Intervento locale o forzatura?

el ingeniero

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Ho una casa unifamiliare in muratura. Il tetto a due falde ha il colmo 60 cm più basso e le gronde 20 cm più alte. Di 20 aperture 10 sono difformi, alcune chiuse, altre spostate, porte finiestre diventate finestre e viceversa.... hanno messo in testa alla committenza che si può procedere tranquiullamente con intervento locale in sanatoria..... a mio avviso è una forzatura, anche volendo far tornare i conti con cerchiature varie mi sembra che l'edifico sia abbastanza diverso da quello originale. E poi è vero che abbassare una parete di colmo potrebbe essere positivo per il ribaltamento fuori piano, ma nella direzione opposta siamo sicuri che non si perda di resistenza al sisma? E che la risposta sismica non vari?
Sicuramente saranno capitate anche a voi situazioni simili.... il problema è che trattandosi di opere già realizzate l'unica strada a parte l'intervento locale vorrebbe dire l'adeguamento sismico in sanatoria...
 
Immagino che il fabbricato sia esistente e il tuo compito è quello di certificare l'idoneità statica della costruzione difforme dal progetto originario. Non c'è, quindi, un progetto strutturale in corso di realizzazione.
In questo caso la cerchiatura non c'entra nulla perchè la cerchiatura serve a non indebolire la struttura a seguito di un intervento di allargamento di una apertura.
L'unica via che vedo è quella di rieseguire il calcolo nella nuova configurazione e vedere se i conti tornano.
Non capisco cosa possa intendersi per "intervento locale in sanatoria", vuol dire che cerchio le nuove aperture e dico che il fabbricato è uguale a quello che non è stato realizzato?.
In ogni modo, se si tratta di un casa unifamiliare, non dovrebbero esserci problemi.
Ciao.
 
Betoniera forse non ho specificato bene la situazione. Si tratta di un edificio dove si intende procedere con il superbonus, pertanto a seguito di verifica sull'esistente sono risultate diffornità urbaistiche, a detta del collega sanabili, e difformità strutturali rispetto all'ultimo progetto presentato. Quindi non si tratta di certificato di idoneità statica, ma di sanatoria.
Hanno suggerito alla committenza l'intervento locale con cui si depositerbbe una sanatoria strutturale con interventi di cerchiatura per dimostrare come al solito che le pareti, nello stato di ultimo progetto approvato e nello stato attuale (intervenendo con le cerchiature), sono abbastanza simili effettuando le solite verifiche locali.
Sanando il tutto in questo modo poco dispendioso, successivamente la committenza presenterebbe la pratica di superbonus.
Se invece come temo io, per sanare le difformità strutturali, si dovrà presentare un progetto globale in sanatoria, a questo punto il fabbricato dovrà essere globalmente conforme alla normativa attuale e pertando andrebbe adeguato sisimicamente, e quindi oltre alla spesa ingente, il successivo superbonus riguarderebbe solo la parte ecobonus.
 
Per le opere difformi è obbligatoria l'applicazione dell'articolo 8.3 delle NTC18.
Ormai le Amministrazioni Comunali si sono uniformate e ne richiedono l'applicazione. E' effettivamente pesante la sua applicazione. Una volta poteva bastare una valutazione qualitativa mentre ora,l'articolo parla di procedimento quantitativo. Insomma c'è da mettersi a fare i conti come si deve.
Non c'è da inventarsi niente. E' tutto scritto lì.
In buona sostanza, se le verifiche strutturali tornano allora non c'è da fare NIENTE a livello di opere. Se invece la struttura non raggiunge il livello di sicurezza richiesto allora sarà necessario eseguire le opere di rinforzo per raggiungere tale livello (anche semplici opere locali).
 
Hai ragione però lo stesso articolo cita "Qualora le circostanze di cui ai punti precedenti riguardino porzioni limitate della costruzione, la valutazione della sicurezza potrà essere effettuata anche solo sugli elementi interessati e su quelli con essi interagenti, tenendo presente la loro funzione nel complesso strutturale, posto che le mutate condizioni locali non incidano sostanzialmente sul comportamento globale della struttura."
Proprio a questo passo si appellano tutti coloro che presentano sanatorie con intervento locale (anche nel senso di verifica locale e non globale) e posso dirti che ne ho viste tantissime presentate ed approvate in questo modo.
Occorre però capire quale sia il confine tra intervento locale (modifica di una sola apertura, di due, di tre ecc.) e globale.
So che è difficie dare una risposta però.
 
Oggi ho parlato con il Genio. Mi ha detto di procedere per esclusione: rientro in uno dei casi dell'adeguamento sismico (sopraelevazione o ampliamento o struttura pesantemente modificata)? Se non ci rientro posso procedere con un semplice progetto di miglioramento.... sono rimasto un pò perplesso, però effettivamente il ragionamento fila.
 
Mi sembra una ottima soluzione.
La cosa apparentemente strana è che devi valutare un miglioramento rispetto a un fabbricato progettato in passato ma non eseguito.
Però, in effetti, così dimostri che quanto realizzato è meglio di quanto progettato.
E questo è perfettamente in linea con la normativa.
Il ragionamento del genio Civile è condivisibile.
Devi quindi calcolare l'indice di vulnerabilità prima e dopo.
L'ho fatto una volta sola col programma Modest e una volta capito come funziona, non è difficile perchè lo fa in modo automatico (come altri programmi).
Ciao.
 
Purtroppo il nostro lavoro sta diventando sempre più simile a quello degli avvocati: io ho sempre fatto riferimento alla doppia conformità, quindi conforme alle norme strutturali dell'epoca dell'abuso e conforme alla norma attuale che per me vuol dire fabbricato nuovo, con tutti gli sconti previsti per gli edifici esistenti, ma comunque adeguamento (a parte le sanatorie su interventi locali in cui la doppia conformità è appunto...locale).
Sono sicuro che ponendo lo stesso quesito a più uffici la risposta sarebbe diversa.
Resta poi il dilemma se la doppia conformità possa contemplare opere di adeguamento.... sono molte le sentenze che interpretano il tutto in modo molto restrittivo non permettendo la sanatoria "con interventi".
Comunque almeno in Abruzzo è consentito "intervenire".
Ritornando al quesito iniziale sicuramente il miglioramento sarebbe la strada più sensata contro l'adeguamento che potrebbe sembrare troppo punitivo....
 
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