copriferro par. C4.1.6.1.3

Carlo2

Well-known member
Messaggi
115
Professione
  1. Lib. prof.
Anni esperienza
2-5
Regione
  1. Calabria
CAD/BIM
  1. Autocad
Soft. strutture
  1. IperSpace
il valore del copriferro adottato nel par. C.4.1.6.1.3 si riferisce alla distanza tra la fine del calcestruzzo e l'estremo esterno della barra o è la distanza tra la fine del cls e il BARICENTRO della barra?
 
La norma parla di "ricoprimento di calcestruzzo", quindi lascia intendere, secondo me, che si tratti della distanza tra la fine del calcestruzzo e l'estremo esterno della barra. Comunque, in caso di dubbio, perchè non mettersi direttamente nella situazione "a vantaggio di sicurezza"? Nel caso indicato hai infatti maggiore ricoprimento e quindi maggiore protezione, quindi il secondo non lo terrei neanche in considerazione.​
 
fine cls - punto più esterno : risulta chiaro anche per le considerazioni seguenti.
ricoprimento minimo delle armature delle strutt in c.a. richiesto, per ciascuna classe di esposizione : UNI EN 1992-1-1. Inoltre per definire il copriferro nominale cnom, al valore indicato deve essere aggiunta la tolleranza di posizionamento (variabile tra +5 e +10 mm)
 
EC 2
 

Allegati

  • copriferro.jpg
    copriferro.jpg
    79,6 KB · Visualizzazioni: 17
Si l'Eurocodice 2 è chiaro sul tema, distanza lembo esterno calcestruzzo-lembo esterno staffa. Il mio SW per esempio, il CDS, infatti distingue le due cose anche se poi il copriferro lo chiama copristaffa e la distanza del baricentro dell'armatura longitudinale dal calcestruzzo lo chiama copriferro..
 
in Tecnica delle costruzioni si è sempre usato il termine copriferro per indicare la distanza dal baricentro delle armature, poi si cominciò a chiamare ricoprimento, e ora quest'ultimo è diventato di nuovo copriferro;
la definizione precisa anche nel progetto è quindi essenziale
 
in Tecnica delle costruzioni si è sempre usato il termine copriferro per indicare la distanza dal baricentro delle armature, poi si cominciò a chiamare ricoprimento, e ora quest'ultimo è diventato di nuovo copriferro;
la definizione precisa anche nel progetto è quindi essenziale
io da quando ho iniziato il percorso da muratore minorile, passando per gggggiometra e poi ingengere, ho sempre avuto questi insegnamenti

"copriferro di calcolo" -> asse barra/filo esterno cls

"ricoprimento" -> filo esterno staffa/filo esterno cls

usare "copriferro" da solo come termine è comune nel Triveneto, ma ovviamente ha due valenze. per i tecnici "progettisti" è quello da calcolo, per i tecnici d'impresa e le maestranze è il ricoprimento. motivo per cui i miei prof soprattutto alle superiori premevano fortemente sull'utilizzo corretto e completo, seppur verboso, delle diciture. e di non essere parchi nei dettagli costruttivi. segnare bene le quote di entrambi, sia copriferro da calcolo che ricoprimento.

PS in Veneto chiamiamo baccalà lo stoccafisso e viceversa, quindi non mi stupirei dello scambio della terminologia edile che cambia da paesino a paesino
 
Buona parte dell'approssimazione credo abbia origine anche nell'utilizzo delle vecchie tabelle di progettazione delle sezioni alle T.A. (quelle con i coeff. r, t, ...). In quelle tabelle si parametrizzava anche la distanza dei baricentri dal lembo esterno, il rapporto con d, ecc... assumendo per semplicità la barra puntiforme.
Poi il mondo è andato avanti e abbiamo cominciato a non avere bisogno di approssimazioni, siamo diventati un po' più attenti alla durabilità, gli strumenti si sono evoluti...
Come diceva paolo, sempre meglio comunque riportare uno schema esemplificativo (è stata una delle prime cose che cominciai a mettere sulle mie tavole)
 
Buona parte dell'approssimazione credo abbia origine anche nell'utilizzo delle vecchie tabelle di progettazione delle sezioni alle T.A. (quelle con i coeff. r, t, ...). In quelle tabelle si parametrizzava anche la distanza dei baricentri dal lembo esterno, il rapporto con d, ecc... assumendo per semplicità la barra puntiforme.
Poi il mondo è andato avanti e abbiamo cominciato a non avere bisogno di approssimazioni, siamo diventati un po' più attenti alla durabilità, gli strumenti si sono evoluti...
Come diceva paolo, sempre meglio comunque riportare uno schema esemplificativo (è stata una delle prime cose che cominciai a mettere sulle mie tavole)
le tabelle r&t credo fossero 20anni che non le sentiva. ho fatto in tempo ad usarle pure io per qualche microlavoretto da minorenne (poi supervisionato dal geometrone dove lavoravo/andavo a passare i pomeriggi)
 
Riporto su questo tread perché mi sono posto il problema del calcolo esatto del copriferro.
L'Eurocodice da come definizione, come giustamente riportato da pasquale , la distanza dal lembo esterno della staffa. Le Ntc invece non specificano di preciso cosa si intenda per copriferro.
Mi pongo però ora un problama.
Esempio, struttura con vita nominale 50 anni, classe S4 per Eurocodice, ambiente ordinario XC1 e classe di cls C25/30.
Da Eurocodice dovrebbe avere come valore per travi e pilastri di 15+10 (tolleranza) quindi 25 dal lembo esterno della staffa
Per le NTC invece risulta pari a 25+10 (tolleranza) ma non viene specificato da dove andrebbe presa tale misura. Se le NTC seguono la definizione l'Eurocodice si avrebbe 35 dalla staffa, quindi più cautelativa rispetto all'Eurocodice, se lo si considera invece dal lembo esterno dell'armatura longitudinale sarebbe più o meno lo stesso valore dell'Eurocodice, ma dipenderebbe dal diametro della staffa, se è dal baricentro dell'armatura longitudinale invece avremmo un terzo valore inferiore a quello dell'Eurocodice.
Come diamine ci si dovrebbe comportare secondo voi????
applicare il valore di 35 da NTC ma appliccarlo a cosa?
 
usa l'EC2 e la circolare usala per la gamba del tavolino che balla
1716316844421.png
 
Riporto su questo tread perché mi sono posto il problema del calcolo esatto del copriferro.
L'Eurocodice da come definizione, come giustamente riportato da pasquale , la distanza dal lembo esterno della staffa. Le Ntc invece non specificano di preciso cosa si intenda per copriferro.
Mi pongo però ora un problama.
Esempio, struttura con vita nominale 50 anni, classe S4 per Eurocodice, ambiente ordinario XC1 e classe di cls C25/30.
Da Eurocodice dovrebbe avere come valore per travi e pilastri di 15+10 (tolleranza) quindi 25 dal lembo esterno della staffa
Per le NTC invece risulta pari a 25+10 (tolleranza) ma non viene specificato da dove andrebbe presa tale misura. Se le NTC seguono la definizione l'Eurocodice si avrebbe 35 dalla staffa, quindi più cautelativa rispetto all'Eurocodice, se lo si considera invece dal lembo esterno dell'armatura longitudinale sarebbe più o meno lo stesso valore dell'Eurocodice, ma dipenderebbe dal diametro della staffa, se è dal baricentro dell'armatura longitudinale invece avremmo un terzo valore inferiore a quello dell'Eurocodice.
Come diamine ci si dovrebbe comportare secondo voi????
applicare il valore di 35 da NTC ma appliccarlo a cosa?
Buonasera
Per la natura intrinseca del problema (ossia la durabilità) il copriferro è la distanza estremità del ferro più esterno e faccia del calcestruzzo
 
Buonasera
Per la natura intrinseca del problema (ossia la durabilità) il copriferro è la distanza estremità del ferro più esterno e faccia del calcestruzzo
quindi le NT&C sono più restrittive degli Eurocodici ed impongono nel caso esposto un copriferro di 35mm da bordo staffa?
 
Indietro
Top