Problema canna fumaria ristorante

IngEdile

Active member
Messaggi
33
Professione
  1. Lib. prof.
Anni esperienza
0-1
Regione
  1. Puglia
CAD/BIM
  1. Autocad
Soft. strutture
  1. CDS WIN
Buonasera, un ristorante vuole regolarizzare la propria canna fumaria in metallo che sale lungo il prospetto di un condominio. La prima canna fumaria fu installata 30 anni fa dal precedente proprietario e l'attuale proprietario circa 3 anni fa l'ha sostituita con una nuova.
L'attuale proprietario non possiede alcuna documentazione che autorizzava all'epoca l'installazione della canna (credo servisse una DIA) e possiede il consenso di 2 condomini su 3.
Quale potrebbe essere la via migliore per regolarizzare il tutto? Pensavo ad una CILA come lavori di adeguamento della canna fumaria esistente, ma mi chiedevo:
- come risolvo il problema della mancanza di autorizzazioni passate?
- la canna è stata sostituita 3 anni fa, il proprietario non ha alcuna intenzione di sostituirla nuovamente, come giustifico un intervento di adeguamento se non vuole metterci mano?
 
Buongiorno.
Se la canna fumaria risulta installata da oltre 20 anni (senza opposizioni legali) si sono verificati i presupposti per l'acquisizione del diritto di mantenerla per usucapione.
Essendo un diritto acquisito ex lege, non occorre alcun consenso dei condomini.
A meno che la canna fumaria sia di dimensioni rilevanti, non vedo la necessità di fare una sanatoria.
Tuttavia, se per qualche altro motivo necessita di regolarizzarla dal punto di vista urbanistico-edilizio, si può presentare una SCIA in sanatoria, nella quale viene dichiarato che il titolo di proprietà consiste nel disposto dell'articolo 1158 e seguenti del codice civile.
Saluti.
 
Buongiorno.
Se la canna fumaria risulta installata da oltre 20 anni (senza opposizioni legali) si sono verificati i presupposti per l'acquisizione del diritto di mantenerla per usucapione.
Essendo un diritto acquisito ex lege, non occorre alcun consenso dei condomini.
A meno che la canna fumaria sia di dimensioni rilevanti, non vedo la necessità di fare una sanatoria.
Tuttavia, se per qualche altro motivo necessita di regolarizzarla dal punto di vista urbanistico-edilizio, si può presentare una SCIA in sanatoria, nella quale viene dichiarato che il titolo di proprietà consiste nel disposto dell'articolo 1158 e seguenti del codice civile.
Saluti.

Nella scia in sanatoria inseriresti una pianta dell'intero ristorante verificando se poi effettivamente anche lo stato di fatto del ristorante corrisponde al progetto depositato dello stesso o ti limiteresti alla canna fumaria inserendo solo i grafici del prospetto dell'edificio con la canna?
 
Buongiorno.
Per pima cosa verificherei la corrispondenza o meno dello stato di fatto del locale
A) Qualora lo stato di fatto fosse regolare, limiterei gli elaborati della SCIA agli elementi atti ad identificare la sola canna fumaria.
B) Qualora lo stato di fatto non fosse conforme a quanto autorizzato e fosse possibile una sanatoria, previo consenso del Committente, ne approfitterei per inserire nella SCIA entrambe le situazioni.
Saluti.
 
Buongiorno.
Per pima cosa verificherei la corrispondenza o meno dello stato di fatto del locale
A) Qualora lo stato di fatto fosse regolare, limiterei gli elaborati della SCIA agli elementi atti ad identificare la sola canna fumaria.
B) Qualora lo stato di fatto non fosse conforme a quanto autorizzato e fosse possibile una sanatoria, previo consenso del Committente, ne approfitterei per inserire nella SCIA entrambe le situazioni.
Saluti.

Sono i due possibili scenari che ho prospettato al committente il quale, nel caso B , non sarebbe disposto a sanare tutto in quanto è un'attività in vendita e vorrebbe sanare solo la canna fumaria (meno spende più è contento). Però non vorrei commettere un illecito sanando solo la canna fumaria qualora ci trovassimo nel caso B.
 
Buongiorno.
Non entro nel merito dei ragionamenti del tuo cliente che per spendere meno rischia di essere citato in causa dall'acquirente quando questi si accorgerà dell'inghippo.
Infatti:
B-1) Se l'abuso non è sanabile, l'acquirente ingannato potrebbe invocare la nullità della compravendita e pretendere la restituzione integrale di quanto pagato, oltre ai danni ed alle spese legali,
B-2) Se l'abuso è sanabile, l'acquirente ingannato potrebbe pretendere la restituzione parziale di quanto pagato, corrispondente agli oneri di sanatoria ,oltre ai danni ed alle spese legali,
Per quanto riguarda la tua posizione, controlla che il tuo incarico sia limitato alla regolarizzazione della canna fumaria e non avrai responsabilità perchè nessuna legge ti obbliga a verificare i locali di cui la medesima è pertinenza.
Saluti.
 
Indietro
Top