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La scadenza fissata dal Prof. Raffaele Landolfo durante la dodicesima edizione della Seismic Academy di Hilti è netta: marzo 2028 segnerà il ritiro definitivo della prima generazione degli Eurocodici. Tra quella data e la disponibilità degli standard, prevista per marzo 2026, si colloca una fase di transizione che obbliga progettisti, imprese e fornitori a un aggiornamento profondo delle metodologie di calcolo e delle prassi operative. La pubblicazione nazionale è attesa per settembre 2027, e l’Italia si trova di fronte alla necessità di coordinare i nuovi Eurocodici con gli Annessi Nazionali e le vigenti NTC 2018.
Stato di prontezza del settore ingegneristico italiano di fronte al cambio normativo
Secondo Paolo Baccarini, Direttore Ingegneria di Hilti Italia, il settore possiede le competenze di base per affrontare la transizione, ma la consapevolezza diffusa appare ancora parziale. A oggi, il numero di richieste di approfondimento da parte degli studi di progettazione è limitato, segno che molti professionisti attendono la definizione degli Annessi Nazionali per muoversi operativamente. Il vero collo di bottiglia, osserva Baccarini, potrebbe essere una pubblicazione di tali annessi troppo ravvicinata rispetto alla deadline del 2028. In quello scenario, gli studi si troverebbero a dover adeguare rapidamente software, procedure interne e strumenti di verifica, con il rischio di sovraccarico e possibili discontinuità operative. Per questo Hilti ha avviato da tempo un lavoro di adeguamento dei propri strumenti di progettazione, dai software di calcolo ai metodi di verifica, in modo da garantire continuità ai clienti durante tutto il periodo di switch normativo.
Eurocodice 8, ancoraggi e connessioni: le ricadute sulla progettazione sismica
L’evoluzione dell’Eurocodice 8 verso un approccio prestazionale basato sugli spostamenti introduce cambiamenti significativi non solo per gli elementi strutturali principali, ma anche per i sistemi di fissaggio e per gli ancoraggi di elementi non strutturali. Baccarini sottolinea che le novità riguardano prevalentemente la valutazione delle azioni sismiche trasmesse alle connessioni e il loro trattamento in fase progettuale. Il nuovo EC8‑1‑1 integra in modo più stringente la progettazione sismica dei sistemi di ancoraggio, con effetti diretti sulla scelta degli ancoranti in funzione della duttilità strutturale e della classe di azione sismica. Per le aziende del settore, questa evoluzione rappresenta uno stimolo a sviluppare sistemi di ancoraggio e strumenti di calcolo capaci di supportare approcci progettuali orientati alla resilienza. L’allineamento tra normativa, sperimentazione e strumenti software diventa quindi un prerequisito per offrire ai progettisti soluzioni affidabili e coerenti con i nuovi metodi di verifica.
Strategie di formazione e aggiornamento per i progettisti strutturali
Per accompagnare la transizione, Hilti punta su un aggiornamento parallelo dei propri software di calcolo, in particolare della suite PROFIS Engineering, e sulla formazione continua dei Field Engineers. L’obiettivo è che gli specialisti siano preparati in anticipo sulle evoluzioni normative e possano affiancare gli studi di progettazione con incontri tecnici dedicati, approfondimenti applicativi e momenti di confronto. Oltre al supporto diretto, l’azienda investe in webinar tecnici, contenuti specialistici pubblicati sull’Engineering Center e strumenti interattivi come la sezione ASK, che permette ai progettisti di porre domande agli esperti. Nelle ultime edizioni della Seismic Academy, lo spazio dedicato ai nuovi Eurocodici è stato ampliato, e l’impegno formativo verrà rafforzato nei prossimi anni in vista anche dell’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni.
Qualità progettuale, BIM e gestione del rischio: gli altri temi emersi alla Seismic Academy
Il confronto della giornata milanese ha toccato diversi aspetti oltre alla transizione normativa. Nella tavola rotonda con AssoRUP e Conforma è emersa l’evoluzione del ruolo del Responsabile Unico del Procedimento verso un profilo di project manager pubblico, con competenze che integrano aspetti ingegneristici, giuridico‑amministrativi e gestionali. Il caso studio della riqualificazione dello Stadio Artemio Franchi di Firenze ha mostrato come sia possibile portare l’indice di sicurezza di una struttura storica dal 35% a circa l’80% attraverso un approccio integrato che combina innovazione, tutela e miglioramento sismico. Un altro focus ha riguardato il divario tra progettazione ed esecuzione: progetti formalmente conformi alle norme non sempre risultano cantierabili, da qui l’importanza di un coordinamento anticipato tra progettisti, imprese, fornitori e committenti. L’esperienza di EXYTE ha evidenziato il BIM come strumento operativo per l’integrazione tra progettazione, costruzione e commissioning in contesti ad alta complessità tecnologica come data center e camere bianche. Infine, il modello UniCredit per la gestione del rischio sismico su oltre 2.700 immobili ha mostrato come l’approccio alla sicurezza debba estendersi all’intero portafoglio, combinando pericolosità, vulnerabilità ed esposizione per definire priorità di intervento.
Il percorso verso il 2028 richiede ai progettisti non solo l’adeguamento a nuove formule e coefficienti, ma una capacità di integrare normativa, strumenti digitali e pratica professionale in modo sistematico. La formazione continua, la qualità progettuale e la collaborazione tra tutti gli attori della filiera diventano gli elementi portanti di questa fase di trasformazione del settore delle costruzioni.
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