solaio in acciaio e lamiera grecata

Carlo2

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nel caso di realizzazione di solaio con profilati in acciaio, lamiera grecata e soletta collaborante solitamente le nervature della lamiera si mettono parallelamente o perpendicolarmente alle travi?
quali sono i vantaggi dell'una o dell'altra soluzione?
 
Salve Carlo2.
Le nervature della lamiera si mettono perpendicolarmente alle travi in acciaio per un’esigenza di resistenza meccanica. Un modo comune di incrementare la resistenza di un foglio di lamiera è di introdurre una piegatura o una nervatura. Quando il materiale viene deformato, lo spessore effettivo del materiale stesso aumenta e il materiale diventa più resistente. E’ proprio la greca, infatti, ad aumentare la resistenza della lamiera a qualsiasi sforzo di flessione. Nel tuo caso di realizzazione solaio con profilati in acciaio, lo schema statico per la lamiera è: trave in appoggio di luce L (distanza tra due profilati in acciaio).
Alla prossima.
Apache54
 
però così facendo diventa difficile inserire i pioli di collegamento tra soletta e trave in acciaio il cui interasse sarebbe vincolato alle greche della lamiera
 
Infatti dovresti avere una situazione del genere:
solaio_lamiera_grecata_acciaio_tecraria-705x397.jpg
A mio avviso, però, il fatto che i filari di pioli siano posti all'interasse delle travi di acciaio non è affatto un problema in linea generale (naturalmente bisogna verificare il tutto).​
 
in genere la lamiera grecata la faccio disporre con le nervature ortogonali alle travi secondarie, in modo che in fase di getto la sola lamiera che supporta il calcestruzzo fresco abbia un'inerzia maggiore.

sarà quindi parallela alle travi principali (considerazioni da farsi sul coeff K di efficienza della soletta collaborante se realizzata tramite lamiere grecate).

il Passo dei connettori è vincolato dal Passo delle gole della grecata, ma più che un problema lo puoi vedere come un vantaggio è finito esecutivi. se ben progettato un solaio chiamiamolo standard bene si accoppia con i profili commerciali presenti sul mercato, che presentano la geometria ottimizzata per accogliere i connettori. quindi in cantiere semplicemente l'operaio dovrà caricare la cartuccia e sparare o tutte le gole o una sì una no o una sì o due no al massimo. ovviamente il tutto va dimensionato e verificato verificato. ma giocando con i diametri dei connettori e le loro altezze bene o male si rientra sempre. ovvio che questo è il caso tipico di un solaio regolare per una struttura o industriale o civile classica, i ponti sono una parrocchia diversa ed in genere delle volte che mi è capitato non ho mai utilizzato la mela aggregata ma predal come fondocasssero e i connettori erano dei Nelson saldati.

mi è capitato per un soppalco fighino tutto storto per un'enoteca, sia per ragioni di spazio e di altezze che per ragioni di carico ( maree di bottiglie di botti di vino) che soprattutto per le vibrazioni del comfort delle persone (il cliente che ha speso una fucilata di soldi non credo avrei sempre apprezzato il mal di mare dei clienti con i bicchieri in mano) avevo fatto saldare i profili dei pezzi di profilo a delle sull'anima in modo da alloggiare foglie della mela aggregata tra una secondaria e l'altra, e poter quindi gettare con una soletta sostanzialmente piena con un coefficiente di efficienza unitario oltre che una massa superiore e maggiore rigidità alle Vibrazioni.


QUINDI RIASSUMENDO, dopo questo pippone pippone, in genere per soluzioni canoniche dalla mela aggregata disposto ortogonalmente alle travi secondarie è buona pratica costruttiva per la fase transitoria di getto (se poi non viene puntellata inferiormente a maggiori deformazioni iniziali puoi ottenere come vantaggio un minor sforzo nei connettori), e per i connettori li posso forzato delle gole è facilmente ovviabile o cambiando modello di grecata o cambiando diametro dei connettori stessi
 
Ciao,
mi unisco in questa conversazione (sperando che non sia un problema) per fare un' altra domanda.
Sto progettando un soppalco in acciaio che avrà la soluzione di lamiera grecata cosi come da immagine di gastab.
Per le travi secondarie è necessario usare delle IPE200 che mi vengono verificate sia come indici di resistenza che come deformabilità. Non mi "torna" la verifica di instabilità ma nel programma non ho ovviamente modellato la lamiera grecata ed il getto collaborante, a mio avviso se tenessi conto del solaio non dovrebbero esservi problemi con tale verifica.

Vi è mai capitato di fare considerazioni simili? avete un foglio di calcolo per i solai collaboranti che mi possa dare una mano a fare tale verifica?

Grazie
 
Intendi la verifica di instabilità flesso torsionale? Sicuramente il solaio realizzato con la lamiera dovrebbe impedirla.
Se vuoi avere i momenti resistenti considerando la collaborazione con la lamiera ed il getto integrativo puoi usare il programma del Prof. Gelfi: Profili che trovi alla pagina
E' in grado di valutare il momento resistente sia per nervature parallele che ortogonali alla trave.
 
Intendi la verifica di instabilità flesso torsionale? Sicuramente il solaio realizzato con la lamiera dovrebbe impedirla.
Se vuoi avere i momenti resistenti considerando la collaborazione con la lamiera ed il getto integrativo puoi usare il programma del Prof. Gelfi: Profili che trovi alla pagina
E' in grado di valutare il momento resistente sia per nervature parallele che ortogonali alla trave.
Ottimo, ti ringrazio.
Si intendevo l'instabilità flesso torsionale che come ti dicevo è una verifica a mio avviso da bypassare, ma mi conforterebbe vedere due numeri, mi ero dimenticato che profili consente di farlo!
In realtà ho anche pensato che mi costa poco modellare una soletta in cls di 10 cm connessa alle travi sottostanti.
Adesso faccio due prove.
Grazie comunque
 
come già suggerito, consiglio una analisi o con il gelfi o con un semplice foglio di calcolo autoprodotto, del momento resistente della trave mista. non considerare la soletta porta ad un sovradimensionamento delle travi in acciaio parecchio oneroso.

consiglio inoltre di tenere conto delle fasi costruttive (getto fresco/sezione collaborante) nel modello di calcolo perché le inerzie delle travi, e quindi sia il carico che si prendono (se non isostatiche) ma soprattutto vibrazione e deformabilità cambiano non di poco.

il modellare la presenza dei plate ha con se i soliti problemi. bello il modello con la geometria "corretta" e tutte le mappe di contour sulla soletta ma
1) i plate (a meno di analisi più spinte) sono elastici lineari ..cosa che il calcestruzzo non è
2) nelle zone di momento negativo quindi ci saranno plate in trazione, falsando l'inerzia, la distribuzione dei carichi e le deformate (consiglio almeno iterativamente di cercare i plate in trazione e di assegnare un materiale con modulo elastico abbattuto, in modo da spostare gli sforzi)
3) la soletta va modellata con il giusto offset rispetto alle travi, altrimenti si perde il momento di trasporto
4) poi diventa "scomodo" sommare integrare le tensioni sulla soletta e sulla trave, sezione per sezione (si fa, niente di impossibile, ma è uno sbatti)
5) non tutta la sezione sarà collaborante, ma ci saranno fenomeni di shear lag.

ti consiglio un modello a graticcio equivalente ed i moltiplicatori sulle inerzie delle travi.

per quanto riguarda l'instabilità flessotorsionale puoi considerare, per sezioni e carichi tipici da solaio, che sia impedita, ma puoi sempre fare la verifica con il modello "inverted U shape" che trovi nell'EC4 (anche nelle ntc dovrebbe esserci mi pare), dove consideri sostanzialmente la soletta tra due travi consecutive come una molla rotazione che contrasta lo svergolamento (ovviamente più è efficace la soletta più rigida sarà la molla)

attenzione alle zone di momento negativo. che a meno di controsolette inferiori (tipico stratagemma negli appoggi sui ponti misti a cassone di de miranda) l'instabilità flessotorsionale è sull'ala inferiore, e li bisogna verificarla e/o controventare
 
come già suggerito, consiglio una analisi o con il gelfi o con un semplice foglio di calcolo autoprodotto, del momento resistente della trave mista. non considerare la soletta porta ad un sovradimensionamento delle travi in acciaio parecchio oneroso.

consiglio inoltre di tenere conto delle fasi costruttive (getto fresco/sezione collaborante) nel modello di calcolo perché le inerzie delle travi, e quindi sia il carico che si prendono (se non isostatiche) ma soprattutto vibrazione e deformabilità cambiano non di poco.

il modellare la presenza dei plate ha con se i soliti problemi. bello il modello con la geometria "corretta" e tutte le mappe di contour sulla soletta ma
1) i plate (a meno di analisi più spinte) sono elastici lineari ..cosa che il calcestruzzo non è
2) nelle zone di momento negativo quindi ci saranno plate in trazione, falsando l'inerzia, la distribuzione dei carichi e le deformate (consiglio almeno iterativamente di cercare i plate in trazione e di assegnare un materiale con modulo elastico abbattuto, in modo da spostare gli sforzi)
3) la soletta va modellata con il giusto offset rispetto alle travi, altrimenti si perde il momento di trasporto
4) poi diventa "scomodo" sommare integrare le tensioni sulla soletta e sulla trave, sezione per sezione (si fa, niente di impossibile, ma è uno sbatti)
5) non tutta la sezione sarà collaborante, ma ci saranno fenomeni di shear lag.

ti consiglio un modello a graticcio equivalente ed i moltiplicatori sulle inerzie delle travi.

per quanto riguarda l'instabilità flessotorsionale puoi considerare, per sezioni e carichi tipici da solaio, che sia impedita, ma puoi sempre fare la verifica con il modello "inverted U shape" che trovi nell'EC4 (anche nelle ntc dovrebbe esserci mi pare), dove consideri sostanzialmente la soletta tra due travi consecutive come una molla rotazione che contrasta lo svergolamento (ovviamente più è efficace la soletta più rigida sarà la molla)

attenzione alle zone di momento negativo. che a meno di controsolette inferiori (tipico stratagemma negli appoggi sui ponti misti a cassone di de miranda) l'instabilità flessotorsionale è sull'ala inferiore, e li bisogna verificarla e/o controventare
Grazie mille per il tuo commento, ho davvero molti spunti su cui riflettere!
 
Ne approfitto per approfondire un ulteriore argomento riguardo alla non resistenza a trazione di un materiale (come può essere il calcestruzzo o la muratura).

Mi sono sempre chiesto una cosa: facendo un analisi di una struttura in muratura sarebbe necessario dire in qualche modo al programma che il materiale non è in grado di andare in trazione e quindi la sezione si dovrebbe parzializzare e di conseguenza bisognerebbe avere un determinato tipo di andamento delle tensioni.
Il programma che uso non ha questa filosofia ma semplicemente quando l'elemento va in trazione mi dice che quella porzione di muratura non verifica.
L'unico modo per simulare questa condizione sarebbe di abbattere il modulo elastico nelle zone in cui si pensa che il materiale possa andare in trazione?
non credo esista qualche programma di calcolo che riesca a simulare la non resistenza a trazione di una dato materiale.
 
Occhio solo ad una cosa: se il solaio è davvero collaborante, occorre fare attenzione alla gerarchia delle resistenze trave-pilastro in ambito MRF. Non è conservativo infatti prendere semplicemente il momento della trave in acciaio
 
Ne approfitto per approfondire un ulteriore argomento riguardo alla non resistenza a trazione di un materiale (come può essere il calcestruzzo o la muratura).

Mi sono sempre chiesto una cosa: facendo un analisi di una struttura in muratura sarebbe necessario dire in qualche modo al programma che il materiale non è in grado di andare in trazione e quindi la sezione si dovrebbe parzializzare e di conseguenza bisognerebbe avere un determinato tipo di andamento delle tensioni.
Il programma che uso non ha questa filosofia ma semplicemente quando l'elemento va in trazione mi dice che quella porzione di muratura non verifica.
L'unico modo per simulare questa condizione sarebbe di abbattere il modulo elastico nelle zone in cui si pensa che il materiale possa andare in trazione?
non credo esista qualche programma di calcolo che riesca a simulare la non resistenza a trazione di una dato materiale.
Magari fai un topic a parte. Comunque, semplicemente si tratta di una non linearità, e quindi devi utilizzare analisi non lineari se vuoi prendere davvero tutto in conto.
 
Occhio solo ad una cosa: se il solaio è davvero collaborante, occorre fare attenzione alla gerarchia delle resistenze trave-pilastro in ambito MRF. Non è conservativo infatti prendere semplicemente il momento della trave in acciaio
se si ha una struttura MRF certamente. io in genere preferisco sistemi pendolari però
 
Ne approfitto per approfondire un ulteriore argomento riguardo alla non resistenza a trazione di un materiale (come può essere il calcestruzzo o la muratura).

Mi sono sempre chiesto una cosa: facendo un analisi di una struttura in muratura sarebbe necessario dire in qualche modo al programma che il materiale non è in grado di andare in trazione e quindi la sezione si dovrebbe parzializzare e di conseguenza bisognerebbe avere un determinato tipo di andamento delle tensioni.
Il programma che uso non ha questa filosofia ma semplicemente quando l'elemento va in trazione mi dice che quella porzione di muratura non verifica.
L'unico modo per simulare questa condizione sarebbe di abbattere il modulo elastico nelle zone in cui si pensa che il materiale possa andare in trazione?
non credo esista qualche programma di calcolo che riesca a simulare la non resistenza a trazione di una dato materiale.
si tratta di una non linearità. tipico problema delle murature. esula da questo post. ne possiamo parlare se vuoi, apri un post ;) quelle quattro acche che credo di saper fare, ne parliamo
 
Stavo cercando informazioni utili a prendere una decisione. Sto ristrutturando un appartamento e in cucina ho l'Altezza per realizzare un soppalco. Vorrei fare la struttura in ferro. Non so decidere se fare la base con un perlinato ad incastro di abete o se usare le lamiere grecate. Voi come lo fareste? Sarà all'incirca un 10mq di soppalco.
 
dipende da come è fatta la struttura, che finitura voglio dare, cosa ci andrò a mettere sopra (scatoloni o blocchi di piombo), come mi attacco alla struttura esistente.

così su due piedi non è che si possa dire. le consiglio di affidarsi ad un tecnico di sua fiducia
 
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