Prove con martinetto per LC2 su edifici in muratura

Ale321

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Ciao,
su un edificio in muratura, per avere un LC2, sono costretto a fare delle prove con martinetto piatto?
A mio avviso no, pensavo di fare alcune indagini sulle possibili murature presenti limitandomi ad effettuare endoscopie e rimozione dell' intonaco per vedere la tessitura.

E' corretto o mi sbaglio?

Grazie
 
Sono andato a rivedermi la definizione di LC2:
LC2: si intende raggiunto quando siano stati effettuati, come minimo, l’analisi storico-critica commisurata al livello considerato, con riferimento al § C8.5.1, il rilievo geometrico completo e indagini estese sui dettagli costruttivi, con riferimento al § C8.5.2, prove estese sulle caratteristiche meccaniche dei materiali, con riferimento al § C8.5.3; il corrispondente fattore di confidenza è FC=1,2 ...

Parla comunque di prove estese ma leggendo il C8.5.3 si scopre che queste prove non devono per forza essere eseguite in sito. Si possono prelevare dei campioni e fare delle prove in laboratorio.
Mi sa che qualche prova devi comunque farla per giustificare l'uso del LC2. Per me quello che vuoi fare tu è un filo di più del LC1 ma non arriva a LC2.
 
Grazie,
eventualmente integrate con prove distruttive ...


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Sì ed anche abbastanza numerose, poi ti servono prove su malta

sappi però che almeno che l'edificio non sia tutto della stessa muratura e te possa fare i MP solo nei setti più caricati, i risultati saranno cmq molto penalizzanti
 
Sì ed anche abbastanza numerose, poi ti servono prove su malta

sappi però che almeno che l'edificio non sia tutto della stessa muratura e te possa fare i MP solo nei setti più caricati, i risultati saranno cmq molto penalizzanti
... io speravo di evitare i martinetti facendo fare delle stonacature per vedere la tipologia ed ammorsamento della muratura , endoscopie per vedere la stratigrafia della muratura e prove sulla malta. Cercando di classificare la muratura secondo una delle seguenti tipologie:

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Buongiorno,

mi permetto di aggiungere un contributo. Dico anzitutto che non sono minimamente d'accordo con quanto esposto da alcuni circa l'obbligatorietà delle prove. Credo fortemente che sia scelta giustificata da parte del progettista, l'esecuzione di tali prove, in funzione della tipologia di intervento da realizzare di concerto con lo stato delle strutture.

Allego i pareri del CTS Regione Toscana, pagina 116 del documento, 122 del pdf, quesito 103. Certo, documento non vincolante, ma la forma mentis che ci sta dietro la reputo interessante.

Ne estrapolo qualche riga:
Riguardo alle prove semidistruttive (ad esempio i martinetti piatti) già la Circolare al punto citato nel quesito
prevede che queste siano eventualmente aggiunte alle indagini conoscitive programmate. Di conseguenza
non si ritiene che siano obbligatorie in assoluto. Resta ferma pertanto la responsabilità del progettista di
valutare la fattibilità e l’opportunità della loro esecuzione.
Si fa notare inoltre che mentre le “prove limitate” sono basate principalmente su esami visivi delle superfici
non dettagliati e non estesi, le “prove estese” sono indagini visive diffuse e sistematiche, comunque
accompagnate da approfondimenti locali, che possono comprendere o meno tecniche moderatamente
distruttive.
Si ritiene particolarmente utile, specie nei casi nei quali risulti complessa l’identificazione della tipologia
muraria in relazione alla Tab. C8.5.I, utilizzare la metodologia correlata alla determinazione dell’Indice di
Qualità Muraria (Borri, ed altri), oltre a fare riferimento alle indicazioni presenti nel citato Abaco delle
Murature (Regione Toscana).
Alla metodologia che conduce all’individuazione dell’Indice di Qualità Muraria (IQM) è opportuno avvalersi
anche al fine di stabilire se la muratura sia soggetta al fenomeno della disgregazione ovvero non sia possibile
garantire che i pannelli murari possano considerarsi come monolitici nei riguardi delle sollecitazioni, sia
verticali, sia a taglio (si vedano in proposito le indicazioni in tal senso richiamate al §C8.7.1 e §C8.7.2.1).
Ciò particolarmente nei casi nei quali appare evidente la scarsa qualità muraria, e quanto riguarda la malta, i
blocchi (naturali o artificiali) e la loro apparecchiatura.
Una volta escluso il fenomeno della disgregazione (trattabile solo con metodologie invasive coma ad
esempio le iniezioni diffuse o il placcaggio bilaterale con intonaci armati o betoncini) è possibile considerare
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Regione Toscana - Comitato tecnico scientifico per il rischio sismico – Pareri 2009-2022
le proprietà meccaniche ed elastiche delle pareti murarie.
Riguardo alle prove sulle malte la Circolare precisa che per le “prove estese” è prevista “l’esecuzione di
analisi delle malte e, se significative, degli elementi costituenti, accompagnate da tecniche diagnostiche non
distruttive (penetrometriche, sclerometriche, soniche,termografiche, radar, ecc.) ed eventualmente integrate
da tecniche moderatamente distruttive (ad esempio martinetti piatti),finalizzate a classificare in modo piu
accurato la tipologia muraria e la sua qualita.
Si rileva, anche nell’ottica di quanto chiaramente evidenziato in premessa, che non è precisato in maniera
univoca cosa si intenda con il termine “analisi” delle malte, al quale si ritiene debba essere attribuito un
significato ampio, non necessariamente circoscritto all’esecuzione di prove meccaniche o indagini
strumentali specifiche
E’ chiaro che in situazioni di sostanziale assenza o palese inconsistenza della malta la suddetta “analisi” può
limitarsi ad un esame diretto visivo e tattile. In tali casi però improbabile che possa essere garantito un
comportamento monolitico dei pannelli murari riguardo delle sollecitazioni, sia verticali, sia a taglio, e
conseguentemente la modellazione con parametri meccanici equivalenti avrà poco significato (probabile
innesco di meccanismi di disgregazione sopra richiamati).
Nel caso non ricorrano le condizioni di possibile disgregazione della muratura si ricorda che nelle analisi di
verifica è necessario applicare i coefficienti correttivi (riduttivi dei valori indicati nella Tab. C8.5.I) previsti
al citato punto della Circolare 7/19: 0,7 per i parametri meccanici e 0,8 per quelli elastici.
Nel caso di malte di ordinaria resistenza media a compressione (fm stimabile tra 0,7 e 1,5 N/mmq),
l’esecuzione di prove, qualora ritenuta necessaria, può essere eseguita direttamente in situ, in via speditiva
(ad esempio con sclerometri o penetrometri specifici per malte).
Le prove sulle malte, anche speditive, possono essere omesse quando si sia in presenza di leganti di evidente
buona capacità.
Le prove sulle malte dovranno invece essere necessariamente eseguite allorquando si dovesse fare ricorso al
coefficiente correttivo previsto per malte di buone caratteristiche (indicativamente con fm>1,5 N/mmq) nella
tabella C8.5.II. In questi casi il progettista valuterà se eseguire, oltre alle prove speditive, anche ulteriori pro-
ve di caratterizzazione meccanica.
 

Allegati

  • cts_2022 raccolta generale pareri CTS 2009-2022.pdf
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