Intervento su struttura portante

Anto94

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Salve, mi serve un consiglio su un intervento. Devo consolidare una palazzina di due piani fuori terra in muratura squadrata al piano terra e in blocchi al primo piano con solai in c.a. sia al piano intermedio che quello di copertura. Le murature del piano terra, pure se in pietra squadrata sono in ottime condizioni, lo stesso i solai che sono praticamente strutturalmente perfetti, ottimo il cemento, nessun segno di sfondellamento o armatura in vista pur avendo quasi 50 anni ormai. Il problema è che pur essendo i materiali costruttivi ottimi, in cantiere per motivo che possiamo immaginare si sono commessi degli errori che hanno delle ripeccussioni di non poco conto. Il piano terra ha murature da 50 cm; quelle del piano superiore da 30; fatto sta che il solaio intermedio in c.a. è stato poggiato sui 20 cm interni della muratura del pian terreno e i restanti 30 sono stati utilizzati per continuare la muratura in blocchi di cemento per il primo piano. Ovviamente questo in caso di sisma causerebbe il ribaltamento del mur superiore che verrebbe spinto dal solaio rigito verso l'esterno facendomi collassare la struttura. Ho pensato di inserire una fascia in acciaio all'esterno e bullonarla al cordolo de solaio ma questo potrei farlo sostituendo prima i blocchi aderenti al cordolo del solaio con mattoni pieni ma comunque creerebbe un'istabilità in caso di sisma. Cioè potrei anche aggiungere per sicurezza dei capochiave ma comunque non saprei come reagirebbe la struttura in blocchi di cemento allo sforzo laterale del solaio. Un amico mi ha consigliato di lasciar perdere e non far alcun intervento. Voi invece avete idee?
 
Buonasera,

chiedo alcune delucidazioni:

- In merito ai solai: cosa intende con "solai in c.a." visto che parla di sfondellamento? Intende in latero-cemento? Casa di 50 anni fa, i solai sono in latero-cemento tipo Fert o SAP ove il laterizio ha espressamente funzione portante? E' presente una caldana? Se sì, di che materiale?
- Perché dice che il muro sopra si ribalta? Che analisi ha fatto?
 
Si tratta di un solaio tralicciato con classica caldana in calcestruzzo e rete elettrosaldata di ottima fattura il tutto, praticamente sembrano fatti ieri e vi assicuro trovarli così dalle mie parti è raro. In realtà il ribaltamento in atto ci sta già... dopo il sisma del 2016 si è manifestato per qualche millimetro ma i proprietari non ci avevano mai fatto caso, quindi so per certo che in caso di sisma il solaio spinge il muro verso l'esterno. Avevo pensato anche di irrigidire il piano inferiore in modo da provocare una minore oscillazione. Non posso usare le fibre perchè richiederebbero altre accortenze che non posso permettermi. Avevo anche pensato di accostare due travi in acciaio da 300 in aderenza al solaio bullonandole a questo e poi rifare il muro superiore in poroton portanti da 50 in modo da poggiare il muro del primo piano anche sul cordolo del solaio. Vado coi piedi di piombo perchè ci sono problemi di legittimità ma a casa è abitata da una persona anziana e qualcosa a coscienza devo pur fare...
 
Abbia pazienza ma fatico a mettere le sue informazioni assieme.


Il fatto che in un edificio del 60/70, in muratura, i solai inferiori siano posti, mediante cordoli, su porzioni interne di pareti perimetrali lasciando il paramento esterno continuo, con lo spessore che si rastrema in quota è qualcosa di comune, vista l'età della costruzione. Non capisco la storia della DLL. Come fa a realizzare oggi, ad esempio, un nuovo solaio in latero-cemento in un edificio esistente in muratura se non con un cordolo affiancato e magari con qualche incasso?

Comunque, mettendo le cose in ordine:

- ci sono delle fessure in muro formatesi a seguito di un terremoto, giudicate gravi. Devono essere sarcite;
- il solaio "inferiore" è giudicato non ben ammorsato al paramento murario;
- il solaio "superiore" pare ben ammorsato (cordolo di testa?)


Assumiamo per semplicità che i solai siano schematizzabili come infinitamente rigidi nel loro piano. Assumiamo non vi siano forme intrecciate e che tutto sia meravigliosamente regolare, da manuale. Il problema che le si forma, immaginando che le masse degli elementi verticali siano riportate agli orizzontamenti inferiore e superiore, è che una pseudo-forza inerziale si attiva in testa al suo muro (immaginando il piede fermo). Se il muro è cordolato in testa, ben ammorsato e tutto, forse non le si verificherà un dato meccanismo (ci son da fare dei conti). Ma anche se il cinematismo non si innesca non è detto che il muro non fallisca le verifiche ad esempio per pressoflessione fuori piano, taglio fuori piano o persino per carichi statici.

In sintesi:
1- Il muro soddisfa le verifiche statiche?
2- Il muro soddisfa le verifiche sismiche? Se no, quanto vale zeta,e? Quanto vale il tempo di ritorno e la relativa probabilità di superamento, noto il periodo di riferimento, per il soddisfacimento minimo della verifica?
3- Prendendo un dato, probabile, cinematismo. Esso è impedito?
4- I dettagli strutturali. Posso verificare qualsiasi cosa da normativa ma se poi trascuro i dettagli è inutile.

Se poi il suo desiderio è meramente sarcire la lesione e ammorsare il solaio inferiore, ammettendo che possa svuotare il pacchetto architettonico in prossimità del muro,potrebbe:

- creare degli scassi nella parete a passo multiplo dell'interasse dei travetti del solaio e costruire e gettare dei dadi in breccia al laterizio, armati con qualcosa di paragonabile ai filanti dei travetti;
- rimuovere per quanto possibile la caldana in prossimità del muro, sovrapporre ai ferri con la quale è armata dei tondi (tipo phi8/20", phi10/40") e inghisarli attraverso il muro, a bilancia intera passante, con risvolti alternati verso l'alto e in basso sul paramento esterno, tutto raccordato da una rete e.s. in facciata, rinzaffata con malta adeguata, che abbraccia il solaio per ~1m. Costruisce così una fascia di intonaco armato come fosse un capochiave rettangolare continuo;
- come ha detto, dei capochiave a balestra, opportunamente collegati al solaio.

Qualunque cosa usi eviti materiali che non si sposano bene con l'esistente.

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Guarda ti rispondo direttamente con la foto che ho appena fatto dello spostamento del portante...
Quindi capirai che devo intervenire con estrema delicatezza vista la complessità dell'intervento e la testardagine del proprietario. Si cercavo proprio la spiegazione precisa di un intervento come quello che hai proposto e se qualcuno in passato lo avesse già utilizzato con muri in blocco. Nel complesso di posso anticipare che lo spessore murario va comunque aumentato perchè il muro manifesta anche lesioni verticali e questo mi fa pensare; inoltre devo, anche se tu lo sconsigli, per forza creare una struttura di controvento in acciaio.
Riguardo la ddl che vuoi che assumo? che li è tutto spontaneo.....
 

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Buon pomeriggio,

non è che le sconsiglio un intervento rispetto ad un altro, non conosco l'opera quindi mi limito a considerazioni generali.

Valuti attentamente quella lesione se è causata da azioni nel piano o fuori piano.

Tenga conto inoltre di due cose:

1- Modifiche locali della rigidezza muraria (come il ringrosso di una parete) sono da valutare con attenzione perché, nell'ottica del metodo alle forze, maggiore rigidezza significa maggiore assorbimento di azioni. Faccia due conti sul baricentro delle rigidezze di piano (se infinitamente rigido e tutte le ipotesi di cui sopra) e sull'apporto di rigidezza alla singola parete;
2- L'inserimento di controventi anche questo va valutato: se il meccanismo della parete è fuori piano ed il controvento che inserisce è nel piano della parete, questi non funzionerà (a patto che non placchi il muro da ambedue i lati ma tanto varrebbe fare un intonaco armato. Inoltre i controventi le modificano la risposta dell'edificio ad azioni sismiche). Se intende inserire un controvento orizzontale, di piano, tanto varrebbe far passare i filanti nel muro e sovrapporli alla caldana.

Si accerti di rientrare nell'ottica di intervento locale con la soluzione che prevede. Il passo a miglioramento è breve.

VRIN9Kl.jpg
 
Le spiego: la struttura è una palazzina a due piani fuori terra costruita affiancandosi ad un edificio esistente in pieno centro storico e come si faceva all'epoca costruendo in adiacenza si sfruttava la presenza del muro del vicino già esistente. Purtroppo in fare di realizzazione si è provveduto ad ammorsare solo il muro di facciata in quello del vicino lasciando i muri portanti interni adiacenti ma non ammorsati. Quindi mi ritrovo con una distribuzione della resistenza ovviamente non adeguata. Inoltre essendo il piano terra un'autorimessa con aperture sul lato libero, non ha praticamente controventi. E a complicare ancora di più la faccenda è anche la questione fondazioni. Praticamente a travi rovesce solo in corrispondenza dei portanti. Difficile restare in intervento locale
 
Generalmente, per un miglioramento di un edificio appartenente ad una schiera dovrebbe estendere l'analisi a tutti i fabbricati che la compongono. Pensi alla presenza di solai a livelli sfalsati che potrebbero favorire flessioni verticali.

Da quel che so in Toscana si è consolidata una prassi, quantomeno in certi ingegneri, di considerare nell'analisi, a fini sollecitativi, un contributo di metà degli edifici contigui. Non so se in Umbria esiste qualcosa di simile, penso di si: senso comune.

Altri pareri, di buon senso secondo me, forniscono un perimetro di intervento in caso di miglioramento di edifici a schiera in muratura considerando unicamente meccanismi di collasso che riguardano le facciate libere.

Mi sembra un bel lavoro, soprattutto perché è passato dal sarcire una lesione a pensare ad integrare le fondazioni. Buona fortuna

Purtroppo in fare di realizzazione si è provveduto ad ammorsare solo il muro di facciata in quello del vicino lasciando i muri portanti interni adiacenti ma non ammorsati
Magari si accerti che i muri in aderenza siano davvero tra loro indipendenti e non vi sia un riempimento di qualche tipo con dei clamps.
 
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