Intervento locale apertura porta e/o finestra in sanatoria

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Salve,
Mi si chiede la possibilità di procedere con la sanatoria di una finestra e di una porta interna su muro portante realizzate circa 30 anni fa ma senza autorizzazione.

L'intervento dovrebbe ricadere tra gli "interventi locali " ma ho alcuni dubbi :
- è fattibile procedere "a sanatoria" ?

- in quanto sanatoria, pur essendo intervento locale, va nominato collaudatore ?

- per verificare le modalità con le quali hanno realizzato a suo tempo gli interventi dovrò comunque far stonacare la parete al fine di appurare se hanno realizzato una piattabanda in c.a. oppure metallica...se fosse in c.a. come procedo per appurarne l'armatura ? Pacometro oppure ipotizzo una armatura minima ?

- laddove la rigidezza post opera fosse maggiore di + - 15 % bisognerà adeguare l'intervento inserendo anche una cerchiatura ( al momento immagino vi sia solo l'architrave ma senza cerchiatura)

Grazie e buon lavoro
 
Per interventi su edifici in muratura ante 2005 (classificazione sismica) in Toscana richiedono il Certificato idoneità statica in luogo del deposito in sanatoria
 
Capisco, quindi mi sembra di intendere che per questa tipologia di pratiche, regione che vai usanza che trovi.
Avete qualche altra esperienza in altre regioni ? grazie e buon lavoro
 
Capisco, quindi mi sembra di intendere che per questa tipologia di pratiche, regione che vai usanza che trovi.
Avete qualche altra esperienza in altre regioni ? grazie e buon lavoro
Non direi regione che vai, a volte ti trovi anche da comune a comune appratenti alla stessa regione una pratica diversa da effettuare. Nel caso capitano queste cose meglio cercare sul sito del comune e se non c'è nulla inviare una mail all'ufficio tecnico, ti diranno loro poi come meglio procedere. Ad esempio per un piccolo comune della provincia di Milano che al momento mi sfugge il nome, mi hanno fatto depositare una pratica sismica sul loro sito, e nella descrizione dovevo riportare pratica per sanatoria. Oltre a quello si doveva allegare il certificato di idoneità statica, materiale fotografico, rilievi e tutto ciò che si possedeva. Con il deposito si è conclusa la pratica, anche se nel portale online non c'era la possibilità di chiuderla in autonomo perchè ovviamente la RSU e il collaudo non c'è per le pratiche in sanatoria. Se ne sono occupati quelli del comune a far risultare la pratica chiusa.
In alternativa altri comuni chiedono una CILA in sanatoria con una dichiarazione redatta da uno strutturista.
Spero di averti schiarito le idee, Buon lavoro
 
Sotto l'aspetto prettamente urbanistico (e quindi di competenza degli uffici tecnici comunali) ritengo che la fattispecie in esame sia risolvibile mediante la presentazione di un pdc a sanatoria con la verifica del requisito della doppia conformità ai sensi dell'art. 36 del testo unico per l'edilizia. Il problema che pongo è l'altro aspetto, ovvero quello di competenza dell'ex G.C., per la parte prettamente strutturale. Se non fosse "in sanatoria", si tratterebbe di un intervento locale, di cui bene o male si è inteso la prassi ( deposito relazione, calcoli, dichiarazione di regolare esecuzione del d.l.); il quesito nasce essendo un intervento da sanare, quindi ipotizzo debba essere nominato un collaudatore ( da una terna) anche se si tratta di intervento locale. Forse mi sbaglio, o forse varia da regione a regione.
Non credo che gli uffici tecnici comunali saprebbero dare maggiori informazioni, andrebbe contattato direttamente il GC.
 
Salve, scusate se riprendo l'argomento.
Al netto dell'iter burocratico, che come avevamo visto in passato muta da regione a regione, vorrei chiedere, gentilmente, alcuni consigli per la sanatoria (a) di una piccola finestra su muratura portante esterna e (b) di un vano porta in un muro portante interno.

Per quanto attiene sia alla finestra che al vano porta interna, dovendo "verificare" a posteriori quanto realizzato (solo architrave oppure cerchiatura, acciaio o cls, etc.), credo sia necessario procedere con delle piccole indagini in sito con eliminazione dell'intonaco al fine di appurare in realtà gli elementi, le dimensioni e le caratteristiche. Mi sbaglio ?
Fatto ciò, una volta assodato cosa fecero a suo tempo, dovendo verificare come "intervento locale" sia la finestra sia il vano porta del muro interno, mi sembra di capire che se la variazione di rigidezza è inferiore a 15 non vi è obbligo di effettuare ulteriori lavori ? (quindi se esiste solo l'architrave, e la variazione di rigidezza è inferiore a 15, non c'è bisogno di fare una cerchiatura).

Inoltre, per quanto riguarda la finestra, posta sul muro perimetrale esterno, ho un ulteriore dubbio.
La parete originaria, fino agli anni '80, si componeva di due aperture. ( che chiamerò "situazione originale 1").
Poi hanno, con titolo edilizio, allargato una di queste due aperture. ( che chiamerò prima situazione originale 2").
Infine, adesso, devo sanare una finestra non autorizzata. (che chiamerò situazione attuale).

A vostro avviso la verifica di variazione di rigidezza dovrò farla tra la "situazione originale 1" e la "situazione attuale", oppure tra la "situazione originale 2" e la "situazione attuale" ?

Vi ringrazio e vi auguro Buon Lavoro
 
per gli interventi locali in ogni caso, con le modifiche di qualche anno fa al dpr 380/2001, il collaudo statico è sostituito da una "dichiarazione di regolare esecuzione" da parte del direttore dei lavori

per la variazione di rigidezza del 15% si; facendo un modello agli elementi finiti è facile rientrarci, ed inoltre l'edificio va guardato nel complesso per cui una nuova apertura può migliorare la situazione ad es. eliminando eccentricità
 
Ultima modifica:
Ma per quanto riguarda il calcolo, trattandosi di opere in sanatoria già eseguite, come devo conportarmi per capire effettivamente sotto l'intonaco cosa c'è ? Devo procedere a stonacare per capire se c'è solo un architrave e se è in acciaio o cls ? Dovrò appurare le dimensioni dell architrave ? Degli appoggi...
Inoltre presumo vi sia al 99% solo la piattabanda...senza cerchiatura...
Se rientra nel 15 % di variazione della rigidezza non vi è necessita di fare adeguamenti con la cerchiatura ?
 
Ma per quanto riguarda il calcolo, trattandosi di opere in sanatoria già eseguite, come devo conportarmi per capire effettivamente sotto l'intonaco cosa c'è ? Devo procedere a stonacare per capire se c'è solo un architrave e se è in acciaio o cls ? Dovrò appurare le dimensioni dell architrave ? Degli appoggi...
Inoltre presumo vi sia al 99% solo la piattabanda...senza cerchiatura...
Se rientra nel 15 % di variazione della rigidezza non vi è necessita di fare adeguamenti con la cerchiatura ?
Ciao,
io ne faccio parecchie di queste cose e da noi in Liguria paese che vai usanza che trovi ma ad ogni modo c'è una linea guida generale da seguire.
Detto questo a mio avviso è necessario fare dei saggi per capire cosa hanno fatto, senno come fai? altra soluzione puoi parlare con i proprietari per capire se hanno ricordi dei lavori che sono stati fatti all'epoca, tieni conto che se stati parlando di un intervento di circa 30 anni fa dubito fortemente che ci sia una cerchiatura ma chissà....
mi è capitato una caso analogo dove i propietari non avevano fatto niente e quindi ho dovuto installare una cerchiatura "postuma", a mio avviso una schifezza, ma era l'unico modo per uscirne.
Un' altra cosa, tutti parlano della tolleranza del 15% sulla rigidezza ma a mio avviso non è l'unico parametro da considerare, se non sbaglio sulla norma c'è scritto che la resistenza non deve diminuire e quindi non hai toleranze in merito, di conseguenza se apri una porta devi sempre ripristinare almeno la resistenza.
 
Grazie per i consigli, volendo ricapitolare quindi:

1) saggi per verificare la presenza o meno della cerchiatura o della sola architrave;

2) saggi per verificare la tipologia di architrave ( acciaio, cls, ...);

2bis) se si trattase di una piattabanda in cls immagino di doverla verificare supponendo un cls di resistenza minima e ferri di armatura minimi tipici dell'epoca. . . . o devo caratterizzare la resistenza del cls mediante prove ed appurare l'armatura mediante pacometro ?

3) nel calcolo di verifica, laddove non vi fosse la cerchiatura ma, come immagino, soltanto l'architrave, quando scatta la necessità di adeguare l'intervento mediante la posa in opera di cerchiatura ?

4) nel valutare la variazione di rigidezza e resistenza, come parametro di raffronto rispetto allo "stato attuale" prendo lo stato preesistente all'attuale o quello originario ? faccio questa distinzione perchè nel preesistente, rispetto all'originario, vi è la presenza di una ulteriore apertura che era stata autorizzata anni fa.
 
controlla anche le mazzette della nuova apertura; spesso sono rifatte, ad esempio in edifici di pietra rifacendo le mazzette con muratura di mattoni pieni e se ne può tener conto nel calcolo. Personalmente considero anche il fatto che le mazzette in corrispondenza degli appoggi della piattabanda sono soggette ad una compressione maggiore rispetto a prima, e questa maggiore compressione comporta un aumento della resistenza a taglio; quindi considero quelle due fasce verticali con le loro effettive caratteristiche

per i materiali della piattabanda per me basta considerare dei valori minimi, e verificare solo la quantità e diametri delle armature facendo qualche saggio, è facile che fino a 40 cm di spessore troverai 2 fi 16 superiori, 2 inferiori e staffe fi 8 o 6 ogni 20 25 cm
 
per precisare meglio il fatto dell'aumento di compressione e resistenza tau, in questo caso (apertura realizzata sotto il cordolo superiore) per quelle due zone che ho riquadrato in giallo considerai una maggiore resistenza a taglio dovuta al DeltaSigma causato dalla realizzazione dell'apertura (se fosse stata una piattabanda le zone corrispondono agli appoggi di questa)
 

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Grazie mille, tutto molto chiaro ed utile per quello che dovrà fare.

Perdonami ma mi restano comunque 2 ulteriori dubbi che forse non ho palesato bene prima.

1) dovendo sanare una finestra presente su una parete dove esistevano già altre 2 aperture, nel fare il raffronto tra "il prima" ed il "dopo", per verificare la rigidezza e la resistenza, quale "prima" devo prendere in considerazione ? mi spiego meglio: sulla parete originariamente esistevano 2 aperture; successivamente, con autorizzazione, una delle due aperture è stata "ampliata", ed infine, adesso, si deve sanare una terza apertura. Credo che il raffronto tra "prima" e "dopo" vada fatto, in termini di rigidezza/resistenza, prendendo a riferimento la situazione originaria iniziale, e non quella intermedia. Sbaglio ?

2) infine, non comprendo, quando scatta la necessità, per sanare, laddove vi sia la sola presenza della piattabanda, di porre in opera anche la cerchiatura. Quando si supera il limite del +- 15 % ? ?

Grazie infinte per la pazienza. Saluti
 
1) Se la terza apertura è stata fatta dopo la seconda intermedia regolarmente autorizzata credo che la cosa migliore sia il raffronto tra la situazione intermedia e quella attuale;

2) Allora la situazione è la seguente: dal momento che si ha un dubbio sulla necessarietà di un intervento strutturale devi verificare se un dato intervento può servire oppure no, anche perchè qualcuno te lo avrà chiesto, il comune? il committente? l'Architetto?.
Inizi a fare i tuoi conti e se la variazione di rigidezza risulta sopra al 15% DEVI sanare con una cerchiatura.

Detto questo come ti ho già scritto sopra a mio avviso la rigidezza non è l'unico parametro che devi verificare, perchè va dimostrato anche il fatto che non ci sia perdita di resistenza. Metto il dubbio perchè non ne sono sicuro al 100% ma solo al 90%, devi controllare un attimo la normativa o aspettare qualcuno che sia piu sicuro di me, io al momento non ho tempo di controllare.

In conclusione se è vero quello che dico la resistenza non può diminuire (neanche dell'1%) e quindi va da se che la cerchiatura purtroppo la devi installare!
 
Ai fini della valutazione della efficienza dell’intervento (confronto tra parametri ottenuti allo stato di fatto e quelli ottenuti allo stato di progetto), devono essere effettuati i seguenti controlli:​
  • Controllo sulla rigidezza: se la variazione di rigidezza del pannello murario tra lo stato di fatto (ultimo presente, si presume regolarmente autorizzato) e quello di progetto è inferiore o uguale al 15% l’intervento, sotto questo aspetto, può classificarsi come locale;​
  • Controllo sulla resistenza: se la resistenza del pannello murario nello stato di progetto è maggiore della resistenza dello stesso pannello nello stato di fatto l’intervento, sotto questo aspetto, può classificarsi come locale;​
  • Controllo sullo spostamento: se la capacità di spostamento del pannello murario nello stato di progetto è maggiore della capacità di spostamento rispetto allo stato di fatto l’intervento, sotto questo aspetto, può classificarsi come locale.​
Il non verificarsi di uno solo dei controlli suddetti comporta il calcolo e la verifica di una cerchiatura e, eventualmente, anche il rinforzo del setto murario interessato dall'intervento, in quanto la sola cerchiatura potrebbe non essere sufficiente a ripristinare il danno fatto in termini di rigidezza, resistenza e spostamento ultimo.

Viceversa, la verifica dei controlli suddetti comporta l'efficienza dell'intervento, ed in questo caso per l'apertura/allargamento vano porta o finestra basta il solo architrave, senza rinforzi del setto e posa in opera della cerchiatura.​
 
Ultima modifica:
Chiarissimi, grazie mille;
mi sembra, pertanto, abbastanza ovvio che, a spanne, un'apertura del vano nella muratura, gioco forza modificherà in negativo la resistenza del pannello murario e, pertanto, anche se la variazione di rigidezza dovesse rientrare nel +-15 %, la cerchiatura andrà fatta poiché all'epoca avranno realizzato sicuramente soltanto l'architrave.
 
Vi ringrazio, sapreste gentilmente indicarmi un buon testo che affronta il problema ?
Ho notato che molti manuali hanno anche i relativi software inclusi / fogli di calcolo . . . li ritenete "validi" o
nella vostra pratica professionale preferite affidarvi, per questa tipologia di calcolo / verifica, a software dedicati ?
Ho provato le demo della prosap "interventi locali" e di "cerchiature" dell'acca, mi è sembrato più completo quello della Prosap, perchè permetteva di utilizzare anche interventi migliorativi sui pannelli murari in alternativa alla cerchiatura.
Avete altri software / tesi da consigliarmi sul tema ?

grazie e buon lavoro
 
Per quanto mi riguarda la bibbia su questo argomento è la seguente: "Apertura vani in pareti portanti in zona sismica. Con software" di Ciavattini io uso sempre il software allegato, che poi è un foglio di calcolo
 
Vi ringrazio, sapreste gentilmente indicarmi un buon testo che affronta il problema ?
Ho notato che molti manuali hanno anche i relativi software inclusi / fogli di calcolo . . . li ritenete "validi" o
nella vostra pratica professionale preferite affidarvi, per questa tipologia di calcolo / verifica, a software dedicati ?
Ho provato le demo della prosap "interventi locali" e di "cerchiature" dell'acca, mi è sembrato più completo quello della Prosap, perchè permetteva di utilizzare anche interventi migliorativi sui pannelli murari in alternativa alla cerchiatura.
Avete altri software / tesi da consigliarmi sul tema ?

grazie e buon lavoro
Testi consigliati:

1) Claudio Ciavattini - "Apertura vani in pareti portanti in zona sismica"
2) Francesco Pugi - "Aperture e cerchiature in murature portanti"

Personalmente uso l'applicativo del Prosap, lo trovo molto versatile. Ho anche l'applicativo dell'Acca Software, ma mi soddisfa di meno, ed inoltre in rete è possibile reperire numerosi fogli di calcolo sulle cerchiature. Per quanto riguarda la relazione di accompagnamento, infine, ne ho una personale, che ogni tanto provvedo ad integrare e migliorare.​
 
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