Immobile abusivo da demolire

IngEdile

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Buongiorno, scrivo qui ma non sono sicuro sia la sezione del forum più corretta.
Supponendo di avere un immobile abusivo in zona agricola, "sgamato" in seguito ad un rilievo aereo e accatastato in automatico come C/2, dichiarato in seguito come "unità collabente" ma mai declassato a F/2, come bisogna comportarsi se si vuole demolire spontaneamente e ricostruire? E' necessario affrontare la prassi della sanatoria urbanistica e strutturale (con annessa denuncia penale ecc.) oppure si segue una prassi diversa?
 
Buongiorno, scrivo qui ma non sono sicuro sia la sezione del forum più corretta.
Supponendo di avere un immobile abusivo in zona agricola, "sgamato" in seguito ad un rilievo aereo e accatastato in automatico come C/2, dichiarato in seguito come "unità collabente" ma mai declassato a F/2, come bisogna comportarsi se si vuole demolire spontaneamente e ricostruire? E' necessario affrontare la prassi della sanatoria urbanistica e strutturale (con annessa denuncia penale ecc.) oppure si segue una prassi diversa?
La demolizione cancella il reato di abuso. Quindi comunicare di voler demolire con una Cila ,aggiornare il catasto e poi predisporre un nuovo progetto rispettando le norme per quel terreno.
 
La demolizione cancella il reato di abuso. Quindi comunicare di voler demolire con una Cila ,aggiornare il catasto e poi predisporre un nuovo progetto rispettando le norme per quel terreno.
La CILA è necessaria anche se urbanisticamente è inesistente?
 
Il caso del consiglio di stato parla di ricorsi al Tar intercorsi e non semplicemente una risposta positiva ad un ordine di demolizione. Nessun appunto a me sollevato ad una Cila fatta in ottemperanza ad una richiesta di demolizione. Non generalizziamo tutto.
 
Il caso del consiglio di stato parla di ricorsi al Tar intercorsi e non semplicemente una risposta positiva ad un ordine di demolizione. Nessun appunto a me sollevato ad una Cila fatta in ottemperanza ad una richiesta di demolizione. Non generalizziamo tutto.
 
Il caso del consiglio di stato parla di ricorsi al Tar intercorsi e non semplicemente una risposta positiva ad un ordine di demolizione. Nessun appunto a me sollevato ad una Cila fatta in ottemperanza ad una richiesta di demolizione. Non generalizziamo tutto.
Se fa comodo così....
 
Se fa comodo così....
Non è una questione di comodo. Esempio. Ho diretto abusivamente lavori di variante presentati ma non approvati per un cantiere sisma 90. La commissione raggiungeva il numero legale una volta all'anno con assenze programmate di uno o l'altro componente per lucrare sui gettoni di presenza. Fatto il lavoro ho autodenunciato il tutto,perfettamente in regola con le norme urbanistiche. Hanno sollevato il reato di abuso edilizio CON Revoca DEI CONTRIBUTI PUBBLICI. Fatto bene? Secondo la tua logica si,ma il Tar adito ha dato ragione a me. LA REVOCA DEI BENEFICI E LA DEMOLIZIONE È POSSIBILE SOLO SE I LAVORI NON SONO SANABILI E VISTO CHE LO ERANO (ART 13 ) HO OTTENUTO IL REINTEGRO FINANZIAMENTO E CONCESSIONE. MORALE. NON SEMPRE L'OPERATO DELLA P.A. È ORO COLATO,SPESSO È GESTITO DA DELINQUENTI ORGANIZZATI. Se avessi pagato qualche mazzettina vuoi vedere che la variante in opera veniva approvata in tempi normali? Ne potrei raccontare di ogni,lasciamo stare... Per i colleghi. Quella sentenza ha fatto scuola, perché ha sancito che la sanatoria ex art. 13 È DA CONSIDERARE (testo giudici) COME UNA CONCESSIONE DIFFERITA E LA P.A. NON POTEVA ORDINARE ALCUNA DEMOLIZIONE SENZA L'ACCERTAMENTO DELLA Assoluta INSANABILITÀ DELLE OPERE. Hanno smesso di perdere tempo apposta per ricattare il prossimo,si riunivano ogni mese perché sarebbero stati subissati di azioni di forza come la mia. I cantieri fermi per banali varianti un anno e passa scomparirono. E qualche furbetto venne sostituito. Non per nulla DOPO si sono inventati la Cila,la SCIA e compagnia cantando. Credo di aver dato un grosso contributo. Andai fino a Roma,sede protezione civile,a fare casino.
 
E questo cosa c'entra con la CILA utilizzata per la demolizione?!? Secondo la "mia" logica? Guarda che sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu!​
 
E questo cosa c'entra con la CILA utilizzata per la demolizione?!? Secondo la "mia" logica? Guarda che sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu!​
Che basta comunicare di aver provveduto,sta al Comune accertare se è vero o no. Semplice
 
Non lo leggo da nessuna parte
 
Non lo leggo da nessuna parte
Non puoi, ci sono solo singoli casi. In quello per cui si è pronunciato il Consiglio di Stato ci sono stati 2 gradi di giudizio pregressi (Tar e C.G.A. ) in cui sostanzialmente c'è stato un rifiuto dell'Ordinanza senza presentare (evidentemente) un progetto di sanatoria. In tal caso il Comune DEVE istruire la pratica e negare la sanatoria (motivando ovviamente) PRIMA di procedere all'acquisizione al patrimonio pubblico. Tutto rimane sospeso nelle more. Se era palese che una sanatoria era improponibile hanno perso tempo e soldi e hanno consentito l'emanazione dell'Ordinanza di acquisizione. Questa per altro deve essere giustificata dall'essere vantaggiosa per il Comune, che deve anche dire per quale uso pubblico avviene l'acquisizione, ovvero deve tornare utile alla collettività. Se non lo dimostra e lo fa un bravo avvocato chiede ed ottiene la revoca dell'acquisizione (perché il Comune non ci guadagna nulla, essendo tenuto comunque alla manutenzione, diventa un esproprio senza pubblica utilità) e si torna al punto di partenza. La Cila respinta dal Consiglio di Stato nella sentenza pubblicata riguarda un immobile che a quella data apparteneva al Comune, ovvio che il privato non poteva presentare una Cila per demolire dopo anni, non aveva più titolo per farlo. Nel caso proposto dal collega si spera che la proprietà sia ancora intonsa, per cui può ottemperare all'Ordinanza obbedendo o presentare una sanatoria se possibile. La forma da usare per ottemperare è poco importante, mi è capitato di farlo con una semplice comunicazione di 4 righe e ha funzionato. Che chieda come la vogliono, conta la sostanza.
 
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