Verifica a ribaltamento di un tramezzo

Fede88

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Una volta calcolata la forza sismica Fa sul tramezzo, si conduce la verifica di resistenza, calcolando il momento sollecitante e confrontandolo con il momento resistente della muratura.
Per calcolare Mrd (momento resistente) uso questa formula:

Mrd = (L t t σ0 /2) ( 1-σ0 / 0,85 fd )

L = lunghezza del tramezzo
t = spessore muratura
σ0 = tensione

fd = tensione di progetto della muratura

Per il calcolo di Mrd ho guardato: https://www.asl.vt.it/Bandi/AvGare/2015/progetto_civita_ps/05_STRUTTURE/PS_ST_R6_VERIFICAELEM. SECONDARIIMPIANTI_00.pdf
Ho notato che considera soltanto il peso proprio del tramezzo, non i carichi verticali (che io invece avrei considerato come da analisi dei carichi sul solaio e riportati poi su una striscia di un metro, riportandoli così a carichi al metro lineare, poi moltiplicato per la lunghezza del muro, ottenendo così una forza).
Il mio modo di ragionare permetterebbe di ottenere una tensione σ0 maggiore, quindi un Mrd maggiore e la verifica sarebbe praticamente sempre soddisfatta.

Come mai per calcolare σ0 si considera soltanto il peso proprio del tramezzo?

Grazie già da ora a chi sarà così gentile da rispondere e risolvere il mio dubbio!
 
Ultima modifica:
Il tramezzo non è un elemento strutturale portante. Sebbene, specialmente in edifici esistenti, fenomeni di "rilassamento" dei solai portano i tramezzi ad assumere anch'essi una percentuale dei carichi verticali, tuttavia, è corretto, a favore di sicurezza, considerare che sul tramezzo gravi solo il suo peso proprio.
 
Una volta calcolata la forza sismica Fa sul tramezzo, si conduce la verifica di resistenza, calcolando il momento sollecitante e confrontandolo con il momento resistente della muratura.
Per calcolare Mrd (momento resistente) uso questa formula:

Mrd = (L t t σ0 /2) ( 1-σ0 / 0,85 fd )

L = lunghezza del tramezzo
t = spessore muratura
σ0 = tensione

fd = tensione di progetto della muratura

Per il calcolo di Mrd ho guardato: https://www.asl.vt.it/Bandi/AvGare/2015/progetto_civita_ps/05_STRUTTURE/PS_ST_R6_VERIFICAELEM. SECONDARIIMPIANTI_00.pdf
Ho notato che considera soltanto il peso proprio del tramezzo, non i carichi verticali (che io invece avrei considerato come da analisi dei carichi sul solaio e riportati poi su una striscia di un metro, riportandoli così a carichi al metro lineare, poi moltiplicato per la lunghezza del muro, ottenendo così una forza).
Il mio modo di ragionare permetterebbe di ottenere una tensione σ0 maggiore, quindi un Mrd maggiore e la verifica sarebbe praticamente sempre soddisfatta.

Come mai per calcolare σ0 si considera soltanto il peso proprio del tramezzo?

Grazie già da ora a chi sarà così gentile da rispondere e risolvere il mio dubbio!
Perché un elemento non strutturale non deve essere caricato (altrimenti sarebbe strutturale) dai solai.

Poi nella realtà i fenomeni viscosi portano in effetti a caricare i tramezzi e le travi ad una campata diventano travi continue praticamente, ma anche volendolo considerare (e non si fa) sarebbe molto difficile stabilire quanto si è rilassato il solaio, quanto carico è migrato sull'elemento non strutturale
 
Grazie. Quindi eseguo la verifica e se non è verificato: Qualora la verifica non risulta soddisfatta, perciò è necessario predisporre l’inserimento di leggere reti da intonaco su i due lati della muratura, collegate tra loro ed alle struture circostanti a distanza non superiore a 500 mm sia in direzione orizzontale, sia in direzione verticale, ovvero con l’inserimento di elementi di armatura orizzontale nei letti di malta, a distanza non superiore a 500 mm (come prescritto dalla Circolare n. 617/2009 al paragrafo 7.3.6.3). E' ok?
 
una formula più pratica (ne parla Hendry, uno dei maggiori esperti di murature, in uno dei suoi libri, non ricordo se anche in quello tradotto in italiano o quelli insieme a Sinha e altri (poi li vedo e scansiono e posto almeno lo schema), e riportata anche da Antonucci in "Restauro e recupero degli ed. in muratura" che cita anche risultati sperimentali al riguardo e ricordo anche da Pagano) è
q ult = 8*sigma o / (H^2/t^2), dove q ult è la forza sismica considerata uniformemente distribuita lungo l'altezza H del muro. Lo schema è quello di arco verticale che si forma nel muro per uno schema di rottura a tre cerniere ; il ragionamento è lo stesso per gli archi usuali, la spinta nell'arco è, nel tramezzo, la reazione verticale alla base e in sommità (sigma o*t) che moltiplicata per la freccia dell'arco (lo spessore t) uguaglia il momento dato dal carico uniforme distribuito q*H^2/8
 
la pagina del libro di Arnold W. Hendry "Statica delle strutture in muratura di mattoni", ed. Patron, 1986, ed anche un'altra per tener conto dell'effetto piastra (di quest'ultimo aspetto, nel caso con aperture, c'è uno studio nel libro di Tassios, Meccanica delle murature, devo però rivederlo)
 

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