Carico ben definito G2 e coefficiente

el ingeniero

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Avete mai sfruttato il concetto di carico ben definito, utilizzando un coefficiente di 1,3 invece di 1,5?
Quello 0,2 sembra poca cosa, ma in caso di macchinari di 50 tonnellate qualcosa "smuove". Ci stavo ragionando sempre per il solito cliente che "chiedeva di abbassare i carichi"; in realtà cerco sempre di operare a favore di sicurezza, anche perchè soprattutto in ambito industriale cioò che si realizza oggi viene variato spesso in breve tempo (rack appesi a capannoni, rack da 10 tubi che ne portano 20, coperture su strutture esistenti ecc.), quindi credo che non mi lascerò tentare, però mi è venuta la curiosità e vorrei sentire le vostre esperienze.
 
Questa possibilità c'è ed è indicata in una postilla sotto la tabella 2.6.I delle NTC 2018

Coefficienti.jpg
Il problema è che non tutti la leggono ed alcuni interpretano il coefficiente 1,3, applicato ai carichi permanenti non strutturali, un errore.
Sconsiglio comunque di usare questa possibilità per i seguenti motivi:
- Per evitare discussioni col Collaudatore o altro tecnico che controlla la relazione.
- Per i motivi che hai detto tu relativi all'ambito industriale: i carichi non sono così certi e variano spesso col tempo.
- Se, per far tornare i conti, ci si attacca ai coefficienti gamma dei carichi permanenti (quelli che ci sono davvero), allora vuol dire che la struttura è troppo tirata o mal progettata.
Ciao.
 
Guarda ho dato un'occhiata alla norma per vedere la definizione dei g2. Al punto 3.1.3 trovi la loro definizione. Le macchine non vi rientrano. Le devi considerare in tutto e per tutto dei carichi variabili.
 
Avete centrato tutti e due il discorso. Betoniera, mi riferivo proprio a quella postilla. Legs, ho riflettuto diverso tempo su come assegnare questi carichi, intanto l'elenco dei carichi G2, secondo me, come capita sempre nelle leggi, non è esaustivo. Poi il 3.1.4. si riferisce a carichi distribuiti qk, con carichi concentrati Qk da applicarsi a parte in verifiche distinte, senza considerare gli altri carichi vericali contemporaneamente.
Per es. ho un piazzale industriale, ipotizzo un carico distribuito qk, ma poi a parte faccio le verifiche con Qk per le verifiche locali e secondo me quando il 3.1.4 cita le macchine e altre strutture industriali si riferisce proprio a questa situazione. Nel caso di una macchina, che non è un carico distribuito, ma ho già gli appoggi ben definiti, mi viene difficile non considerarlo un carico permanente non strutturale.... soprattutto se ho una struttura di supporto di una macchina che "a vita" sarà collegata a questa macchina e serve solo per questa macchina.
Se noti la circolare dice proprio che il 3.1.4. era da riferirsi ai "carichi variabili", ma per familiarità di linguaggio con i tecnici italiani (poveri noi....) è stata cambiata la dicitura in "sovraccarichi", infatti all'inizio rimasi un po spiazzato, ma secondo me si riferisce proprio ai vecchi sovraccarichi variabili.
Pertanto continuerò sempre a considerare la macchina un carico permanente non strutturale (tra l'altro a favore di sicurezza) e il carico contenuto (fango, acqua, plastiche, ecc.) un carico variabile, proprio perchè non definito, e ogni volta chiedo ai produttori di separarmi i due carichi massimi. Potrei sbagliarmi, non sono un industriale, ma l'ho sempre interpretata così, comunque mi fa piacere analizzare diversi piunti di vista.
 
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