Piano Casa: ritirato l’emendamento sul “Patrimonio Casa” in CDP, ma i fondi restano sul tavolo

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Il decreto Piano Casa (DL 66/2026) non conterrà, nel testo licenziato dalla Commissione Ambiente della Camera in vista dell’esame in Aula, il dispositivo normativo che avrebbe istituito presso Cassa Depositi e Prestiti il cosiddetto Patrimonio Casa. L’emendamento dei Relatori, il numero 8.017, è stato ritirato prima del voto finale. Restano tuttavia sul tavolo le risorse che dovevano confluire nel veicolo finanziario: 1,2 miliardi di euro complessivi, di cui 1 miliardo destinato all’housing efficiente e 200 milioni all’edilizia residenziale pubblica, già annunciati nella rimodulazione del PNRR presentata il 3 giugno dal Ministro Foti.

Secondo quanto riferito dal MIT, l’operazione non è definitivamente accantonata. La cornice normativa per trasferire i fondi a CDP dovrebbe trovare spazio in un decreto di prossima adozione, subordinatamente al via libera europeo alla revisione del Piano.

Struttura e finalità del patrimonio destinato all’abitare sociale

L’emendamento 8.017 proponeva di introdurre, all’interno della legge di conversione del DL 66/2026, l’articolo che autorizza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a costituire presso CDP un patrimonio destinato ai sensi dell’articolo 2447-bis del Codice civile. Lo strumento, denominato Patrimonio Casa, sarebbe stato attivato previa delibera del consiglio di amministrazione di CDP e informativa all’assemblea dei soci, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per il biennio 2026-2027 (5 milioni per ciascuna annualità).

Il veicolo è pensato per sostenere iniziative di edilizia sociale e convenzionata, con interventi che spaziano dal recupero e rifunzionalizzazione edilizia alla sostituzione, alla riqualificazione energetica e alla rigenerazione urbana abitativa. L’obiettivo dichiarato è l’incremento dell’offerta di alloggi sociali conformi al DM 22 aprile 2008, oppure di abitazioni a canone o prezzo calmierato rispetto ai valori di mercato. La norma prevedeva, inoltre, una priorità di intervento per i Comuni ad alta tensione abitativa.

Meccanismi operativi e governance del Patrimonio Casa

L’operatività del fondo si basa sulla sottoscrizione di quote di un comparto dedicato o di classi di quote di fondi immobiliari già esistenti, controllati da CDP o da società da essa partecipate. L’architettura finanziaria è disegnata per sfruttare strumenti già attivi nell’abitare sociale, con l’obiettivo di rispettare le scadenze temporali imposte dal PNRR.

Il funzionamento del Patrimonio Casa sarebbe stato regolato da una convenzione tra MIT, CDP e le società di gestione del risparmio immobiliare controllate. La convenzione deve definire modalità e tempistiche del trasferimento delle risorse, durata del patrimonio, periodo di investimento, politiche di selezione degli interventi, nonché obblighi informativi e di rendicontazione. È previsto un monitoraggio sull’impiego delle risorse e sullo stato di avanzamento, con verifica degli impatti sociali. Per le attività svolte, il compenso riconosciuto a CDP non potrà superare il 2% delle somme trasferite per ciascun esercizio finanziario.

Un punto qualificante riguarda l’assenza di garanzie pubbliche di rendimento. Gli apporti al Patrimonio Casa non beneficiano di meccanismi di copertura delle perdite né di obblighi di restituzione a carico di CDP. I proventi eventualmente spettanti al MIT restano vincolati al patrimonio e destinati a ulteriori investimenti coerenti con le finalità della misura, seguendo un criterio di rotatività. Alla scadenza, le somme residue vengono restituite al bilancio dello Stato e versate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Copertura finanziaria e compatibilità con il PNRR

La dotazione iniziale di 10 milioni di euro per il biennio 2026-2027 è coperta attraverso due voci. I 5 milioni per il 2026 derivano dalla riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista dal DL 73/2025 per i programmi di riqualificazione urbanistica collegati al lotto Battipaglia-Romagnano della linea AV Salerno-Reggio Calabria. I 5 milioni per il 2027 sono coperti con una riduzione del fondo speciale di conto capitale del MEF, utilizzando l’accantonamento relativo al MIT. Contestualmente, l’emendamento rimodula gli stanziamenti per gli interventi ferroviari dal triennio 2026-2028 al triennio 2027-2029.

Il cuore della misura resta però il possibile afflusso di risorse PNRR fino a 1,2 miliardi, subordinato all’approvazione della revisione del Piano da parte delle istituzioni europee. La dotazione iniziale, di fatto, costituisce solo l’architettura giuridico-finanziaria operativa in attesa dell’eventuale trasferimento dei fondi.

Gli altri emendamenti: riuso del patrimonio pubblico e edilizia sociale

Tra gli emendamenti non andati a buon fine figura anche il 9.019, che interveniva sul riuso a fini sociali del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato. La proposta consentiva la cessione, anche separata, di immobili dello Stato, degli enti territoriali e delle altre pubbliche amministrazioni, se non utilizzati, non redditizi o sottoutilizzati. Gli interventi di recupero e valorizzazione sarebbero stati destinati all’edilizia sociale, con applicazione delle semplificazioni già previste dal Piano Casa (ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni, approvazione in conferenza di servizi).

L’unico emendamento approvato dei tre è il 2.107, che modifica il programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e sociale. Le novità riguardano l’inclusione diretta degli enti territoriali tra i soggetti attuatori, una maggiore flessibilità nella presentazione delle proposte e una delimitazione più puntuale dei poteri del Commissario straordinario.

Il destino del Patrimonio Casa resta ora legato a due variabili critiche per il settore: il via libera europeo alla rimodulazione del PNRR e la pubblicazione di un nuovo decreto che ne recepisca la disciplina.

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