Discrepanza licenza edilizia

Engineer1

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Salve a tutti,
gradirei un vostro parere su un caso (soggetti di fantasia).
Si è da poco acquistata una casa di famiglia ed effettuato lavori di ristrutturazione.
La vecchia licenza edilizia, recuperata tramite un lontano parente non si sa come e a quanto pare non presente in comune, riportava il numero di vani pari a 4 ma in realtà i vani presenti da una cinquantina d'anni e da quando si ha memoria sono sempre stati 5. Tant'è che vi è un progetto (poi mai realizzato) del piano superiore dell'abitazione che mostra lo stato attuale (a 50 anni fa circa) comprendente quel vano in più.
Il tecnico professionista incaricato della ristrutturazione invece, ha a quanto pare "modificato digitalmente" questo numero da 4 a 5. Forse per evitare complicanze e ritardi nella pratica? Fatto sta che vi è questa discrepanza tra la licenza originale e la licenza "toccata" presentata all ufficio per l'inizio lavori.

Si doveva accedere al superbonus 110% per effettuare ulteriori lavori di ristrutturazione ma il tecnico ha temporeggiato per circa due anni prima dirottando tutto sul bonus facciate (quando ancora non era prevista alcuna asseverazione sulla conformità) e successivamente dicendo che non era possibile accedere ad alcun bonus.

Come bisogna comportarsi?
Cosa si rischia in tutto questo? è possibile che la responsabilità di un operazione tecnica come questa possa ricadere sul cliente? se si, com'è possibile che un'ipotetica casalinga in pensione rivolgendosi a professionisti proprio per la mancanza di competenze nel campo debba poi tenersi la responsabilità dei medesimi procedimenti tecnici ?
 
Per poter accedere al superbonus e per poter richiedere il Permesso di Costruire occorre accertare al conformità del fabbricato.
La porzione di fabbricato non conforme ai progetti depositati in Comune è da considerarsi abusiva e va sanata (se possibile) prima di rilasciare un novo Permesso di Costruire.
Le regolarità urbanistica non si accerta tramite un numero (4 o 5), ma tramite i progetti depositati in Comune.
Se questi progetto mancano e, all'epoca della costruzione, avrebbero dovuto essere presentati, allora i lavori sono stati fatti in assenza dei premessi necessari, quindi sono abusivi.
Senza Conformità Urbanistica, oggi, non si possono neppure fare gli atti di vendita.
Per questo motivo la richiedono anche i notai. questo perchè gli atti che hanno per oggetto fabbricati abusivi sono nulli.
Quindi, nel tuo caso, la prima cosa da fare è ripristinare la regolarità urbanistica dell'immobile.
Ciao.
 
Oltre al numero passato da 4 a 5 vi è anche la corrispondendo aggiunta nella planimetria. In comune adesso risulta il fabbricato come perfettamente in regola dal punto urbanistico e catastale.
Però non è conforme alla prima licenza edilizia che si è recuperata non so come (credo da archivi privati, in comune pare non esservi traccia).
Detto questo la mia domanda era, di chi risulta la responsabilità di tutto ciò? Se davvero il professionista sbaglia “falsificando” una licenza, chi paga le conseguenze ?
 
Oltre al numero passato da 4 a 5 vi è anche la corrispondendo aggiunta nella planimetria. In comune adesso risulta il fabbricato come perfettamente in regola dal punto urbanistico e catastale.
Però non è conforme alla prima licenza edilizia che si è recuperata non so come (credo da archivi privati, in comune pare non esservi traccia).
Detto questo la mia domanda era, di chi risulta la responsabilità di tutto ciò? Se davvero il professionista sbaglia “falsificando” una licenza, chi paga le conseguenze ?

La regolarità edilizia-urbanistica è data dal susseguirsi dei titoli edilizi e la loro conformità.
Se sulla base di questi documenti (E in loro assenza quelli catastali) l'unità/immobile è conforme come dici tu, non ci sono problemi.

Elaborati presenti solo a livello "privato" hanno poca valenza a meno che non riportino il timbro comunale, o in caso limite qualora presso gli archivi comunali sia stata "persa" la pratica originaria ( o le pratiche).

Come hanno risposto sopra, non si parla di vani (è una dizione più d'uso catastale che incide sulla relativa rendita), ma proprio di misure, volume, superficie e altri parametri edilizi - urbanistici.
 
il punto è il seguente.
i proprietari dell immobile possiedono una licenza edilizia datata 1954 in copia con i vicini di casa (è una bifamiliare).
Questa licenza non presenta alcuna planimetria ma solamente il numero di vani autorizzati (4 per la casa in oggetto e 5 per i vicini)
Di questa licenza non vi è traccia in comune. Il tecnico ha modificato questa al computer (cambiando il numero da 4 a 5) per poi inserirla in comune prima di iniziare un procedimento di manutenzione straordinaria.
Ora in comune risulta questa licenza "modificata".

Il problema è che il tecnico ha detto di questa modifica circa un anno e mezzo dopo l'inizio dei lavori. Non vuole rilasciare la dichiarazione di fine lavori e il certificato di agibiltà. Non risponde al telefono e tergiversa in presenza.

Pare che lui abbia fatto qualcosa di illegale per semplificarsi la vita in prima battuta giocando con la scusa del "eh tanto in comune non c'è traccia dell'originale".

La paura è che un domani la licenza originale ancora in possesso dei vicini e di chissà chi altro venga confrontata con quella della casa in oggetto per qualsiasi motivo, magari un ampliamento o la costruzione di varia piani sopra entrambe. Ma sopratutto non è corretto mettere una famiglia in una posizione del genere.

Il tecnico va denunciato? che tipo di responsabilità spetta al proprietario dell'immobile nel caso di questo "falso"? come si dovrebbe muovere il proprietario?
 
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