Azione termica su una parete in vetrocemento

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Su un fabbricato costruito circa 25 anni fa si è verificata la rottura di 2 elementi in vetro su una parete in vetrocemento.
La parete è curva delle dimensioni di circa 3 m di diametro e altezza 8 m su uno sviluppo di 180 gradi
I due blocchi che si sono rotti sono posti in alto.
La parete in vetrocemento poggia su un muro di calcestruzzo e, in alto, il muro prosegue in calcestruzzo, senza lesioni.
Ai lati ci sono pilastri in calcestruzzo senza lesioni.
Quindi sono esclusi fenomeni di cedimento o di assestamento.
L'unica spiegazione che mi sono dato è il differenziale termico tra dentro e fuori.
Ho cercato di riprodurre con una simulazione, la parete curva con un delta termico di 20 gradi tra dentro e fuori.
L'obiettivo e di capire perchè si sono rotti i quadrotti di vetro proprio in quella posizione.
La modellazione è questa:
Termica.jpg
ho pensato di vincolare il pannello sopra e sotto perchè, lateralmente ho visto che c'era un profilo di alluminio, pertanto ho supposto che il pannello potesse dilatarsi lateralmente.
La simulazione non è tanto realistica perchè ho utilizzato il materiale alluminio anzichè vetro.
Comunque si nota effettivamente un incremento di tensione là dove si sono verificate le rotture.
Ma ancora il modello non è convincente.
Voi avete qualche spiegazione più convincente sul perchè si sono rotti i 2 quadrotti di vetro proprio in quella posizione e 25 anni dopo la loro messa in opera?
Ciao
 
Ultima modifica:
Secondo me perchè i due quadrotti sono diventati iperstatici. Mi è successa una cosa analoga con materiale refrattario : i blocchi con sezione quadra cava (in alto) fungevano da canna fumaria (passaggio di fumi caldi) e si rompevano quelli in posizione centrale perchè non potevano dilatarsi. Abbiamo cambiato con dei manufatti a doppio "T" : fungevano sempre da canna fumaria, ma potevano dilatarsi (fino a dove potevano nel senso della 'muratura, poi in senso perpendicolare alla stessa

refrattari 1 PNG.png
 
È una problematica interessante, a cui non avevo pensato. Credevo fosse limitata a impianti dove circolano liquidi caldi, che oltre alla dilatazione termica generano anche il fenomeno dello scorrimento viscoso (creep).
 
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