Costruire 2 serbatoi al Metendere Mission Hospital - Zambia

Betoniera

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Come non presentare uno dei lavori più gratificanti ed entusiasmanti che ho fatto:
La costruzione di 2 serbatoi per il Metendere Mission Hospital a Chirundu, in Zambia.
La Missione è formata da un ospedale per 150 posti, da scuole e da un orfanatrofio ed è gestita dalla Diocesi di Milano.
Non è tanto la costruzione in sè che mi ha entusiasmato, quanto il luogo dove andavano installati.
Abbiamo costruito i serbatoi in Italia ed li abbiamo spediti via mare in un container.
E' venuto, poi, il momento di fornire qualche consulenza strutturale e, così, ho avuto la fortuna di andare una settimana in Zambia.
Esperienza bellissima, sia per il luogo, sia per gli aspetti umani.
Ho conosciuto i missionari laici che gestiscono l'ospedale: persone eccezionali che hanno dedicato la loro esistenza all'Africa.
Quando vedi i bambini dell'orfanatrofio non puoi non pensare al loro futuro incerto, quando, una volta cresciuti, dovranno lasciare l'orfanatrofio.
Questi sono i 2 serbatoi
Serbatoi Africa.jpg

Questo è il Metendere Mission Hospital fuori e dentro
Metendere Mission Hospital.jpg

Questo è un reparto e alcuni bambini dell'orfanatrofio
Interno Hospital.jpg

Penso sia una bella esperienza da condividere.
Ciao
 
Ciao betoniera, grazie per aver condiviso un altro dei tuoi interessanti progetti!! Spero un giorno di poter seguire anche io progetti così gratificanti dal punto di vista professionale ma sopratutto umano.
Una domanda: in progetti internazionali come questo come si fa con le norme, codici di calcolo eccetera?
 
Una domanda: in progetti internazionali come questo come si fa con le norme, codici di calcolo eccetera?

Ciao Mattymec
E' una domanda che mi ha fatto un pò sorridere.
In genere le costruzioni in Zambia, nell'intorno della Missione, sono così:
IMG_013711.JPG
Ora ti immagini per queste costruzioni chiedere la concessione edilizia, la classe energetica, la denuncia dei c.a., l'agibilità ?.
Il discorso sulla Missione è diverso perchè c'è un accordo tra Diocesi di Milano e governo Zambese.
In pratica un certo territorio è stato dato alla Diocesi per la costruzione della Missione.
All'interno di questo territorio, penso che la Direzione della Missione decida dove e come costruire.
E' straordinario come riescano ad arrangiarsi e costruire coi pochi mezzi che hanno a disposizione.
A questo proposito ho visto la costruzione di un fabbricato costruito da muratori neri.
Sono interessati e geniali le travature reticolari fatte con tondo del 12 piegato a zig-zag e saldato per formare una travatura reticolare con tirante.
Ebbene, son questo sistema, hanno costruito l'intera Missione, in pratica utilizzando bolognini e tondo del 12.
Io la trovo una cosa sorprendente (non si capisce neanche bene come stia in piedi, eppure funziona e costa molto poco).

IMG_0063.JPG
 
Una domanda: in progetti internazionali come questo come si fa con le norme, codici di calcolo eccetera?

Ciao Mattymec
E' una domanda che mi ha fatto un pò sorridere.
In genere le costruzioni in Zambia, nell'intorno della Missione, sono così:
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Ora ti immagini per queste costruzioni chiedere la concessione edilizia, la classe energetica, la denuncia dei c.a., l'agibilità ?.
Il discorso sulla Missione è diverso perchè c'è un accordo tra Diocesi di Milano e governo Zambese.
In pratica un certo territorio è stato dato alla Diocesi per la costruzione della Missione.
All'interno di questo territorio, penso che la Direzione della Missione decida dove e come costruire.
E' straordinario come riescano ad arrangiarsi e costruire coi pochi mezzi che hanno a disposizione.
A questo proposito ho visto la costruzione di un fabbricato costruito da muratori neri.
Sono interessati e geniali le travature reticolari fatte con tondo del 12 piegato a zig-zag e saldato per formare una travatura reticolare con tirante.
Ebbene, son questo sistema, hanno costruito l'intera Missione, in pratica utilizzando bolognini e tondo del 12.
Io la trovo una cosa sorprendente (non si capisce neanche bene come stia in piedi, eppure funziona e costa molto poco).

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Pure a me a Cuba, per un albergo mi avevano proposto come variante una soluzione simile. Ho detto "ragazzi....bello ma è un Hilton a 5stelle, non credo la proprietà sia felice". E mi han portato a casa loro per mostrarmi le reticolari fatte di tondo da calcestruzzo saldato. Alla fine son reticolari e molto capannoni leggeri/stalle in Veneto degli anni 60erano così, solo con tondo liscio da carpenteria ma lo schema è lo stesso
 
Ciao betoniera, grazie per aver condiviso un altro dei tuoi interessanti progetti!! Spero un giorno di poter seguire anche io progetti così gratificanti dal punto di vista professionale ma sopratutto umano.
Una domanda: in progetti internazionali come questo come si fa con le norme, codici di calcolo eccetera?
Ti rispondo per quanto riguarda il discorso "normative e progetti esteri". Ho lavorato principalmente per committenza estera. In Africa in missioni simili credo sia tutto lasciato alla sensibilità del progettista/costruttore e sia tutto molto libero. Per quanto riguarda progetti in Europa, si possono usare gli eurocodici, con gli annessi nazionali per ogni stato (dei documenti dove son contenuti certi valori di certe tabelle che ogni stato compila un po' diversamente, tipo la velocità del vento o qianta neve cade in una zona all'anno....ma i concetti rimangono). Ogni nazione però ha le sue norme (in Italia si potrebbero usare gli eurocodici, ma noi abbiamo le sacre e mitologiche NTC...e così pure in Francia Germania e Svizzera ecc). E questo in territorio europeo. In territorio americano si usano le ACI e le ASTHOO che sono le loro norme. Per quanto riguarda l'Asia, il Qatar, l'india per certi versi, il Vietnam, ecc. Non hanno un loro corpus normativo e spesso semplicemente dicono "per questo appalto si usano le norme americane/europee/inglesi ecc"

Quando va bene. Quando va male inizia il mescolotto. Si usano gli eurocodici, ma per la geotecnica si usano le norme ungheresi, mentre per i valori del vento, neve e onde sui pali offshore si usano le norme locali. Il tutto ovviamente non dialoga manco per sbaglio...e quindi ci si arrangia.


Si tratta però di codici di verifica. Che cambiano continuamente. Quello che conta è conoscere scienza e tecnica delle costruzioni, poi se usare il coefficiente aplha o un moltiplicatore gamma...quello viene dopo e leggo la pagina della normativa che devo usare per quel progetto.


Questo vale per il calcolo strutturale. Per quanto riguarda l'ottenimento di permessi, concessioni edilizie (o similari) e tutti gli iter amministrativi burocratici, fortunatamente non ho mai dovuto occuparmene e quindi non so dire nulla
 
Grazie a entrambi per le spiegazioni.
Quelle travi in tondo confermo che le ho viste anche qui attorno alle mie zone per tenere su tetti di fienili e altre piccole costruzioni rurali. Ovviamente mai calcolate e fatte praticamente a mano!!!
 
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