Consigli per cominciare a muovere i primi passi

Bluebee

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Salve a tutti,
Apro questa discussione al fine di avere un consiglio sulla professione.
Mi sono laureata da un po' di anni , ma finora ho lavorato solo in uno studio tecnico per pochissimo e senza alcun contratto.
Vorrei però cominciare a muovermi da sola, non aprendo per ora partita Iva perché so che sarebbe molto oneroso mantenerla . Mi potreste dare un consiglio a riguardo? Mi hanno parlato della ritenuta di acconto ma non so cosa materialmente significa...
 
Ciao Bluebee
Esistono 2 possibilità (da verificare con un commercialista).

1) Senza aprire alcuna partita IVA è possibile fare lavori come "Prestazione Occasionale" (non è una brutta parola) per un importo limitatissimo, siamo dell'ordine di 5000-6000 euro/anno. Tale importo va dichiarato nei redditi.

2) Proprio per i giovani professionisti, esiste una contabilità agevolata per una fatturazione annua non superiore a 45000 euro. Ora credo che hanno aumentato ancora tale importo.
L'agevolazione consiste nel non applicare l'IVA e nel pagamento di imposte forfettario pari ad una aliquota minima.
Molti professionisti con reddito basso utilizzano questa possibilità.
Anche il committente non deve pagare l'IVA.
Incredibilmente una prestazione professionale fatta da un professionista con contabilità agevolata costa al committente il 22% meno rispetto ad un professionista ordinario.
Ti serve comunque un Commercialista per le spiegazioni di dettaglio.
Non puoi detrarre spese, ma non percepisci e non versi l'IVA e paghi una quota contenuta e fissa sul reddito complessivo.

La Ritenuta di Acconto è un acconto sulle tasse che ti viene trattenuta dalla ditta a per cui hai fatto i lavori e che la stessa ditta versa per te.
Anch'io, all'inizio, ho fatta molta fatica a capire questo concetto che crea confusione e perplessità per chi si approccia per la prima volta nella libera professione.
In pratica, una parte dei soldi della parcella che dovresti incassare, in realtà, non la vedi nemmeno, perchè ti viene trattenuta dalla ditta per cui hai lavorato e versata allo Stato.
So che ti sembrerà strano che la Ditta per cui hai lavorato debba essere lai a trattenere e versare la Ritenuta anzichè tu stessa. E' così, probabilmente per agevolare lo Stato nei sui controlli incrociati.
Al di là dei dettagli, quasi tutti i professionisti lavorano con partita IVA anche se lavorano nello stesso studio con altri professionisti.
Ciao
 
Per inziare, visto che spesso non si sa se la strada intrapresa avrà un futuro, ti consiglio la prestazione occasionale, anche se ne ho setnite di cotte e di crude sull'applicabilità per gli ingegneri.
Non appena avrai un regime di affari più sostenuto, potresti aprire la partita IVA con il regime forfettario, niente IVA ne studi di settore, e una tassazione del 15% sulla redditività (78%). Questa tassazione scende dal 15% al 5% per i primi 5 anni. Non puoi però "scaricare" nulla, mi pare solo spese per il personale.
Anche la cassa Inarcassa prevede un'agevolazione con tassazione che scende dal 14,5% ordinario al 7,5% per la durata massima di 5 anni e non ltre il 35 anno di età.
Ti consiglio di approfondire meglio perchè forse le mie informazioni sono un pò datate.
Come vedi le agevolazioni ci sono, ma attenzione perchè avrai spese aggiuntive da tenere in considerazione:
  • software, per esempio uno per i calcoli strutturali può costare diverse migliaia di euro, con aggiornamenti ogni tot di anni;
  • assicurazione professionale, qualche centinaia di euro;
  • commercialista, circa 100€ al mese con riduzione da concordare per il regime agevolato.
E in bocca al lupo!
 
mi ricollego al post di Betoniera,
nel regime forfettario non si è nemmeno soggetti a ritenuta d'acconto, quindi la fatturazione è molto semplice:
onorario e spese, 4% Inarcassa e 2 euro bollo quando si superano 77,47 (anche se secondo un parere dell'AdE il bollo farebbe reddito, e quindi anche sui 2 euro andrebbe calcolato il 4%, quindi meglio non inserirlo come voce in fattura, e o il committente te lo paga o ci rimetti tu)
 
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