddivisa in classe D b) e D c).
Nel mio caso la situazione è più simile al terzo disegnino, quindi categoria II dell'eurocodice corrispondente alla classe C delle NTC; salvo il fatto di verificare la situazione resti la stessa nel raggio di 1 km e nei vari settori di 30° . P.S. grazie per la segnalazione del fatto deella distanza dalla cosat, ed inoltre mi accorgo di aver sbagliato i valori del coeff. di esposizione ce, che invece fino a zmin variano tra 1,8 (cat. II) e 1,7 (cat. III)
 

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cercando di approfondire, ho visto che il parametro fondamentale è quell'altezza zo, chiamato "lunghezza di rugosità" o "roughness length" in inglese, che sarebbe la dimensione tipica dei vortici che si creano tra aria e suolo;
una più esauriente classifica l'ho trovata qui
per cui il mio caso si trova al no 4 con zo=0,1 m e quindi cat. III delle NTC,
inoltre sono utili la fig. 2 di questo studio
e questa tabella di quest'altro studio
 
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