Importante: Le informazioni contenute negli articoli hanno scopo divulgativo. Si raccomanda sempre di verificare la correttezza e l'applicabilità dei contenuti facendo riferimento alle normative tecniche vigenti di settore e di discuterne con colleghi esperti attraverso la community del Forum Ingegneri.
Gli accordi quadro, concepiti per razionalizzare gli acquisti di beni e servizi standardizzati nella Pubblica Amministrazione, stanno producendo effetti distorsivi sul mercato dei servizi di ingegneria e architettura. La concentrazione degli appalti in poche gare di elevato valore favorisce i grandi operatori, spesso multinazionali, a scapito di professionisti e piccole e medie imprese. È quanto emerso dalla missione a Bruxelles di una delegazione di Fondazione Inarcassa, che ha incontrato rappresentanti della Commissione europea e del Parlamento europeo per sollecitare un intervento nella revisione delle Direttive Appalti.
Le ragioni di uno strumento nato per prestazioni ripetitive
Gli accordi quadro, disciplinati dal Codice dei Contratti Pubblici e dalle direttive europee, permettono a una stazione appaltante di selezionare con un’unica gara uno o più operatori, definendo condizioni generali (prezzi, termini, requisiti tecnici) valide fino a quattro anni. Successivamente, per ogni specifica prestazione, si procede con un affidamento diretto o con un confronto semplificato tra gli operatori già qualificati, senza bandire nuove gare. Lo strumento è stato pensato per acquisti standardizzati e ripetitivi, dove riduce tempi e costi amministrativi. Ma applicato ai servizi intellettuali, come la progettazione, genera criticità strutturali.
Progettazione e accordi quadro: un modello incompatibile
La natura stessa della progettazione, attività intellettuale unica e legata al contesto specifico dell’intervento, mal si concilia con la logica degli accordi quadro. Come ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa: “L’esperienza degli ultimi anni dimostra in modo inequivocabile che l’uso degli accordi quadro sta penalizzando il mercato dei servizi di ingegneria e architettura. L’accorpamento degli appalti in poche gare di elevato valore favorisce infatti i grandi operatori, spesso multinazionali, a discapito delle realtà professionali e imprenditoriali di minori dimensioni.” De Maio ha aggiunto: “Gli accordi quadro sono stati concepiti per prestazioni standardizzate e ripetitive. La progettazione, invece, è un’attività intellettuale che per sua natura è unica e strettamente connessa al contesto in cui si sviluppa. Applicare questo modello di procurement ai servizi professionali significa rischiare di comprometterne la qualità e favorire la progressiva scomparsa dei professionisti che operano sui territori, a vantaggio di grandi strutture concentrate in pochi centri urbani.”
Barriere all’accesso per professionisti e PMI
Un nodo cruciale riguarda i requisiti di partecipazione. Negli accordi quadro, i criteri di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale vengono parametrati al valore complessivo dell’intero accordo, non ai singoli incarichi. Di conseguenza, tali requisiti risultano spesso irraggiungibili per studi professionali e piccole imprese, che vengono di fatto esclusi dalla competizione. Questa dinamica riduce la concorrenza e limita l’accesso a un mercato già fortemente concentrato.
La proposta: escludere i servizi intellettuali dagli accordi quadro
Fondazione Inarcassa ha avanzato una proposta netta: introdurre una regolamentazione più rigorosa dell’istituto e valutare l’esclusione esplicita dal suo utilizzo per i servizi di ingegneria e architettura. De Maio ha sottolineato: “Non si può escludere la possibilità di prevedere il divieto degli accordi quadro per i servizi di ingegneria e architettura. È una scelta che garantirebbe maggiore equità, qualità delle prestazioni, apertura del mercato e tutela dell’interesse pubblico.” La posizione, ha aggiunto, trova riscontro anche tra organizzazioni professionali di altri Stati membri.
Il confronto avviato a Bruxelles punta a costruire un fronte comune in vista della revisione delle Direttive Appalti. Tra le priorità indicate da Fondazione Inarcassa: rimuovere le barriere all’accesso per professionisti e PMI, valorizzare la qualità rispetto al criterio del prezzo, rafforzare l’indipendenza del progettista dall’esecutore e introdurre misure più efficaci contro i ritardi nei pagamenti. La revisione normativa rappresenta un passaggio chiave per ristabilire un equilibrio tra efficienza amministrativa e tutela della concorrenza, salvaguardando al contempo la qualità del progetto e la pluralità dell’offerta professionale.
Partecipa al forum per Ingegneri civili!
La tua esperienza è fondamentale per la comunità. Unisciti a noi e contribuisci con le tue conoscenze!
Entra ora nel ForumCondividi, impara e cresci con i migliori professionisti del settore.