Vita da ingegnere

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Professione
  1. Altro
Anni esperienza
2-5
Regione
  1. Toscana
CAD/BIM
  1. Altro Sw
Soft. strutture
  1. Nessuno
Buongiorno colleghi!
Sono un ingegnere idraulico. Lavoro da quasi 7 anni come "libero" professionista e finalmente dopo tanto impegno ed anche un pò di fortuna sono diventato socio (di minoranza) di uno studio di ingegneria. Da un punto di vista professionale mi sembra quindi che le cose piano piano stiano andando per il meglio.

Guardandomi indietro però non posso non soffermarmi a pensare che per arrivare ad ottenere uno stipendio dignitoso sono passati 7 anni e fino a due anni fa considerando le tasse da pagare, probabilmente avevo uno stipendio inferiore ad un qualsiasi commesso. Ho iniziato per 6 mesi con un rimborso spese da 500€ per poi passare ad uno stipendio a P.IVA da 1000€, poi 1300€ e così via. Ad oggi il mio fatturato lordo è di circa 30k lordi. Ho parlato di stipendio a P.IVA perchè tanto lo sappiamo tutti come funziona nel nostro settore: si lavora come dipendenti ma a P.IVA.
Sicuramente ci sono titolari di studi professionali che sfruttano molto i propri collaboratori a P.IVA in termini di stipendio ma al tempo stesso mi chiedo cosa farei io tra 10/20 anni. Magari dopo essermi fatto il mazzo per 30 anni mi accontenterei di uno stipendio di 30k/40k € per portare lo stipendio dei miei collaboratori a cifre almeno superiori a 1500€/mese?

Ecco siccome da adesso anche io faccio parte della società e mi sento responsabile delle scelte, anche in termini di stipendi dei collaboratori, mi piacerebbe essere in grado in futuro di avere a livello economico soddisfazione personale ma anche piena soddisfazione dei collaboratori che entreranno nell'orbita della società. E tutto questo vedendo il bilancio societario non so se sia molto fattibile.
Adesso con il PNRR avremo grandi responsabilità, sperando di riuscire a pieno ad aiutare il nostro Paese a centrare gli obiettivi imposti dall'Europa. Com'è possibile, mi chiedo, che non riusciamo come categoria ad ottenere anche a livello economico i diritti che, almeno io, sento di meritare?

Proprio in virtu di queste riflessioni la scorsa settimana mi sono iscritto al sindacato INARSIND (sindacato ingegneri + architetti). Parlando con i membri del sindacato ho scoperto amaramente che nella mia regione (Toscana) il numero di iscritti è di poco superiore a 40. Perchè mi chiedo? Se non riusciamo ad avere un sindacato forte è ovvio che poi veniamo calpestati dalla politica senza muovere un dito. Com'è possibile che quando è stata introdotta la legge Bersani con la soppressione dei mini tariffari non sia stato fatto niente a riguardo (o forse è stato fatto e non ne sono a conoscenza, dato che allora non avevo ancora idea di quale università scegliere).

Scusatemi se mi sono dilungato ma veramente dal punto di vista professionale sono totalmente soddisfatto di quello che faccio ma dal punto di vista economico sento un pò il peso di dover scegliere se accontentare me stesso o i futuri collaborati e questo sinceramente lo trovo intollerabile.

Voi cosa ne pensate?
Perchè ci sono così pochi iscritti al sindacato?
Alternative per provare a smuovere le acque nel nostro settore?
 
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