Prove di carico solaio ed eventuale adeguamenti

pluto

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Salve,
nell'eventualità che un solaio (in laterocemento) sia stato calcolato a suo tempo con un carico accidentale inferiore rispetto alla destinazione d'uso prevista per quel dato ambiente, volendo verificarne l'effettiva "capacità", ritenete corretto procedere in sito con una prova di carico ? vi sono, a vostro avviso, ulteriori prove od analisi che si potrebbero eventualmente effettuare ?
Inoltre, e sempre relativamente al medesimo quesito, se il carico previsto per il solaio è inferiore rispetto a quello che doveva assumersi per tale destinazione d'uso, non sarebbero anche le relative travi soggette ad un erroneo dimensionamento in quanto a monte vi sarebbe un erronea valutazione dei carichi su di essa agenti ?

grazie e buon lavoro
 
Per verificare un solaio esistente puoi operare in questo modo:
Innanzi tutto cerchi le vecchie tavole dei c.a. per avere informazioni sulle armature.
Se queste mancano allora:
- da sotto, nella zona centrale scrostare il copriferro (3 cm circa) per una lunghezza di 50 cm (2 travetti). In questo modo puoi avere informazioni sulle armature nella zona centrale del solaio. Rilava, dove è possibile, l'altezza del solaio.
A questo punto puoi fare un conto di massima sulla portata del solaio considerando un momento di circa p*L^2/12.
Se i conti non tornano occorre, da subito, pensare al rinforzo.
Se i conti tornano, si può completare l'indagine con:
- una prova di carico per valutare anche la risposta elastica del solaio. Se la prova è ok, il solaio non ha bisogno di rinforzo.
Analogamente si può indagare le travi. Il momento flettente va calcolato considerando l'intera travatura coi suoi carichi. Le staffe saranno sicuramente scarse, ma sono accettabili sulle travature esistenti fin tanto che non si dovrà procedere all'adeguamento per ristrutturazioni o modifiche strutturali.
Ciao.
 
se però si tratta di un solaio con travetti prefabbricati, nell'impossibilità di stabilire il tipo di travetto utilizzato ... la vedo dura
la prova di carico non ti da molte informazioni sull'effettiva portanza del solaio per tanti motivi
1. con la prova di carico non puoi verificare la resistenza ma solamente stabilire il comportamento elastico
2. senza conoscere il modulo elastico del materiale del solaio (e l'altezza naturalmente) non hai un vero confronto con i dati sperimentali
3. i risultati della prova di carico sono influenzati da molti fattori e prove di carico diverse eseguite sullo stesso solaio possono portare a risultati diversi
4. visto che non è una prova a rottura (come già detto) non puoi stabilire la portanza del solaio anche perchè dovresti mettere in conto una serie di fattori correttivi difficili da stimare
 
Mi sembra di intendere, dai vostri preziosi interventi, che :
a) nel caso di solaio costituito da travetti "gettati in opera" si potrebbe effettuare in mezzeria una verifica, previo spicconamento del copriferro, al fine di verificare l'armatura inferiore presente nel travetto e quindi, da questa, a ritroso, verificare il momento resistente del solaio a flessione;
b) nel caso di solaio costituito da travetti precompressi o a traliccio del tipo bausta, tale verifica non sarebbe fattibile;
c) la prova di carico può essere utile solo per comprendere il comportamento elastico, ma non la portanza dello stesso;

1) Assodato ciò, ritenete che allo stato dell'arte vi siano interventi che possano, su un solaio preesistente in laterocemento, aumentarne la portata per eventuali cambi d'uso o per errori di calcolo a monte ? Se "sì", quali suggerireste ?
2) Nell'eventualità che sia possibile un intervento di "adeguamento" dell'elemento solaio, a quel punto sarebbe necessario intervenire anche sulle relative travi che dovrebbero essere rese adeguate ai nuovi carichi ipotizzati sul solaio ? o quanto meno verificare che tali nuovi aggiuntivi carichi accidentali del solaio non portino gli elementi trave a risultare non verificate ?

Grazie e buon lavoro
 
La soluzione più semplice e meno costosa è quella di inserire una o più putrelle sotto il solaio in direzione ortogonale ai travetti. Occorre verificare la fattibilità (altezza e appoggi delle putrelle).
Se questo non è possibile allora bisogna intervenire sulla parte superiore della soletta tramite cappa.
Addirittura, se le quote lo consentono, se si prevede un getto di circa 15 cm si può ipotizzare che il nuovo getto sia un solaio a piastra che porta i carichi e quello sotto diventerebbe una semplice controsoffittatura.
Ma, per fare questi interventi occorre demolire il pavimento, sottofondo e impianti.
Occorre una pianta del fabbricato e capire se si sta ristrutturando l'immobile oppure se si vuole conservare il tutto.
Per questo servono ingegneri e architetti.
Le informazioni che hai dato sono insufficienti.
Ciao.
 
Mi sembra di capire che in alcun modo sia ipotizzabile intervenire sul solaio, per adeguarne eventualmente la portata / capacità, mediante l'utilizzo di tecnologie simil FPS . . . Oltre alle ipotesi che "Betoniera" ha suggerito gentilmente nel suo intervento precedente, vi sono altre soluzioni "poco invasive" ?

ringrazio per ogni intervento, buon lavoro
 
frp sull'intradosso dei travetti per aumentarne la capacità flessionale
 
con le FRP applicate all'intradosso dei travetti si riuscirebbe, secondo voi, dalla vostra esperienza pregressa, ad adeguare un solaio per carichi accidentali nuovi derivanti dalla nuova destinazione d'uso ?
 
con le FRP applicate all'intradosso dei travetti si riuscirebbe, secondo voi, dalla vostra esperienza pregressa, ad adeguare un solaio per carichi accidentali nuovi derivanti dalla nuova destinazione d'uso ?
se il problema è di tipo flessionale, e non è richiesto un incremento spropositato di resistenza si (se si tratta di aumentare del 300% allora direi di no).

oltre al comportamento flessionale positivo io guarderei anche
1) al negativo come sta messo il solaio
2) a taglio come sono le fasce piene? ci sono barre piegate alle teste?
3) il solaio è in continuità o in semplice appoggio?

da tenere in conto che l'applicazione di frp, sia a taglio che a flessione comporta manodopera specializzata, una preparazione del supporto, e soprattutto non resiste praticamente nulla sotto carico incendio.

per un rinforzo in basso spessore con frcm le limitazioni su manodopera e incendio si rilassano ma anche la resistenza incrementabile

una cappa superiore se non collegata all'esistente funziona da sola. quindi le va affidato se non tutto il carico quantomeno una percentuale pari al rapporto delle inerzie tra nuovo ed esistente.

una cappa superiore comporta una massa ed un diaframma. il solaio esistente aveva già un comportamento a diaframma? le murature/pilastri su cui grava come si comportano?

la soluzione del rompitratta metallico proposto da betoniera è sicuramente la più "facile" dal punto di vista realizzativo. van comunque però identificate armaturene materiali esistenti, altrimenti come stimi il comportamento?

io consiglio di scaricare il più possibile il solaio, puntellarlo da sotto e se possibile annullare la freccia esistente. inserire i profili, metterli in carico con zeppe e malta espansiva, e poi rilasciare i puntelli. in questo modo i rompitratta entrano in funzione subito.

PS occhio che in questo nuovo schema di trave continua potrebbero invertirsi momenti e tagli. dipende dalla rigidezza e dal passo dei profili, che sostanzialmente determinano la cedevolezza dell'appoggio
 
L'eventuale cappa sull'estradosso dell'esistente solaio, atteso che la struttura portante verticale è un telaio in c.a., non comprendo come vada posta in opera . .
 
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