I sussidi per l’abitazione gravano sul bilancio statale per due miliardi di euro.

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Il dibattito sull’efficacia economica dei bonus edilizi, spesso percepiti come un onere gravoso per le finanze pubbliche, si arricchisce di nuove prospettive. Un’analisi approfondita, condotta dal Centro Studi della Fondazione Geometri Italiani, rivela che, a fronte di una spesa pubblica lorda di circa 14 miliardi di euro annui, il costo netto per lo Stato si riduce a meno di 2 miliardi di euro. Tale divario è attribuibile a un significativo effetto moltiplicatore sull’economia nazionale, che genera ricadute positive dirette, indirette e indotte.

L’impatto economico dei bonus edilizi: un’analisi profonda

Le risultanze dello studio, presentate durante il convegno “Sviluppo economico e sostenibilità ambientale: tra cambio di rotta e strategie in evoluzione”, mettono in luce la capacità dei bonus fiscali nel settore delle costruzioni di stimolare la crescita economica ben oltre il loro impatto diretto. Il valore chiave individuato è il moltiplicatore 3,3: ogni singolo euro investito tramite questi incentivi attiva un flusso di circa 3,3 euro sull’intera economia del Paese. Questa dinamica comprende gli effetti sui cantieri, l’indotto per le imprese fornitrici e l’incremento dei consumi generato dai salari e dai redditi attivati.

La Fondazione Geometri Italiani ha basato la propria indagine su due approcci metodologici consolidati e complementari. È stata adottata la metodologia della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, focalizzata sull’impatto complessivo degli investimenti, affiancata dal modello analitico sviluppato da ANCE, che fornisce un’analisi dettagliata dei costi e dei ritorni fiscali e contributivi. Tali metodologie non sono nuove nel panorama delle valutazioni degli incentivi edilizi: già in precedenza, nel 2023, la Fondazione Nazionale Commercialisti aveva evidenziato un impatto positivo del Superbonus 110% sulle finanze pubbliche, mentre nel 2022 ANCE aveva stimato che il 47% della spesa per il Superbonus ritornava allo Stato sotto forma di maggiori entrate.

Dettaglio dell’analisi: ricadute fiscali e valore aggiunto

I risultati della simulazione fornita dallo studio dipingono un quadro di significative ricadute positive. Si stima un valore aggiunto economico complessivo che supera i 16 miliardi di euro, in accordo con la metodologia della Fondazione Commercialisti. Parallelamente, il modello analitico ANCE calcola un saldo fiscale netto positivo per lo Stato che oscilla tra 320 milioni e 1,2 miliardi di euro, a seconda che si considerino unicamente gli effetti diretti o si includano anche gli effetti indotti sull’economia.

Il gettito fiscale e contributivo generato dagli interventi è ampio e diversificato, comprendendo imposte dirette, IVA, e contributi previdenziali. Questi introiti sono accompagnati da una robusta attivazione di salari e consumi interni. Nello specifico, il modello ANCE indica che circa il 34% dei costi totali degli interventi è destinato a salari e stipendi netti, i quali generano un gettito fiscale e contributivo significativo, stimato oltre i 3,3 miliardi di euro, tra INPS, INAIL e IRPEF. Anche l’IVA contribuisce in modo sostanziale, non solo sulle spese dirette dei lavori ma anche sui consumi indotti, con un’incidenza stimata del 15,2%, portando centinaia di milioni di euro in entrate aggiuntive.

Particolare attenzione è rivolta agli interventi con aliquote agevolate per le famiglie in condizioni di povertà energetica, ipotizzate al 55% e 65%. Il costo fiscale aggiuntivo per lo Stato di queste misure mirate risulterebbe inferiore ai 2 miliardi di euro annui complessivi, una cifra notevolmente inferiore rispetto ai 13 miliardi di euro stimati all’avvio del Superbonus 110%. Inoltre, si ipotizza che il gettito derivante dagli interventi agevolati al 36% possa contribuire a compensare parzialmente le minori entrate derivanti dalle agevolazioni più elevate per le fasce vulnerabili, favorendo un bilanciamento sostenibile del bilancio pubblico. In tale contesto, le risorse dedicate alle famiglie in povertà energetica potrebbero essere integrate con strumenti complementari, come il sostegno alle comunità energetiche, per massimizzare l’efficacia delle politiche di sostenibilità.

Prospettive future: stabilità e misure mirate

Nell’ottica di una programmazione stabile e a lungo termine, la Categoria dei Geometri propone una serie di strategie operative per il periodo 2025-2030. Un elemento centrale è la necessità di garantire una coerenza temporale e normativa, evitando l’instabilità che storicamente ha potuto generare fenomeni speculativi. A tal fine, è cruciale implementare un sistema di monitoraggio e verifiche trasparenti e periodici, sia sui costi sia sui risultati energetici e sugli impatti sociali, per mitigare i rischi di abusi.

La semplificazione normativa e amministrativa costituisce un altro pilastro, mirata a rendere più agevoli i processi di accesso agli incentivi, in particolare nei contesti condominiali, e a facilitare le procedure di cessione del credito. Un focus specifico sulle fasce vulnerabili è essenziale, con misure di sostegno che includano incentivi fiscali mirati, sconti in fattura, accesso agevolato al credito e politiche di accompagnamento. Infine, una gestione trasparente e condivisa, che coinvolga professionisti qualificati e istituzioni con modelli di controllo concertati, è fondamentale per prevenire abusi e un uso distorto delle risorse pubbliche. Questi approcci congiunti sono volti a promuovere un rinnovamento edilizio sostenibile ed equo, evitando bolle speculative.

In linea con queste analisi, il Governo sta esaminando la possibilità di mantenere la detrazione fiscale al 50% per le ristrutturazioni della prima casa per l’intero 2026, superando l’ipotesi di una riduzione al 36% precedentemente considerata per la Legge di Bilancio 2025. Questa scelta strategica mira a promuovere investimenti sostenibili e a sostenere le situazioni di povertà energetica. Si sta inoltre valutando una riduzione del periodo di recupero della detrazione fiscale, da dieci a cinque anni, con l l’obiettivo di rendere il beneficio più immediatamente percepibile e accessibile ai contribuenti. Per le seconde case, invece, è in discussione una detrazione che potrebbe variare tra il 30% e il 36%. Tale proroga rafforzerebbe il ruolo del Bonus Casa al 50% quale strumento fondamentale per la transizione energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale.

“Il percorso di efficientamento energetico e di rigenerazione edilizia rappresenta una sfida centrale per il futuro del nostro Paese, non solo per il ruolo che il settore ha nell’economia, ma anche per l’impatto sociale e ambientale determinante. Come categoria siamo pronti a mettere a disposizione competenze, professionalità e rigore metodologico per attuare politiche sostenibili e concrete, evitando fenomeni speculativi e garantendo risultati duraturi. Solo con un approccio programmato, trasparente e integrato, che tenga conto delle diverse esigenze territoriali e sociali, potremo davvero contribuire a un futuro più equo e resiliente.”

Come affermato da Diego Buono, presidente Fondazione Geometri Italiani e Cassa Geometri, e Paolo Biscaro, vice presidente Fondazione Geometri Italiani e presidente Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, la riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale è una sfida complessa che richiede un impegno congiunto e una visione strategica. La professionalità e la metodologia rigorosa del settore possono svolgere un ruolo cruciale nell’implementazione di politiche che coniughino sostenibilità, equità sociale e sviluppo economico, superando le criticità passate e garantendo risultati tangibili e duraturi per il Paese.

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