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Il 29 maggio 2026 è passato senza che l’Italia abbia recepito la Direttiva UE 2024/1275, nota come Direttiva Case Green. La scadenza imposta dalla EPBD per l’adeguamento degli ordinamenti nazionali non ha prodotto nuove regole per proprietari, progettisti e imprese. Il mancato recepimento non attiva obblighi immediati di ristrutturazione sui singoli immobili, ma lascia il Paese senza il quadro normativo necessario per tradurre in disposizioni operative gli obiettivi europei: riduzione dei consumi residenziali, soglie per il non residenziale, edifici a emissioni zero, aggiornamento dell’APE, impianti solari, passaporti di ristrutturazione e strumenti di sostegno.
La procedura di infrazione avviata da Bruxelles per il mancato invio della prima bozza del Piano nazionale di ristrutturazione (scadenza 31 dicembre 2025) è già in corso. Il piano definitivo dovrà essere trasmesso entro il 31 dicembre 2026.
Obiettivi per residenziale e non residenziale, traiettorie e soglie
La Direttiva fissa per il patrimonio residenziale una riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare: almeno il 16% entro il 2030 e il 20-22% entro il 2035, rispetto ai livelli del 2020. Almeno il 55% di questa riduzione dovrà essere ottenuto riqualificando il 43% degli edifici con le prestazioni peggiori. Il recepimento italiano dovrà definire i criteri per individuare tali immobili, i dati di riferimento e le misure di sostegno collegate. Per condomìni, progettisti e imprese, questo passaggio determinerà priorità, incentivi e programmazione degli interventi.
Per gli edifici non residenziali il meccanismo è diverso: soglie massime di prestazione energetica espresse in kWh/mq anno, basate sul patrimonio al 1° gennaio 2020. Dal 2030 tutti gli edifici non residenziali dovranno collocarsi al di sotto della soglia corrispondente al 16% degli edifici peggiori; dal 2033 al di sotto della soglia del 26%. Le regole nazionali dovranno chiarire modalità di classificazione, verifica, esenzioni e i casi in cui una ristrutturazione complessiva presenti un rapporto costi-benefici sfavorevole. Uffici, scuole, edifici commerciali e strutture pubbliche saranno direttamente interessati.
Nuovi edifici a emissioni zero e standard progettuali
La Direttiva introduce lo standard Zero Emission Building (ZEB): edifici ad altissima prestazione, con fabbisogno energetico nullo o molto basso, zero emissioni in loco da combustibili fossili e emissioni operative di gas serra nulle o molto basse. Le scadenze sono differenziate: dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici pubblici, dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri. Il fabbisogno energetico potrà essere coperto con rinnovabili in loco, comunità energetiche, teleriscaldamento efficiente o fonti prive di carbonio. Il recepimento nazionale dovrà fissare criteri applicativi, metodologie di calcolo, soglie di emissione e standard minimi per le nuove costruzioni.
Parallelamente, dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici con superficie coperta utile superiore a 1.000 mq e dal 1° gennaio 2030 per tutti i nuovi edifici, scatterà l’obbligo di calcolare il Global Warming Potential (GWP) lungo l’intero ciclo di vita. La valutazione non riguarderà solo i consumi in fase d’uso ma anche le emissioni associate ai materiali, alla costruzione, alla sostituzione dei componenti, alla demolizione e alla gestione dei rifiuti.
APE, passaporto di ristrutturazione e obblighi solari
L’Attestato di Prestazione Energetica sarà rivisto con una scala unificata da A a G: la classe A corrisponderà agli ZEB, la G agli edifici con le prestazioni peggiori del parco nazionale al momento dell’introduzione. L’obiettivo è rendere gli APE più comparabili, leggibili e utili per finanziamenti, compravendite e locazioni. Il passaporto di ristrutturazione, strumento volontario per i proprietari, fornirà una tabella di marcia programmata per la riqualificazione profonda in più fasi, evitando interventi non coordinati e guidando verso l’obiettivo 2050. Gli sportelli unici dovranno offrire assistenza tecnica e finanziaria, con attenzione a famiglie vulnerabili e soggetti in povertà energetica.
Per gli impianti solari, la Direttiva impone l’installazione su nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie coperta utile superiore a 250 mq entro il 31 dicembre 2026, seguita da obblighi progressivi su edifici esistenti, nuovi residenziali e parcheggi coperti. Il recepimento dovrà stabilire criteri ed esenzioni basati sul potenziale tecnico ed economico. Per gli impianti termici, dal 1° gennaio 2025 sono cessati gli incentivi pubblici per caldaie uniche a combustibili fossili, salvo eccezioni; restano possibili incentivi per sistemi ibridi con quota significativa di rinnovabili.
Stato dell’arte e prospettive per la filiera
In attesa del recepimento, la Commissione europea ha già messo a disposizione strumenti attuativi: modelli per i Piani nazionali di ristrutturazione, fogli di calcolo per l’analisi del patrimonio, orientamenti pratici e il quadro metodologico per i livelli ottimali in funzione dei costi. L’Italia, tuttavia, non ha ancora trasformato questo quadro in disposizioni nazionali. Il progetto BREEZE, coordinato da ENEA con sette partner europei, punta a raccogliere e armonizzare i dati sul patrimonio edilizio in tre paesi pilota (Italia, Francia, Polonia) e sviluppare strumenti open source per scenari di ristrutturazione, supportando così la redazione dei Piani nazionali.
Finco, la Federazione delle industrie per le costruzioni, richiede un quadro normativo chiaro e stabile, incentivi sostenibili nel tempo, semplificazione burocratica e il ritorno di strumenti come la cessione del credito e lo sconto in fattura, accompagnati da controlli rigorosi. Sottolinea la necessità di un approccio pragmatico, calibrato sulle specificità del patrimonio italiano e sulle diverse esigenze climatiche, con un ruolo centrale del patrimonio pubblico e un confronto stabile con gli stakeholder della filiera.
Il nodo principale resta l’assenza di una disciplina nazionale aggiornata. Dal 30 maggio 2026 continuano ad applicarsi le regole italiane vigenti, ma senza i criteri operativi necessari per dare attuazione alla EPBD. La definizione della traiettoria per il residenziale, delle soglie per il non residenziale, degli standard ZEB e degli strumenti di supporto è ancora tutta da scrivere.
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