Coefficienti correttivi muratura

Luca.12

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Buongiorno a tutti,
vorrei confrontarmi con voi in merito ai coefficienti correttivi della muratura riportati in tabella C8.5.II della cricolare. Qualcuno ha idea di come sono stati calcolati? arrivano da prove sperimentali?
Mi interessa molto saperlo perchè ad esempio se ho una muratura del tipo 1 (muratura in pietrame disordinata) in cui applico l'intona armato, la normativa mi fornisce un coefficiente pari a 2.5 che di fatto mi fa schizzare alle stelle la rigidezza della muratura, che non è sempre una cosa gradita.
La normativa parla chiaro e dice che i coefficienti in tabella sono indicativi e che vanno in alcuni casi anche ridotti (ad esempio nel caso di muratura maggiore di 70 cm).
A mio avviso, ad esempio, andrebbe ridotto il coefficiente migliorativo nel caso in cui l'intonaco armato venga fatto per motivi di forma maggiore solo da un lato. Però sarebbe utile capire da dove vengono fuori questi valori, in modo tale da poterci ragionari e giustificarli eventualemnte con coscienza.
Grazie a chi mi vorrà dire la sua opinione
 
Penso che la risposta più o meno unanime sia che l'intonaco armato da un solo lato del paramento non dovrebbe esser fatto. Poi leggendo qua pare pure vietato:

 
Posso anche essere d'accordo che l'intonaco armato su un solo lato sia discutibile, però a volte non è proprio possibile realizzarlo su entrambi i lati. La normativa dice che la sua efficacia è ridotta quanto realizzato su un solo paramento, non trovo scritto che sia vietato. Ad ogni modo vorrei capire meglio da dove arrivano i coefficienti correttivi
 
Buongiorno a tutti,
vorrei confrontarmi con voi in merito ai coefficienti correttivi della muratura riportati in tabella C8.5.II della cricolare. Qualcuno ha idea di come sono stati calcolati? arrivano da prove sperimentali?
Mi interessa molto saperlo perchè ad esempio se ho una muratura del tipo 1 (muratura in pietrame disordinata) in cui applico l'intona armato, la normativa mi fornisce un coefficiente pari a 2.5 che di fatto mi fa schizzare alle stelle la rigidezza della muratura, che non è sempre una cosa gradita.
La normativa parla chiaro e dice che i coefficienti in tabella sono indicativi e che vanno in alcuni casi anche ridotti (ad esempio nel caso di muratura maggiore di 70 cm).
A mio avviso, ad esempio, andrebbe ridotto il coefficiente migliorativo nel caso in cui l'intonaco armato venga fatto per motivi di forma maggiore solo da un lato. Però sarebbe utile capire da dove vengono fuori questi valori, in modo tale da poterci ragionari e giustificarli eventualemnte con coscienza.
Grazie a chi mi vorrà dire la sua opinione
Parlando con il prof. Camata, è saltato fuori che i coeff. Correttivi per i fibrorinforzi presenti nelle cnrdt200 e cnrdt215 sono sostanzialmente numeri dati. "a buon senso/a occhio" dai professoroni che bazzicano i tavoli normativi. Mi raccontava che è rimasto basito quando ha assistito na queste scene. E probabilmente pure in NTC molte altri coeff hanno la stessa genesi.
Durante il mio periodo di 150ore in laboratorio all'università partecipai/fui schiavizzato in delle campagne sperimentali sui maschi murari di prova. In realtà si trattava di creare dei muri con delle inclusioni note (pezzi di polistirolo di determinate forme) per poi ritrovarli con indagini non distruttive. Alla fine correlare il tutto portando a rottura i vari campioni. E si era visto che i coefficienti correttivi per i betoncini armati su muri in pietra a spacco erano molto dispersivi e nemmeno la media della gaussiana era centrata sul valore della tabella.


Ultima postilla, ricordiamo che la circolare non è cogente (anche se le amministrazioni e il genio sostanzialmente la ritiene tale. E che in caso di controversie, dire di aver seguito la circolare o le CNR o le uni, non mette le chiappe al sicuro. Quindi di riflesso, se non mi tutela usare quei valori...in modo ragionato ed oculato potrei pensare di "stiracchiarsi" prendendone la responsabilità. Responsabilità sia chiaro che ci si assume sempre e comunque pure seguendo la circolare)
 
Parlando con il prof. Camata, è saltato fuori che i coeff. Correttivi per i fibrorinforzi presenti nelle cnrdt200 e cnrdt215 sono sostanzialmente numeri dati. "a buon senso/a occhio" dai professoroni che bazzicano i tavoli normativi. Mi raccontava che è rimasto basito quando ha assistito na queste scene. E probabilmente pure in NTC molte altri coeff hanno la stessa genesi.
Durante il mio periodo di 150ore in laboratorio all'università partecipai/fui schiavizzato in delle campagne sperimentali sui maschi murari di prova. In realtà si trattava di creare dei muri con delle inclusioni note (pezzi di polistirolo di determinate forme) per poi ritrovarli con indagini non distruttive. Alla fine correlare il tutto portando a rottura i vari campioni. E si era visto che i coefficienti correttivi per i betoncini armati su muri in pietra a spacco erano molto dispersivi e nemmeno la media della gaussiana era centrata sul valore della tabella.


Ultima postilla, ricordiamo che la circolare non è cogente (anche se le amministrazioni e il genio sostanzialmente la ritiene tale. E che in caso di controversie, dire di aver seguito la circolare o le CNR o le uni, non mette le chiappe al sicuro. Quindi di riflesso, se non mi tutela usare quei valori...in modo ragionato ed oculato potrei pensare di "stiracchiarsi" prendendone la responsabilità. Responsabilità sia chiaro che ci si assume sempre e comunque pure seguendo la circolare)
Grazie per la risposta, hai colto in pieno lo spirito della domanda e mi hai confermto quello che sospettavo.
Sono d'accordo che la circolare non è cogente però trovandosi un giorno davanti ad un giudice mi sentirei più tranquillo nell'averla seguita.
Comunque il tutto nasce dal fatto che mi trovo a dover intervenire per un sismabonus su un' unita strutturale comunicante su un lato con un' aggregato edilizio. L'abitazione in questione ha dei muri in pietra messi parecchio male e credo che l'intonaco armato dall'interno (dall'esterno non si può intervenire) gli possa fare solo che bene, e a mio avviso dovrei rimanere in intervento locale.
Ho provato a modellare l'edificio prima e dopo (aggiungendo l'intonaco armato ) e non ho visto grosse differenze a livello di spostamente e quindi di rigidezze variate, però a sentire in giro l'intonaco armato sembra diventato il male assoluto!
 
Parlando con il prof. Camata, è saltato fuori che i coeff. Correttivi per i fibrorinforzi presenti nelle cnrdt200 e cnrdt215 sono sostanzialmente numeri dati. "a buon senso/a occhio" dai professoroni che bazzicano i tavoli normativi. Mi raccontava che è rimasto basito quando ha assistito na queste scene. E probabilmente pure in NTC molte altri coeff hanno la stessa genesi.
Durante il mio periodo di 150ore in laboratorio all'università partecipai/fui schiavizzato in delle campagne sperimentali sui maschi murari di prova. In realtà si trattava di creare dei muri con delle inclusioni note (pezzi di polistirolo di determinate forme) per poi ritrovarli con indagini non distruttive. Alla fine correlare il tutto portando a rottura i vari campioni. E si era visto che i coefficienti correttivi per i betoncini armati su muri in pietra a spacco erano molto dispersivi e nemmeno la media della gaussiana era centrata sul valore della tabella.


Ultima postilla, ricordiamo che la circolare non è cogente (anche se le amministrazioni e il genio sostanzialmente la ritiene tale. E che in caso di controversie, dire di aver seguito la circolare o le CNR o le uni, non mette le chiappe al sicuro. Quindi di riflesso, se non mi tutela usare quei valori...in modo ragionato ed oculato potrei pensare di "stiracchiarsi" prendendone la responsabilità. Responsabilità sia chiaro che ci si assume sempre e comunque pure seguendo la circolare)
Grazie per la risposta, hai colto in pieno lo spirito della domanda e mi hai confermto quello che sospettavo.
Sono d'accordo che la circolare non è cogente però trovandosi un giorno davanti ad un giudice mi sentirei più tranquillo nell'averla seguita.
Comunque il tutto nasce dal fatto che mi trovo a dover intervenire per un sismabonus su un' unita strutturale comunicante su un lato con un' aggregato edilizio. L'abitazione in questione ha dei muri in pietra messi parecchio male e credo che l'intonaco armato dall'interno (dall'esterno non si può intervenire) gli possa fare solo che bene, e a mio avviso dovrei rimanere in intervento locale.
Ho provato a modellare l'edificio prima e dopo (aggiungendo l'intonaco armato ) e non ho visto grosse differenze a livello di spostamente e quindi di rigidezze variate, però a sentire in giro l'intonaco armato sembra diventato il male assoluto!
 
Grazie per la risposta, hai colto in pieno lo spirito della domanda e mi hai confermto quello che sospettavo.
Sono d'accordo che la circolare non è cogente però trovandosi un giorno davanti ad un giudice mi sentirei più tranquillo nell'averla seguita.
Comunque il tutto nasce dal fatto che mi trovo a dover intervenire per un sismabonus su un' unita strutturale comunicante su un lato con un' aggregato edilizio. L'abitazione in questione ha dei muri in pietra messi parecchio male e credo che l'intonaco armato dall'interno (dall'esterno non si può intervenire) gli possa fare solo che bene, e a mio avviso dovrei rimanere in intervento locale.
Ho provato a modellare l'edificio prima e dopo (aggiungendo l'intonaco armato ) e non ho visto grosse differenze a livello di spostamente e quindi di rigidezze variate, però a sentire in giro l'intonaco armato sembra diventato il male assoluto!
L'intonaco armato con rete elettrosaldata, a mio avviso ha degli enormi problemi di compatibilità chimico fisica con l'edificato storico, prima ancora di scendere a livello strutturale. Poi ovviamente dipende dalla rigidezza dell'intonaco armato, ma applicandolo su un lato solo, si varia la rigidezza in maniera eccentrica, richiamando carico su un lato solo. Quindi dopo aver dimensionato il sistema di connessione tra esistente e nuovo, in funzione di questo squilibrio eccentrico (sia esso per adesione, fiocchi, barre elicoidali o qualsiasi altra cosa), andrebbe indagato il comportamento del parametro murario con la rigidezza "eccentrica". Sia a livello locale, ma anche vedere quanto influisce a livello globale (inserendo magari delle coppie localizzate in corrispondenza del parametro oggetto di intervento). Gli incrementi di rigidezza "forfettari" che si trovano in letteratura sono quasi sempre per rinforzi simmetrici.

Se l'intervento che andrai a fare varia molto la rigidezza (pietrame disordinato non iniettato vs lama seppur sottile in ca), diciamo che non è così scontato si rientri nell'intervento locale (ovviamente sono chiacchiere da bar, bisogna vedere caso per caso, numeri alla mano).

Se non è possibile intervenire dall'estero perché il parametro è vincolato consiglio il sistema reticolatus.
 
Ultima modifica:
riporto la considerazione fatta al punto 6.4.3 della pubblicazione del GNDT
È stato osservato che il caso con consolidamento effettuato con applicazione della paretina solo da un lato non ha registrato alcun aumento della resistenza;
ciò è probabilmente dovuto ad una concomitanza di diversi aspetti:
- l’impossibilità di eseguire un adeguato ancoraggio delle barre trasversali alla muratura, che in genere presenta bassa resistenza;
- la scarsa aderenza superficiale all’interfaccia dei due materiali, che non permette quindi il trasferimento dello sforzo applicato dalla muratura alla paretina armata;
- il possibile innesco di una sollecitazione flessionale anomala dovuta al fatto che la muratura caricata, deformandosi in base alle proprie caratteristiche meccaniche, perviene a collasso prima che la lastra in c.a. possa attivare il
proprio effetto.
 
se può essere utile la monografia di Modena e altri, citata in quel link, è disponibile qui

inoltre a pag. 14 della presentazione di Cammarata scaricabile da qui
c'è una stima del coefficiente di incremento nel caso di intonaco armato su un solo lato
Gesù mi pare di esser tornato all'università. Posso dire al99.9% che il buon Modena ... Non fatemi dire cose va. Comunque tutto il gruppo valluzzi daPorto, Munari e tutti i ricercatori, sono stati davvero degli ottimi professori quando ero all'uni
 
comunque si possono ricavare anche con semplici schematizzazioni, per esempio qui ho ricavato il modulo di taglio equivalente facendo riferimento alla sola deformazione da taglio di un setto murario; usando lo stesso criterio per quanto riguarda la resistenza, e quindi calcolando la forza tagliante come somma delle resistenze di muratura e intonaco, si trova, con i valori che ho assunto, un aumento di resistenza di oltre il doppio, come risulta in genere dai risultati sperimentali
 

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