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Il disegno di legge di conversione del DL 66/2026, meglio noto come Piano Casa, è stato oggetto dell’audizione dell’OICE presso la VIII Commissione della Camera. L’intervento della Vicepresidente con delega alla sostenibilità, ing. Francesca Federzoni, ha concentrato l’attenzione su due aspetti cruciali per i professionisti del settore: la necessità di una revisione organica del quadro normativo e l’urgenza di introdurre meccanismi concreti per il partenariato pubblico privato.
Pur riconoscendo al Piano Casa il ruolo di “passo fondamentale” per il comparto edilizio nazionale, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria ha ribadito la richiesta di non limitarsi a un intervento spot. La posizione espressa è stata chiara: il provvedimento deve rappresentare l’occasione per una revisione sistematica del Testo Unico Edilizia, il DPR 380/2001. Per l’OICE, il completamento dell’iter legislativo dei disegni di legge sulla Rigenerazione Urbana è altrettanto indifferibile, al fine di dotare il Paese di una legge quadro nazionale che possa, tuttavia, garantire flessibilità di recepimento. La necessità di adattare le misure alle specificità territoriali è emersa come punto critico, specialmente per le piccole e medie realtà, dove il rischio di una mancata implementazione delle misure è concreto.
Le premialità come leva per il partenariato pubblico privato
Il nodo delle risorse è stato affrontato senza ambiguità. L’OICE ha posto l’accento sull’importanza di incentivare l’utilizzo del partenariato pubblico privato, un modello di intervento che, senza strumenti dedicati, rischia di rimanere sulla carta. La proposta avanzata da Federzoni è operativa: prevedere strumenti incentivanti come la messa a disposizione gratuita dei terreni pubblici e l’azzeramento degli oneri urbanistici. Queste misure, ha spiegato la Vicepresidente, sono finalizzate a migliorare la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi di riqualificazione, accelerando di fatto le realizzazioni.
La questione non si ferma alla teoria. L’associazione ha espresso una valutazione critica sulle stime dei costi per le ristrutturazioni degli immobili, ritenendole “non del tutto realistiche”. Su questo fronte, l’OICE si è impegnata a fornire alla commissione dati di riferimento dedotti dal mercato reale, ossia quelli provenienti direttamente dall’operatività dei propri associati, un riferimento concreto per chi ogni giorno redige computi metrici e piani economici finanziari.
Le implicazioni per il progettista tecnico
Per il consulente tecnico e il progettista che opera nel settore delle costruzioni, l’audizione dell’OICE segnala una fase di transizione normativa. Da un lato, si attende una legge quadro che possa offrire un perimetro certo e stabile per le attività di progettazione e riqualificazione. Dall’altro, emerge la necessità di strumenti che rendano il partenariato pubblico privato effettivamente praticabile, agendo sulla leva dei costi di urbanizzazione e sulla disponibilità di suoli pubblici, variabili che impattano direttamente sulla fattibilità degli interventi.
La richiesta di modalità flessibili di recepimento, infine, rappresenta un segnale per chi opera su territori con regolamenti edilizi eterogenei. La possibilità di adattare la cornice normativa nazionale alle specifiche esigenze locali potrebbe ridurre le attuali complessità burocratico-amministrative, un tema che resta centrale per la velocità di esecuzione dei programmi di rigenerazione.
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