relazione carico limite trave nastriforme / platea e tensioni sul terreno

davidebor

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Buongiorno a tutti

Come da titolo sono qui per chiedervi gentilmente (molti di voi potranno prenderla come una banalità, ma nelle strutture ho imparato che nessuna domanda è spreco di tempo)
1) se esiste un rapporto tra il carico limite calcolato con teoria di trave nastriforme (Terzaghi con larghezza pari a 1m) e carico limite di una platea.
2) con quale tecnica valutate A MANO le pressioni sul terreno es. di un vano ascensore il quale deve ''portare'' solamente il proprio peso e il momento sismico che per semplificazione si trova a h/2 dal piano fondazionale dove h è l'altezza dell'intero vano? (masse rimangono ognuna nel proprio macroelemento-bidimensionale)...vi torna che la sezione (platea) si parzializza o è interamente compressa? (dim pianta ascensore 1.6x1.8 +20 cm di estensione platea in entrambe le direzioni e h=13m,senza tener conto dell'apertura per accedere all'ascensore )..magari se qualcuno riuscisse a farmi uno schemino ne sarei grato.

Grazie in anticipo
 
Buonasera,

se lei intende applicare Terzaghi in senso stretto saprà che tra le ipotesi vi è che la fondazione sia nastriforme (L > ~ 10*B).

Se invece intende la formulazione generale con tutti i fattori vari (Meyerhof, Vesic, Brich-Hansen ...) può prescindere da tutta una serie di ipotesi.


Immaginando che B, D e le caratteristiche meccaniche del terreno siano le stesse nei casi trave/platea:

- nel primo caso (Terzaghi) la capacità portante è la medesima ed L non entra in gioco (a metro lineare, se la capacità portante la vuole per unità di superficie allora è il rapporto tra le due lunghezze).

- nel secondo caso (AA.VV.) a parità di metodo utilizzato, i fattori vari non dipendono in modo scalare rispetto le grandezze B e D: ci sono somme robe varie. Deve inoltre trovarsi le dimensioni effettive B' e L'. Nel caso questi due siano entrambi molto grandi e dello stesso ordine ritrova, utilizzando Taylor per termini D/B', il fattore 1 del caso di prima ma le cade la distinzione geometrica trave/platea di partenza. Quanto all'altro estremo dell'intervallo, dipende da caso a caso.


Quanto al predimensionamento, la fondazione del vano ascensore è collegata alla rimanente o è a sé stante? Se è a sé stante si trovi il carico verticale agente dovuto al peso proprio e in base alla sezione ci schianti sopra il momento flettente. La parzializzazione o meno dipenderà dal nocciolo centrale d'inerzia. Faccia ragionamenti di equilibrio limite e si trovi la tensione sul terreno chiamata a resistere a cosa ci va a finire sopra. Ci sommi anche il peso proprio della fondazione di modo da abbattere l'eccentricità.
 
Ultima modifica:
è stato tutto molto chiaro, in effetti avevo problemi di pressioni sul terreno maggiori di quelle ammissibili ma tenendo conto del sovraccarico laterale e del fatto che la fondazione effettivamente è un bel plinto e non una fondazione nastriforme rientro nei calcoli...un dubbio mi rimane sul calcolo del periodo proprio fondamentale essendo a tutti gli effetti il mio vano ascensore una mensola... vale la formulazione C1 H^3/4 ? o meglio calcolarsi la pulsazione naturale come w=radq(k/m) ? in questo caso dovrebbe essere 3 EJ/l^3 e risalire al T in secondi? grazie ancora in anticipo
 
è stato tutto molto chiaro, in effetti avevo problemi di pressioni sul terreno maggiori di quelle ammissibili ma tenendo conto del sovraccarico laterale e del fatto che la fondazione effettivamente è un bel plinto e non una fondazione nastriforme rientro nei calcoli...un dubbio mi rimane sul calcolo del periodo proprio fondamentale essendo a tutti gli effetti il mio vano ascensore una mensola... vale la formulazione C1 H^3/4 ? o meglio calcolarsi la pulsazione naturale come w=radq(k/m) ? in questo caso dovrebbe essere 3 EJ/l^3 e risalire al T in secondi? grazie ancora in anticipo
Se intendi considerare l'azione sismica, non penso che la formula del carico limite di fondazione di Terzaghi possa essere applicata.

Riguardo al concetto di pressioni ammissibili del terreno, penso valga la pena richiamare un passo del C6.4.2.1. VERIFICHE AGLI STATI LIMITE ULTIMI

Nella condizione di collasso per raggiungimento del carico limite della fondazione, l’effetto dell’azione di progetto è la componente della risultante delle forze in direzione normale al piano di posa. La resistenza di progetto è il valore della forza normale al piano di posa cui corrisponde il raggiungimento del carico limite del complesso terreno-fondazione.
 
La formula di Terzaghi può ritenersi valida nella sua formulazione generale, senza ricorrere ad ulteriori teorie citate sopra, ma riducendo i singoli monomi mediante fattori correttivi dovuti alle azioni inerziali per la fondazione in esame. Metodi globali e locali sono trattati, ad esempio, nel Califfo.

Se la struttura la realizza adesso io lascerei perdere la formula che la circolare le prevede.
Al fine di determinare il valore dello spettro di risposta elastico in accelerazione per il suo periodo e fare due conti a mano, un piedritto con rigidezza 3EJ/l^3 e una massa in testa inteso come centro di massa della struttura direi che può tendenzialmente starci. Se ci sono pianerottoli di rigidezza non trascurabile magari le conviene spalmare più masse e trovarsi con un codicino gli autovalori.
 
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